SOCIETA' TRA AVVOCATI

Società tra avvocati: le Sezioni Unite rispondono al quesito sulla partecipazione dei non iscritti all'albo

| 26/07/2018 14:05


Dal gennaio 2018 l'esercizio in forma associata della professione forense risulta regolato dall'art. 4 bis della Legge n. 247 del 2012 (inserito dall'art. 1, comma 141, Legge n. 124 del 2017, ed in seguito ulteriormente integrato dalla Legge n. 205 del 2017), il quale, sostituendo la previgente disciplina contenuta negli articoli 16 e seguenti del D.Lgs. n. 96 del 2001, consente la costituzione di società di persone, di capitali ovvero cooperative, i cui soci siano, per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto, avvocati iscritti all'albo, ovvero avvocati iscritti all'albo e professionisti iscritti in albi di differenti professioni, società il cui organo di gestione deve essere costituito solamente da soci e, nella sua maggioranza, da soci avvocati.

Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, 19 luglio 2018, n. 19282

I Consigli della Redazione di Plusplus24Dirito - Società tra avvocati

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E'stato ritenuto fuori dubbio, anche dal massimo consesso di legittimità, che dal primo gennaio 2018 l'esercizio in forma associata della professione forense sia regolamentata dal novello art. 4 bis della Legge n. 247 del 2012, inserito dall'art. 1 della Legge n. 124 del 2017, ed in seguito ulteriormente integrato dalla Legge n. 205 del 2017.

La fotografia normativa che può essere scattata nel corso dell'anno 2018 legittima la costituzione di società di persone, di capitali o cooperative i cui soci siano, per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto, avvocati iscritti all'albo, ovvero avvocati iscritti all'albo e professionisti iscritti in albi di altre professioni, e con la precisazione che in tale società l'organo di gestione deve essere costituito unicamente da soci e, nella sua maggioranza, da soci avvocati.

Il nuovo quadro precettistico è costato il ribaltamento della pronuncia resa dal CNF nel 2016 (n. 334) che aveva confermato la linea seguita sulla tematica dall'Ordine degli Avvocati di una provincia del centro Italia. Il relativo Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, infatti, con delibera resa il 29 novembre 2013, aveva respinto la domanda di iscrizione all'albo di uno Studio Legale costituito in veste di Società Professionale in accomandita semplice, tra due avvocati ed un terzo socio, una dottoressa laureata in economia, che vantava la partecipazione di un quinto del capitale sociale. La vicenda, giunta in Cassazione, è stata esaminata alla luce del nuovo assetto normativo.

Più nello specifico, le Sezioni Unite civili (Sentenza n. 19282 del 19 luglio 2018) hanno parzialmente condiviso le doglianze contenute nel ricorso formulato dalla società, ribaltando quanto dapprima stabilito dal CNF (che, si ribadisce, aveva avvalorato il dictum del Consiglio dell'Ordine competente) e cioè che nella fattispecie de qua non trovasse ingresso quanto disposto dal previgente art. 10 della Legge n. 183 del 2011, stante il divieto di società multidisciplinari per gli avvocati, statuito dalla Legge professionale (art. 5 della Legge n. 247 del 2012).

Ancor più in dettaglio, riproducendo il quadro normativo previgente (la Legge n. 183 del 2011 ed il D.Lgs. n. 96 del 2001) e ripercorrendo il complesso excursus che ha accompagnato l'evoluzione legislativa in materia di esercizio in forma associata della professione di avvocato, i giudici ermellini hanno rilevato che nel divenire della vicenda processuale in questione, la legislazione sia stata radicalmente capovolta: l'art. 1 comma 141 della Legge n. 124 del 2017, ha infatti immesso nell'ordinamento il nuovo art. 4 bis della Legge n. 247 del 2012, incentrato proprio sulla tematica dell'esercizio della professione forense in forma societaria.

Dall'esame della disposizione da ultimo citata, emerge una speciale e compiuta disciplina delle società tra avvocati che, al comma II, consente la partecipazione di soci non avvocati, in misura non superiore ad un terzo del capitale sociale. I giudici hanno quindi evidenziato che la Legge 4 agosto 2017, n. 124, all'art. 1, comma 141, al dichiarato scopo di garantire una maggiore concorrenzialità nell'ambito della professione forense, ha modificato le previsioni della legge di riforma dell'ordinamento forense (n. 247 del 2012) sulle associazioni tra avvocati e multidisciplinari di cui all'art. 4 (eliminando il limite della partecipazione dell'avvocato ad una sola associazione) e, previa abrogazione espressa dell'art. 5 della stessa legge professionale (che conteneva la delega legislativa al Governo per la disciplina dell'esercizio della professione forense in forma societaria, delega poi scaduta), ha nuovamente modificato la disciplina dell'esercizio in forma societaria della professione forense introducendo nella Legge n. 247 del 2012 l'art. 4 bis.

Il massimo consesso ha quindi ritenuto che il precitato art. 4 bis, identificandosi quale ius superveniens rispetto alla tematica oggetto del ricorso, dovesse essere applicato d'ufficio anche alla fattispecie in questione. In definitiva la sentenza impugnata è stata cassata, con rinvio al CNF (in sede giurisdizionale ma in differente composizione), che dovrà compiere una valutazione, in concreto, della seguente specifica questione: i connotati della società ricorrente risultano compatibili col precitato ius superveniens?

Il tutto attenendosi al formulato principio di diritto: "Dal 1.1.2018 l'esercizio in forma associata della professione forense è regolato dalla L. n. 247 del 2012, art. 4-bis (inserito dalla L. n. 124 del 2017, art. 1, comma 141, e poi ulteriormente integrato dalla L. n. 205 del 2017), che - sostituendo la previgente disciplina contenuta nel D.Lgs. n. 96 del 2001, artt. 16 e ss. - consente la costituzione di società di persone, di capitali o cooperative i cui soci siano, per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto, avvocati iscritti all'albo, ovvero avvocati iscritti all'albo e professionisti iscritti in albi di altre professioni, società il cui organo di gestione deve essere costituito solo da soci e, nella sua maggioranza, da soci avvocati.".

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