comunicazione legale

Avvocati, non abbiate paura di comunicare e raccontare la brand identity dei vostri studi legali

| 21 dicembre 2015


La comunicazione come leva strategica per il buon posizionamento, per il governo delle relazioni e la tutela della reputazione, rappresenta per qualunque organizzazione, comprese quelle anche più tradizionali, come ancora oggi culturalmente vengono considerati gli studi legali, un'arma fondamentale per riuscire ad essere percepiti nel modo giusto, trasmettendo valori oltre che competenze. Il mercato ha la necessità di tornare a svilupparsi secondo logiche di competitività e internazionalizzazione, sono necessarie pertanto forti specializzazioni e grandi motivazioni. In tutto questo la comunicazione è in grado di fare la differenza: occorre infatti prima di tutto parlare con il cuore e crederci, perché la convinzione nasce da dentro, poi la si può esportare. Ciò che conta è risvegliare i cuori pulsanti della creatività, volano per produrre idee e profitti e per rafforzare reputazione, riconoscibilità, fiducia. L'attività di comunicazione deve diventare un elemento costitutivo e imprescindibile di ogni studio legale, grande o piccolo, internazionale o locale. Come fare? Per prima cosa occorre conoscere la personalità del proprio brand, cinque gli elementi distintivi che consentono di capire chi siamo e come siamo percepiti: Fiducia, Engagement, Innovazione, Relazione, Condivisione. La sfida sarà quella di sviluppare tutti questi elementi in modo alchemico, al fine di ottenere un unico importante risultato: un ecosistema organizzativo nel quale sia evidente, e comunicato, il valore generato tra ciò che ciascun professionista porta in termini di competenze e di motivazioni, e ciò che lo studio è in grado di trasmettere e di rendere "speciale" e "unico" verso l'esterno. Saper fare qualcosa rappresenta una ricchezza, il vero dono è saperla affinare, crescere e maturare attraverso di essa. La comunicazione però non si può improvvisare, occorre avere chiari alcuni elementi chiave: il contesto in cui si opera, i propri target di riferimento e la percezione, dentro e fuori il proprio contesto, del brand e dell'affidabilità dello stesso. Qualunque organizzazione deve necessariamente fare i conti con l'evoluzione del mercato e con una propria evoluzione, elementi questi che inevitabilmente influenzano i processi decisionali. Alla luce di questo, la comunicazione interna ed esterna, assume un'importanza strategica, soprattutto se pensiamo a parole chiave come fiducia, etica, autorevolezza, reputazione, consenso, capaci di influenzare i risultati. Bisogna iniziare a pensare alla comunicazione come un processo di narrazione continua verso pubblici diversi, utilizzando strumenti e modalità di condivisione efficaci e ben armonizzate al contesto in cui si opera. La comunicazione non è mai un processo standardizzato, replicabile e scalabile: ogni realtà organizzativa è una storia a se, occorre costruire insieme al management, avendo chiari gli obiettivi da raggiungere, una strategia inclusiva capace di valorizzare la brand identity e conseguentemente la qualità dei prodotti o servizi offerti, attraverso modalità di narrazione e di partecipazione diversi, a seconda dei target di riferimento, del contesto e delle relazioni che si vogliono potenziare o costruire. La comunicazione non ha il compito di far guadagnare visibilità all'azienda, la comunicazione aiuta le imprese e le organizzazioni in genere ad essere percepite nel modo giusto, ad allineare domanda e offerta non solo in considerazione di un prezzo o di una maggiore visibilità, ma anche e soprattutto in considerazione di alcune variabili oggi più che mai influenti: la fiducia, la reputazione, il valore del brand e la sua affidabilità.

Vetrina