L'equo compenso una nuova opportunità per banche assicurazioni e professionisti

| 23/01/2018 11:09


L'equo compenso, introdotto dalla legge di Bilancio, non prevede la reintroduzione dei minimi tariffari e non è una normativa "a senso unico solo in favore degli avvocati", ma può diventare una nuova opportunità di business per tutti soggetti coinvolti.
La normativa sull'equo compenso proietta banche ed assicurazioni verso scenari impensabili fino all'entrata in vigore della legge da cui ne potrebbe derivare un vantaggio in termini di maggiore efficacia ed efficienza in ambito del contenzioso legale, nonché in ottica di risparmio. Sicuramente vi sarà una razionalizzazione del contenzioso e del parco fiduciari di banche ed assicurazioni, dove sarà indispensabile per gli avvocati dimostrare un livello di organizzazione aziendale di primo livello. La norma, se letta con occhio attento, si impone come processo logico di modernizzazione del sistema, che ha nella recente normativa sulla disciplina delle società tra avvocati il suo principio. Gli avvocati dovranno immediatamente proiettarsi, grazie alle possibilità date dalle novità introdotte da <<Industria 4.0>>, verso nuovi orizzonti di rivoluzione tecnologica e lavorativa.
Banche ed assicurazioni si troveranno necessariamente a dover dialogare con avvocati – imprenditori organizzati, strutturati, che saranno in grado di gestire il contenzioso legale nell'era dell'equo compenso, garantendo servizi legali di alto livello. Gli avvocati, dovranno essere in linea con la nuova rivoluzione industriale del paese proiettandosi verso l'Avvocatura 4.0.
Le soluzioni all'equo compenso elaborate dallo mio studio sono diverse, ma comportano sicuramente un cambio di mentalità dei protagonisti della normativa, ove il sinallagma contrattuale con i professionisti verrà bilanciato da una parte, ovvero si darà spazio a forme completamente nuove di cooperazione.