COVID 19

AZIONI DI CONTRASTO ALLA DISINFORMAZIONE ON-LINE SUL COVID-19

| 23/06/2020 08:42

di Ruben Razzante – Docente di Diritto dell'informazione all'Università Cattolica di Milano e membro esperto dell'"Unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news relative al Covid-19 sul web e sui social network"


Nei giorni scorsi, l'"Unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news relative al Covid-19 sul web e sui social network", istituita il 4 aprile con decreto del Sottosegretario di Stato con delega all'informazione e all'editoria, Andrea Martella, ha diffuso un documento chiamato "Programma operativo", consultabile sul sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria di Palazzo Chigi, che contiene le principali azioni da intraprendere per arginare la circolazione di notizie dannose per la tutela del diritto alla salute delle persone e per valorizzare le informazioni di qualità riconducibili a fonti istituzionali e fondate su evidenze scientifiche.

L'Unità, comunemente chiamata Task Force anti-fake news, non è un'Authority con poteri sanzionatori. <L'impostazione adottata nell'assolvere al mandato dell'Unità, unanimemente condivisa dal gruppo di lavoro nel suo complesso – si legge nel programma operativo - si basa sul principio che il contrasto alle fake news da parte del Governo, sul tema del Covid-19 come su altri temi, non debba in alcun modo tradursi in attività di valutazione, controllo o censura dei contenuti circolanti in rete e sui social network, ma debba essere basato sulle evidenze scientifiche via via disponibili e rese note dalle istituzioni /organizzazioni nazionali e internazionali di riferimento per l'emergenza pandemica da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 (Oms, Ministero della Salute, Iss, Ecdc, Protezione civile, etc.) al fine di tutelare la salute pubblica da comportamenti non supportati da evidenze scientifiche consolidate, che potrebbero metterla a rischio. Di conseguenza, il metodo di lavoro è stato finalizzato da un lato a facilitare l'accesso dei cittadini a un'informazione il più possibile basata sui dati condivisi dalla comunità scientifica in un dato momento, e dall'altro a favorire la consapevolezza relativa ai rischi della disinformazione, alle motivazioni e modalità con cui si presenta, alle attitudini individuali che possono trarre chiunque in inganno>.

Le proposte formulate dagli esperti si articolano in tre ambiti di intervento, concepiti in maniera complementare fra loro. Il primo individua una serie di azioni volte a favorire l'accesso alla comunicazione istituzionale e ai contenuti ritenuti scientificamente più attendibili. Nel dettaglio, si propone la creazione di un sito di riferimento comune dedicato in particolare alle fake news, la realizzazione di iniziative di tipo innovativo e la ricognizione delle buone pratiche adottate in altri Paesi. Il secondo ambito di intervento è dedicato alla sensibilizzazione dei cittadini, al fine di aumentarne la consapevolezza sui meccanismi cognitivi che sono alla base della fruizione dell'informazione e sui rischi della disinformazione. Infine, il terzo è dedicato all'analisi quantitativa del fenomeno della disinformazione e allo sviluppo di strategie di comunicazione data-driven, proponendo a tal fine azioni per orientare i contenuti delle FAQ sulla base delle ricerche effettuate online dagli utenti, per quantificare l'incidenza delle fake news nel dibattito pubblico sulle maggiori piattaforme social e per valutare l'impatto della comunicazione istituzionale, al fine di orientare la progettazione delle nuove campagne di comunicazione.
Gli otto esperti hanno altresì proposto l'armonizzazione delle FAQ su Covid-19 tra le varie istituzioni (es: Ministero della Salute, Protezione Civile, ISS), oppure di considerare l'eventuale creazione di un sito di riferimento comune (hub).

Nel documento, la task force sottolinea come sia di fondamentale importanza promuovere una cultura di consapevolezza non soltanto degli strumenti digitali, ma anche dei meccanismi alla base della fruizione delle informazioni, incoraggiando l'esercizio dello spirito critico.

Il governo intende inoltre promuovere corsi a distanza per comunicatori pubblici per fornire loro strumenti utili ad ampliare le conoscenze sui meccanismi che sono alla base del fenomeno delle fake news e della disinformazione e sui meccanismi di esposizione, selezione e percezione selettiva di tali informazioni da parte dei cittadini, nonché sull'importanza del linguaggio per garantire il diritto di cittadinanza nell'accesso alle informazioni per tutti, indipendenteme nte dal livello socio-culturale al fine di potenziare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

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