Perché e quando cambiare studio legale?

26/08/2019 12:16



Dott.ssa Daniela Toreto, Founder & Recruiting Partner
Mansfield Legal - www.mansfield-legal.com

Nel corso della sua carriera, l'avvocato può trovarsi a valutare strategicamente l'opportunità di un cambio di Studio Legale.


Le motivazioni possono essere le più variegate: dalla ricerca di nuovi stimoli professionali, a considerazioni di ordine economico.

È importante, però, non lasciarsi fuorviare da segnali e motivazioni legati a un disagio contingente o, comunque, frutto di fattori non necessariamente legati al contesto lavorativo, e che, nella mia esperienza, possono portare soltanto a scelte affrettate.

I segnali di disagio che possono manifestarsi spaziano dall'insoddisfazione ricorrente, al declinante interesse per il proprio lavoro, sino all'improduttività e all'alimentazione di stress nocivo.

Di fronte a tali sintomi, non sempre cambiare Studio è la soluzione, ma, anzi, potrebbe rivelarsi controproducente.

I professionisti che, nell'arco del loro percorso professionale, seppure mantenendo un atteggiamento di apertura a valutare nuove opportunità lavorative, non si sono lasciati influenzare da un senso di necessità imminente di cambiare, sono normalmente quelli che hanno avuto più successo a lungo termine.

Ho seguito e prestato consulenza a molti professionisti del settore legale che hanno valutato in maniera che definirei "strategica" la possibilità di un cambiamento, sia pure senza trovarsi nella necessità impellente di farlo, o senza neppure aver ricevuto sollecitazioni o manifestazioni di interesse in tal senso. Non sempre, al termine della valutazione, l'esito si è concretizzato nell'approdo a un nuovo Studio.

A volte, nel corso del processo, il professionista ha compreso di non aver assolutamente bisogno di cambiare, utilizzando però il percorso come una sorta di "auto due diligence", utile ad acquisire una migliore consapevolezza del proprio posizionamento professionale e delle proprie ambizioni.


Quando però questo tipo di processo "strategico" è concluso nella ricerca e, infine, nell'ingresso in un nuovo Studio, il risultato è stato, di solito, di grande successo e reciproca soddisfazione, per lo Studio Legale e per l'avvocato.


Alcuni semplici accorgimenti possono aiutare un avvocato a coltivare e mantenere un'attitudine di apertura "strategica" al mercato, facilitando la ricezione di proposte e l'aggiornamento sulle posizioni aperte e in linea con il suo profilo professionale:

- avere sempre il curriculum vitae (in italiano e inglese) aggiornato e a portata di mano; usare i social network in maniera consapevole e orientata al proprio interesse (ad esempio, predisponendo una propria pagina Linkedin in inglese, con esposizione chiara, completa e veritiera delle informazioni che si vogliono veicolare al fine di far conoscere la propria professionalità);

- creare con frequenza periodica contenuti originali a valore aggiunto, su argomenti di interesse diffuso e attinenti alle proprie aree specialistiche, per la pubblicazione sugli stessi social;

- evitare di dare esposizione pubblica alla propria vita personale sui social, tra i quali ad esempio Instagram o Facebook.


Il tutto finalizzato a costruire un'immagine esterna (la cosiddetta "external reputation"), sia online che offline, coerente con i propri obiettivi "strategici".

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