CMS presenta l'European M&A Study 2020: la ricerca, evidenzia come l'Europa sia un mercato per venditori e l'impatto favorevole dell'intelligenza artificiale sulle operazioni di M&A

26/03/2020 12:07



L'Europa continua ad essere un mercato di vendita. Tutti i Paesi europei applicano al giorno d'oggi tecniche di allocazione del rischio "favorevoli al venditore", mentre gli Stati Uniti continuano a privilegiare fermamente l'acquirente.

Queste sono le principali conclusioni della dodicesima edizione dell'European M&A Study 2020 di CMS - uno dei primi dieci Studi legali internazionali - sulle operazioni di M&A in Europa: un'analisi pluriennale sulle principali misure legali nell'ambito degli accordi di M&A. Il report è il più completo nel suo genere e si basa su un database proprietario che prende in considerazione più di 4.600 operazioni.

Nell'identificare i principali driver delle transazioni, CMS ha rivelato che quasi la metà delle operazioni è relativa ad acquirenti che entrano in un nuovo mercato (46%) o acquisiscono know-how o competenze (41%). La percentuale di queste operazioni è aumentata dal 2018 (rispettivamente del 32% e 23%). Un quinto delle operazioni è rappresentato invece dall'acquisizione di un concorrente.

L'Avv. Pietro Cavasola, Managing Partner di CMS in Italia, ha dichiarato: "Stiamo assistendo a una richiesta di certezza sulle operazioni in un contesto macroeconomico sempre più imprevedibile, un maggiore utilizzo di strategie intelligenti di allocazione del rischio e nuove tecnologie all'avanguardia a vantaggio del settore. Ovviamente l'attuale crisi sanitaria a livello europeo e mondiale rende poco prevedibili gli scenari nei prossimi mesi ed anche le ripercussioni sulle condizioni contrattuali ed economiche dei deal in corso di negoziazione o futuri. Tuttavia, l'European M&A Study 2020 sarà una guida utile per coloro che stanno prendendo in considerazione le operazioni in un clima di investimenti sempre più sfidante."


I risultati principali dell'analisi sono:


- Crescita dell'utilizzo di strumenti tecnologici legali – l'IA e l'automazione dei documenti sono stati utilizzati in numerose transazioni esaminate, spesso portando a notevoli risparmi sui costi.


- Applicazione più frequente delle Polizze Warranty&Indemnity - aumento dal 2% al 19% di tutte le transazioni, utilizzate in quasi la metà delle transazioni di valore superiore a 100 milioni di euro.
-Graduale diminuzione dell'utilizzo del meccanismo del purchase price adjustment (PPA) - nel 45% di tutte le operazioni, in aumento di un punto percentuale rispetto all'anno precedente, ma notevolmente al di sotto del livello medio dei tre anni precedenti.


- Prosecuzione della tendenza a rialzo del meccanismo di locked box - nel 56% delle operazioni senza PPA, evidenziando il desiderio delle parti di avere quanta più certezza possibile.


- Tendenza delle "de minimis e basket provisions" a divenire prassi di mercato – anche a seguito del maggiore ricorso delle polizze W&I le quali contengono queste previsioni.


- Variazione dei massimali dei liability caps a seconda del valore dell'operazione e della presenza o meno della copertura W&I - il massimale complessivo per le operazioni più piccole è spesso il prezzo di acquisto, mentre per le operazioni di dimensione maggiore il cap si attesta tra il 10 e il 25%. Inoltre, quasi la metà (45%) delle operazioni con W&I presenta un liability cap inferiore al 10% del prezzo d'acquisto; la stessa cosa avviene per solo il 10% delle operazioni senza W&I.
Differenze regionali


L'approccio statunitense all'allocazione del rischio continua a favorire gli acquirenti. Mentre i PPA sono rimasti al 45% in Europa, sono presenti nel 95% di tutte le operazioni statunitensi.

Il Regno Unito ha la percentuale più alta di polizze W&I (37%), il che significa limiti di responsabilità civile più bassi e periodi di prescrizione più brevi per tali operazioni. I periodi di prescrizione sono più lunghi nell'Est Europa e in Francia, e i massimali di responsabilità civile sono più alti nelle regioni tedesche e del Benelux.

L'Est Europa è in testa anche nell'uso delle clausole MAC, che vede quest'anno un aumento del 7% rispetto alla media europea del 16%.

I PPA (Purchase Price Allocation) rimangono impopolari anche nei paesi di lingua tedesca, essendo utilizzati nel 37% delle operazioni, meno della media europea che si attesta al 45%. In Francia il loro utilizzo si attesta al 28% delle operazioni. Gli earn-out sono stati meno utilizzati dall'Est Europa e dalla Francia, che li ha inclusi solo nell'8% delle transazioni rispetto alla media europea del 21%.


Le c.d Locked boxes non risultano comuni nelle operazioni del Sud Europa, con solo il 36% delle transazioni senza un PPA che utilizzava questa struttura, molto al di sotto della media europea del 56%. Anche in questo caso il concetto di divulgazione dei dati non è stato ampiamente adottato, con solo il 27% delle transazioni che riflettono tale disposizione rispetto a oltre il 50% delle transazioni in Benelux, Est Europa, Germania e Regno Unito.

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