La Telemedicina al servizio dell'emergenza Coronavirus

| 04/03/2020 10:56


a cura dell'avv. Fabrizio Ventimiglia, Presidente Centro Studi Borgogna e del Dott. Francesco Giuseppe Vivone Consigliere Comitato Direttivo Centro Studi Borgogna


In occasione della seconda edizione del Workshop Multidisciplinare del Diritto, il tavolo "Diritto e Sanità" ha trattato il tema della telemedicina che rappresenterà, a parere degli esperti che hanno partecipato ai lavori, la Medicina del Futuro.

La telemedicina è l'insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura del paziente a distanza o, più specificamente, permettono di fornire servizi sanitari e socio- sanitari a distanza.

I cambiamenti demografici che interessano il nostro Paese, con un deciso invecchiamento della popolazione e un crescente aumento delle patologie croniche portano inevitabilmente il bisogno di ripensare il Sistema Sanitario Nazionale, rimodulando l'assistenza sanitaria spostandone il fulcro dall'ospedale al territorio.

Ciò avviene anche nella gestione di gravi emergenze sanitarie come quella che stiamo vivendo in questi giorni in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e, in misura ridotta, nelle altre regioni italiane che richiede la pianificazione di misure deflattive delle strutture ospedaliere.
L'innovazione tecnologica può contribuire, come dimostrato in diversi progetti sperimentali, a rafforzare l'ambito territoriale di assistenza sanitaria attraverso modelli maggiormente incentrati sul cittadino, offrendo alcune prestazioni direttamente al domicilio e alleggerendo la pressione esercitata dagli accessi negli ospedali.

La categoria della telemedicina comprende le varie modalità con le quali si forniscono servizi medici a distanza e può riguardare tanto le relazioni medico- paziente quanto le relazioni tra medici.

Tra queste, una delle più importanti è rappresentata dal teleconsulto, cioè un'indicazione di diagnosi e/o terapia senza la presenza fisica del paziente, effettuando la visita a distanza.
Nei giorni del Workshop, a ottobre del 2019, come Centro Studi Borgogna e grazie al lavoro di autorevoli ospiti esperti della materia, avevamo redatto un documento sulle molteplici opportunità offerte dalla telemedicina, sia nell'offrire un supporto alla gestione della cronicità, sia per la gestione delle emergenze-urgenze.

In questi giorni di grave emergenza sanitaria causata dalla diffusione del virus COVID-19 la telemedicina sta svolgendo un ruolo molto importante nell'assistenza dei pazienti potenzialmente infetti senza che sia messa in pericolo l'incolumità degli altri pazienti e dei medici e destinando gli ospedali alla cura dei casi più gravi.

Per affrontare l'epidemia, infatti, le cartelle cliniche dei medici di famiglia stanno offrendo ai sanitari la possibilità di ricostruire il profilo di ciascun paziente, diventando la base per il teleconsulto.

Il medico, infatti, propone al paziente un questionario per capire i sintomi che avverte e li mette in relazione con le informazioni cliniche contenute nella cartella, seguendo le linee guida in materia di triage telefonico predisposte ad hoc dal Ministero della Salute.

Tutti gli elementi pregressi che costituiscono la storia clinica dell'individuo (se il paziente abbia o meno fatto il vaccino anti influenzale, eventuali malattie croniche, i risultati delle recenti analisi, se ha avuto già l'influenza), rapportati ai possibili fattori di rischio legati al Covid-19, permetteranno al medico di famiglia di valutare dettagliatamente la situazione specifica. In altri termini, il medico fa interagire le risposte al questionario con la cartella clinica, dando vita a un'integrazione tra le due fonti di informazione per avere una completa valutazione del paziente.

Solo in caso di grave sintomatologia il malato verrà indirizzato verso un ospedale, prediligendo quindi l'assistenza domiciliare rispetto al ricovero ospedaliero; anche rispetto ai casi più gravi il teleconsulto avrà comunque svolto un compito di grande rilevanza, evitando il sovraffollamento delle sale di attesa e fornendo ai medici ospedalieri un quadro delineato della situazione patologica del paziente.

Le questioni giuridiche legate al teleconsulto ed in generale alla telemedicina sono molteplici: innanzitutto lo scambio di informazioni sanitarie a distanza e l'interconnessione tra i diversi specialisti preposti al percorso di presa in carico del paziente pone un problema di tutela dei dati sensibili nel rispetto del regolamento privacy GDPR 2016/679, dal D.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 c.d. Codice Privacy e dal D.lgs. 10 agosto 2018, n. 101.

Il secondo ambito di connessione tra il diritto e la telemedicina riguarda la responsabilità di chi esercita la professione sanitaria.

La specificità dell'attività medica di telemedicina è che, realizzandosi a distanza, richiede l'intervento di diverse figure, che compongono nel loro insieme un'equipe medica.

A parere del tavolo "Diritto e Sanità" del Centro Studi Borgogna la responsabilità deve essere basata sulla valutazione delle singole condotte poste in essere utilizzando le regole comuni, con particolare attenzione agli aspetti di legittimo affidamento dei diversi specialisti intervenuti in momenti differenti, sul modello della lettura molto ampia che la Cassazione applica nei casi di responsabilità d'equipe.

Ampliare la tecnologia non significa frazionare la responsabilità, significa semmai esigere un maggiore rigore nel delineare a livello amministrativo i compiti e le attribuzioni degli operatori, ferma restando l'imputazione unitaria della responsabilità in caso di danni secondo gli ordinari canoni civilistici.

Infine è necessario riflettere sulla questione della tariffazione delle prestazioni. La telemedicina è un processo che coinvolge diversi attori e richiede un'imponente un'imponente macchina.

Per questo motivo i costi non riguardano esclusivamente l'attività medica in senso stretto ma anche la struttura che rende possibile la prestazione sanitaria a distanza.

Ad oggi non è previsto un modello normativo per la remunerazione delle prestazioni di telemedicina che potrebbe essere inquadrato nell'ambito delle funzioni assistenziali non tariffabili di cui all'art 8 sexies c. 2 del D. Lgs. n. 502/92.

L'emergenza sanitaria che il Servizio Sanitario nazionale sta affrontando in questi giorni ha reso indispensabile il ricorso a pratiche telemediche per evitare il sovraffollamento degli ospedali e il concretizzarsi del rischio, più che concreto, di una massiccia diffusione del virus nelle stesse strutture ospedaliere.

L'auspicio è che, una volta superata la fase emergenziale, lo sviluppo della telemedicina possa continuare a rappresentare un obiettivo primario della politica sanitaria italiana che dovrà fornire al SSN gli strumenti idonei ad affrontare la sfida imposta dall'allungamento della speranza di vita: il cambiamento di paradigma dalla cura dell'acuzie e dell'urgenza al prendersi cura del paziente cronico attraverso una presa in carico e un percorso di cura costante nel tempo.

Vetrina