Coronavirus: l'Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) chiede al Governo misure per una ripresa in sicurezza dell'attività giudiziaria

07/04/2020 13:44


L'Unione Nazionale delle Camere Civili – UNCC, l'associazione maggiormente rappresentativa degli avvocati civilisti italiani, chiede al Governo e alle Istituzioni competenti di predisporre tutte le misure necessarieperché, una volta superata la fase acuta dell'emergenza coronavirus, si possa procedere a una ripresa efficace e in piena sicurezza dell'attività giudiziaria.


UNCC ha sempre avuto ben chiaro il problema della salute degli operatori del diritto e per questo, sin dal 3 marzo scorso, ha chiesto che venisse sospesa ogni attività giudiziaria, con esclusione di quelle urgenti.


Tale richiesta è stata accolta, e UNCC ha manifestato il proprio apprezzamento. Oggi, però, occorre cominciare a riflettere sulle condizioni perché la futura ripresa – che è indispensabile per la sopravvivenza economica della classe forense, e quindi per garantire ai cittadini l'accesso alla giustizia – possa avvenire in condizioni di sicurezza.


Innanzitutto sicurezza per la salute di tutti coloro che lavorano o frequentano per esigenze professionali i Tribunali e gli Uffici giudiziari, perché la salute è un bene che prevale su ogni altra esigenza. Ma anche sicurezza per i cittadini e per i loro diritti, dei quali nei processi si discute e si decide: a tutti i cittadini, infatti, si deve continuare a garantire un processo giusto, che si svolga davanti ad un giudice, come prescrive l'art. 111 della Costituzione, e pubblicamente, come impone l'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo.


Tutte queste esigenze non sono in contrasto tra loro, ma è anzi possibile contemperarle. Pertanto, UNCC richiede al Governo che:


1) sia confermato il rinvio di tutti i processi civili di primo grado e la sospensione dei relativi termini (anche, ove ritenuto, per l'instaurazione di giudizi nuovi, o di nuove fasi di quelli pendenti);


2) siano esclusi dalla sospensione quelli dichiarati urgenti dalla legge o dal giudice e quelli per i quali il giudice ritenga che la celebrazione delle udienze con la partecipazione dei Difensori non sia indispensabile, e possa essere sostituita dalla cd. trattazione scritta, nel rispetto del principio del contraddittorio;


3) sia vietata la trattazione mediante la partecipazione personale alle udienze dei Difensori, salvo in ogni caso il rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio;


4) per i soli processi urgenti, e limitatamente al periodo di durata della sospensione, l'udienza possa essere tenuta in video conferenza, (secondo i protocolli approvati in sede locale, o in subordine, il protocollo intervenuto tra CSM e CNF), salvo – anche in questo caso – il rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio;


5) cessi la sospensione di tutti i termini dei processi civili pendenti in appello e in Cassazione, con la sola esclusione di quelli in cui il Collegio, d'ufficio o su richiesta di una delle parti, dichiari (con ordinanza non impugnabile) che sia necessario celebrare un'udienza, con la partecipazione dei Difensori, o anche di terzi.


UNCC richiede, infine, che tutte le richieste relative a tali processi, compresa la precisazione delle conclusioni, possano essere formulate per via telematica, e che essi possano essere assegnati a sentenza anche d'ufficio.

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