Siamo nell'era dell'Avvocato "liquido"?

31/05/2017 13:29


Mario Alberto Catarozzo, Business coach e formatore specializzato sugli studi professionali


Se l'avvocato "azzeccagarbugli" di manzoniana memoria poteva rappresentare il prototipo dell'avvocato 1.0 dove il diritto era appannaggio di pochi, conosciuto solo da chi aveva studiato e professava il diritto come un credo, ecco che facendo un salto temporale di due secoli entriamo nel mondo dell'avvocato 2.0, dove l'avvocato deve fare i conti con il web e la socialità dei propri clienti.


Ecco che il digitale diventa come un'ombra ed essere presenti sul web con un proprio sito Internet diventa una necessità. L'avvocato 2.0 è quello degli ultimi anni, un avvocato più tecnologico, sempre connesso, in mobilità. Per citare il filosofo polacco Zygmunt Baumann e il suo concetto di "liquidità", anche l'avvocato 2.0 diventa liquido. Certo, lo studio professionale passa da un luogo fisico ben determinato, a dovunque vi sia una connessione internet e prenda il cellulare; il luogo dove interagire con i clienti passa dallo studio, comodamente seduti dietro la scrivania, alla location virtuale della videoconference; il luogo dove scambiarsi documenti passa dallo studio fisico a dovunque la connessione internet prenda e i documenti (smaterializzati in bit) possano viaggiare veloci.


Le stesse relazioni con i clienti diventano liquide. Il concetto di fidelizzazione lascia spazio a quello di convenienza; la fiducia cede il passo alla second opinion recuperata al bar tra una chiacchierata e l'altra con un legale incontrato per caso, a Google, nuovo oracolo del XXI secolo.


Le sue opinioni diventano liquide: se un tempo era oro colato quanto ti diceva l'avvocato, ora una verifica sul web viene fatta quasi sempre e l'opinione legale viene presa con beneficio di inventario in un mondo di informazioni che viaggiano veloci.


La parcella diventa liquida: un tempo saldare la parcella dell'avvocato quasi in tempo reale era un dovere sentito e anche un segno di rispetto verso la professione. Oggi, dopo aver opportunamente negoziato il quantum, entra in gioco l' "an", quindi se ti pagherò la parcella…nulla di scontato. Inoltre il pagamento si inserisce in una sorta di catena di Sant'Antonio dove ti pagherò quando a mia volta verrò pagato dai miei clienti debitori…
Non parliamo poi di quanto è diventata liquida la pratica legale: qui non c'è più nulla di sicuro, non solo se passerai l'esame di Stato, ma neppure se dopo averlo passato avrai le condizioni per fare la professione, sia dal punto di vista materiale (economico e di location), sia dal punto di vista delle competenze, posto che quelle giuridiche sono solo alcune oggi necessarie per la professione. Come abbiamo visto in diversi articoli in precedenza, l'avvocato deve anche saper essere manager e imprenditore per poter accedere all'olimpo della professione e provare soddisfazione economica e professionale.


Siamo a questo punto alle porte dell'Avvocato 3.0, l'avvocato fornitore di servizi di consulenza non solo giuridica ma anche guida del business del proprio cliente. Sarà un avvocato multidisciplinare? Super tecnologico? Che lavorerà in team con una nuova mentalità? Vedremo. Per ora osserviamo quanto abbiamo sotto gli occhi e, come dicono i cinesi, "ciascuno parte da dov'è", prendiamo atto di questo punto di partenza per muovere verso un futuro migliore per la professione e i professionisti.