La mancata attivazione dell'amministratore per il superamento della crisi costituisce violazione degli obblighi gestori di cui all'art. 2086 c.c. e grave irregolarità ex art. 2409 c.c.

31/03/2020 08:37

Franco Casarano – Partner di LS Lexjus Sinacta - Avvocato , operante nell'area del diritto delle imprese, delle procedure concorsuali e del diritto immobiliare

Focus PMI è la nuova iniziativa di LS Lexjus Sinacta realizzata in collaborazione con Diritto24 , promossa con l'obiettivo di realizzare un osservatorio permanente sul sistema delle piccole e medie imprese italiane, quale strumento di aggiornamento e approfondimento in grado di analizzare gli argomenti di più stringente attualità e rilevanza per il mondo imprenditoriale, in particolare in un contesto di crisi al quale va contrapposta una nuova cultura d'impresa fondata sui principi di corretta amministrazione e attenta ad una visione positiva e sostenibile del futuro. Si tratteranno, inoltre, i temi che dovranno anch'essi costituire il patrimonio culturale di ogni imprenditore, quali gli strumenti di accesso al credito ed alla finanza alternativa, nonché la ricerca e l'innovazione.

BUONA LETTURA!

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Il nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza non si è limitato a disciplinare organicamente le procedure di regolazione della crisi d'impresa, oggetto negli anni precedenti di una lunga serie di riforme episodiche, e neppure si è limitato ad introdurre un diffuso sistema di monitoraggio delle situazioni di crisi, onde anticiparne l'emersione, ma ha altresì rielaborato alcuni principi del diritto societario, elevando i principi di corretta amministrazione a clausola generale alla quale gli amministratori debbono improntare le loro attività.

All'obbligo dell'imprenditore, che opera in forma societaria o collettiva, di istituire, ai sensi del nuovo art. 2086 c.c., adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili si affianca il parallelo obbligo dell'imprenditore individuale di adottare misure idonee alla rilevazione dello stato di crisi.


Una riforma che postula un cambiamento della cultura d'impresa.


Segnalo il decreto emesso dal Tribunale di Milano in data 18 Ottobre 2019, che costituisce una delle prime pronunce, che ha dato applicazione all'art. 2086 c.c. così come modificato dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.


La pronuncia si colloca nel quadro di un procedimento promosso dai sindaci ex art. 2409 c.c. (gravi irregolarità).


Il Tribunale, accertato lo stato di crisi dell'impresa, incapace di assicurare un equilibrio finanziario, se non mediante un apporto finanziario esterno, ha rilevato che l'amministratore alla luce degli obblighi gestori che il nuovo art. 2086 c.c. pone a suo carico, deve attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.


Laddove la condotta dell'amministratore si sia limitata alla mera ricerca di finanziatori interessati all'acquisto delle azioni, ovvero alla mera valutazione della possibilità di cessione di alcuni rami aziendali, essa si configura come una violazione dell'art. 2086 c.c.


In tale mancata pronta attivazione dell'amministratore e nella conseguente compromissione delle prospettive di ordinata uscita dalla crisi, il Tribunale configura la violazione del dovere di attivarsi senza indugio di cui all'articolo 2086 c.c., ovvero la grave irregolarità di cui all'art. 2409 c.c.: di qui la revoca dell'organo amministrativo e la nomina di un amministratore giudiziario.

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