L'assistente virtuale PatchAi per l'emergenza COVID-19: fra i progetti al vaglio del Ministero della Salute. Gli studi legali CBA e Stefanelli & Stefanelli coinvolti nell'operazione

07/04/2020 12:37


PatchAi startup med-tech già a supporto di pazienti arruolati in sperimentazioni cliniche di farmaci, con la sua app PatchAiCov ha partecipato alla Fast Call per telemedicina e sistemi di monitoraggio ed è fra i progetti al vaglio del Ministero della Salute per provvedere a un servizio di prevenzione, auto-triage, monitoraggio e informazione della popolazione da remoto per la gestione dell'emergenza Covid19.


Si tratta di mobile app (dispositivo medico CE classe I certificato dal Ministero) che incorpora un assistente virtuale che chatta con gli utenti e pazienti in modo empatico raccogliendo informazioni in tempo reale e che è stata testata su 41 studenti volontari del Politecnico di Torino ed altri 55 utenti volontari.


Grazie ad un algoritmo costruito in base alle linee guida del Ministero della Salute, e sulle risposte fornite dagli utenti, l'assistente virtuale dà informazioni circa le azioni da seguire (ad esempio numeri specifici da contattare, raccomandazioni igienico-sanitarie). Nel frattempo, PatchAi monitora l'utente giornalmente, ri-classificandolo e fornendogli informazioni adeguate in base al rischio e all'evoluzione dell'eventuale sintomatologia.


Ulteriore valore aggiunto della app PatchAi Cov risiede nella disponibilità di una web-dashboard, da mettere a disposizione delle autorità competenti per elaborare statistiche e mappe interattive degli utenti in base al rischio di infezione, sintomatologia e geolocalizzazione oltre che il supporto completo per l'avvio, gestione, manutenzione del servizio verso utenti ed istituzioni.

Per fare degli esempi concreti la app è in grado di censire la popolazione generale sulla base di di fattori di rischi (contatto) e sintomi da infezione da COVID-19, monitorare l'evoluzione di eventuali sintomi e dei fattori di rischio nel tempo ed avere una stima della necessità di tamponi e prioritizzare il test alla popolazione in base alla necessità (priority list inbase a comorbodità, età, speciali categorie a rischio etc) nonché ricostruire i contatti avuti dall utente eventualmente divenuto positivo.


Al fianco di Alessandro Monterosso, CEO di PatchAi e nominato di recente da Forbes fra gli under 30 Heatlhcare, e dei soci della startup, due studi legali: CBA con Milena Prisco, team leader e per gli aspetti Corporate, Barbara Sartori per gli aspetti di Proprietà Intellettuale e Barbara Patacchiola per gli aspetti di diritto del Lavoro, mentre gli aspetti della Privacy sono stati curati da Silvia Stefanelli e Alice Giannini di Stefanelli & Stefanelli.


Alessandro Monterosso ha dichiarato: "Il nostro lavoro e l'innovazione che vi portiamo nasce sul campo, in corsia, fra una visita e l'altra. Il nostro prodotto principale, PatchAi, è un dispositivo medico di classe I certificato dal Ministero della Salute. In questa emergenza ci siamo attivati immediatamente per elaborare un prodotto ad hoc che oltre ad occuparsi delle persone abbia un valore anche per le istituzioni: dalla profilazione socio-demografica e geolocalizzazione degli utenti in tempo reale alla stratificazione della popolazione generale per rischio di infezione, dalla canalizzazione degli utenti sintomatici ai punti di contatto appropriati - con riduzione dell'utilizzo inappropriato delle risorse del SSN – alla canalizzazione di informazioni e contenuti educativi ufficiali e validati, evitando il rischio di diffusione di fake news."

"La fase di Beta test sugli studenti volontari del Politecnico di Torino ci ha confortati delle scelte fatte nello sviluppo della app e della corretto uso dei dati elaborati". Monterosso conclude: "Grazie al Machine Learning, saremmo in grado di costruire modelli per l'identificazione predittiva di nuovi focolai e dell'evoluzione della sintomatologia in alcuni segmenti di popolazione."


Milena Prisco, counsel di CBA e team leader dell'operazione aggiunge: "Lavorare con PatchAi in questa emergenza sanitaria ha comportato più del solito velocità, reattività e flessibilità data la necessità di tutelare in prospettiva le esigenze complesse dei vari stakeholder coinvolti in primis, utente finale e istituzioni, senza mai perdere di vista gli obiettivi del cliente e la valorizzazione della tecnologia proprietaria posta al servizio della collettività."


Silvia Stefanelli, partner di Stefanelli&Stefanelli, così commenta: "E' stata una sfida interessantissima, perché ci ha richiesto di trovare un punto di equilibro tra la legittima protezione dei dati dei cittadini e l'altrettanto rilevante esigenza, in questo particolare momento storico, di trattare gli stessi dati per un bene comune. In questo senso PatchAiCov rappresenta un esempio concreto del potenziale dei dati e di come un corretto uso degli stessi possa costituire un beneficio per la collettività e per il singolo".


La start up PatchAi ha ricevuto l'endorsement, fra gli altri del centro HIT dell'Università di Padova e dall'incubatore I3P delPolitecnico di Torino ed è accelerata dal più noto incubatore ed investitore al mondo: Plug and Play, basato in Silicon Valley, ed è stata accelerata da EIT Health (European Institute of Technology), Organismo dell'Unione Europea.

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