Legal Directories: miniguida per grandi ambizioni

22/07/2019 13:40


Di Cristina Montaruli
Avvocato, Communication Expert in Valletta Relazioni Pubbliche


In questo articolo tratteremo di Legal Directories internazionali, con l'obiettivo non tanto di fornire indicazioni operative (facili da reperire), ma di condividere una serie di valutazioni volte a dissipare le nebbie che fanno di questi strumenti reputazionali e di comunicazione qualcosa di misterioso e inaccessibile.


Questo articolo è pertanto dedicato a chi:


• reputa di far bene il marketing dello studio ma non sa cosa sia una directory;


• ha un'idea di cosa sia e della sua importanza, ma ritiene sia fuori portata "by default"


e può trattarsi di:


-autorevoli boutique,
-studi legali di tradizione accademica,
-firme indipendenti del mercato legale nazionale che concentrano la propria attività in province italiane dinamiche, che non frequentano la community legale (soprattutto) milanese e che non hanno una risorsa dedicata alle attività di marketing.


Ovvero, studi che muovono un giro d'affari da 1,5 Mln di fatturato a salire, che hanno un approccio più consapevole verso le attività e gli strumenti basici di comunicazione, ma che non appaiono nei ranking. Ed è un peccato.


Proviamo dunque a illustrare sinteticamente il panorama e dissipare quell'aura di "irraggiungibilità" che, alla presenza di talune caratteristiche che vedremo nel prosieguo, è di fatto infondata.


Le Guide: cenni
Nate nell'alveo di gruppi editoriali, o step prodromici alla nascita gruppi editoriali e centri-studio con focus di settore, esistono nel mercato legale, internazionale e locale, delle guide che listano studi legali, team e singoli professionisti secondo vari criteri e parametri di indagine (settori industriali, tipologia di operazioni, giurisdizioni, gradimento dei clienti, endorcement degli esperti di settore).


Comparire in queste guide è paragonabile, per uno studio legale, all'essere recensito nella Guida Michelin o Gambero Rosso per un ristorante: un bollino di qualità che certifica, al cospetto dei clienti, un determinato outstanding. Le migliori vengono regolarmente consultate dai Corporate Counsel come fonte di informazioni preliminari nella scelta del provider del servizio legale, e prima di lanciare un beauty contest nella propria e – a maggior ragione – nelle altre giurisdizioni.


Nessuno le chiama guide, in realtà. Nel gergo si definiscono Legal Directories ("elenchi", "indici") o Rankings ("classifiche", "graduatorie") e come anticipato ce ne sono diverse, più o meno importanti, blasonate, difficili da scalare. Elencheremo le più note e multipractice (e usate dagli analisti di mercato) le quali hanno sostanzialmente le seguenti…


Caratteristiche comuni:
-Sono tendenzialmente gratuite e non entrano tutti;
-Non presentano barriere alla sottoscrizione della submission (modulo di presentazione dello Studio);
-Hanno delle scadenze precise entro le quali trasmettere la sottoscrizione;
-Sono in lingua inglese;
-Non si basano su complessi algoritmi ma – molto – sulle referenze fornite dai clienti i cui contatti vengono conferiti dallo Studio in fase di submission.
-Sono time consuming: comportano la raccolta dei casi di studio più rilevanti dell'anno precedente e, poiché, in genere, questa attività non è processualizzata e standardizzata, all'inizio può essere faticoso.


Top Player


Chambers & Partners
Di origine anglosassone e con base su Londra è la directory più rinomata a livello globale ed è presente da 30 anni sul mercato.
Copre oltre 180 giurisdizioni, vanta più di 200 ricercatori in grado di condurre le ricerche per ogni giurisdizione in lingua madre, italiano compreso. Nessun timore dunque se l'AD del vostro miglior cliente non è fluent.
La guida Europe esce generalmente intorno a marzo, dopo 9 mesi di gestazione.
Importante: Chambers non lista sulla base della dimensione dello studio, che è ininfluente. La ragione per cui sono più visibili i grandi studi risiede nel fatto che hanno spesso una o più risorse che sanno e possono occuparsene.


The Legal 500
Si nomina quasi sempre in coppia con Chambers, con cui ha in comune molte caratteristiche: longevità, reputazione, elevato numero di giurisdizioni coperte (150).
La guida che qui ci interessa raggruppa Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) e viene pubblicata in genere i primi di aprile.
Anche in questo caso lo studio deve fornire lo storico dei principali casi seguiti nell'anno precedente ed una lista di clienti disponibili ad essere intervistati.


IFLR 1000
L'acronimo sta per International Financial Law Review, per cui la sottoscrizione di questa directory merita una valutazione a monte: probabilmente uno studio forte in IP perderebbe tempo, mentre uno studio specializzato in diritto bancario stragiudiziale, anche di soli 5 – 10 professionisti, e con un fatturato sopra 2 Mln, potrebbe aspirare.
Anche IFLR vanta 30 anni di presenza sul mercato delle directories, ma si è specializzato sulla consulenza stragiudiziale finanziaria. Copre 120 giurisdizioni ma non sempre il volume di lavoro generato in una giurisdizione, in un determinato anno, giustifica la pubblicazione di un elenco (tuttavia le submission sono aperte ogni anno).
Pubblicazione in novembre.


Who's Who Legal
Di proprietà della casa editrice Law Business Review, ovviamente londinese, è una directory relativamente più giovane (oltre 20 anni) ma ben nota nel suo mercato che oggi copre 150 giurisdizioni ed anch'essa traccia i principali operatori del diritto nel settore business law.
Si concentra sui soli professionisti (indirettamente gli studi); attualmente segnala per la giurisdizione italiana 548 esperti legali (divisi tra 238 studi). Chiunque può segnalare un professionista, la cui reputation verrà investigata durante il periodo di ricerca attraverso colloqui con avvocati di chiara fama, general counsel, esperti di settore e altre varie fonti accreditate di mercato (media legali e finanziari).
Una volta entrati nella lista preliminare, i ricercatori contattano direttamente i professionisti menzionati per intervistarli. Studio di appartenenza e fatturato non sono elementi influenti per la selezione, come lo sono invece le raccomandazioni di clienti, colleghi e il riscontro generale del mercato.
Per il corrente anno, in Italia, la ricerca è iniziata a gennaio, terminata a marzo e messa on line a maggio. (Qui il programma)


Mergermarket (Acuris)
È necessario nominarla perché è la directory per eccellenza del Corporate M&A.
Ma è più di una semplice guida: è uno strumento specializzato di analisi, informazione finanziaria e business intelligence, un tempo appartenuto al gruppo Financial Times e recentemente venduto dal fondo di private equity BC Partners a ION Investments (stima superiore ad 1 miliardo di sterline).
Mergermarket mette a disposizione dei sottoscrittori (190 mila) il data base delle operazioni globali più importanti, ovvero quelle non inferiori a 5 Mln di dollari, ammontare che costituisce l'entry level anche per gli advisor legali. A fronte di una tale difficoltà di ingresso, che rende Mergermarket appannaggio di pochi, la modalità di submission è molto semplice e diretta (una fra tutte: comunicare i dati essenziali del deal attraverso il form sul sito).
Speriamo che questo articolo sia stato un valido innesco alla riflessione.

All'opera dunque!

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