energia

L'installazione di pannelli fotovoltaici non è di per sé in contrasto con il paesaggio

| 06 febbraio 2014


La vicenda esaminata
Il TAR Veneto si è pronunciato sul ricorso di un cittadino, il quale aveva presentato una domanda di permesso di costruire per la demolizione e ricostruzione della propria abitazione: per quel che rileva in questa sede, il progetto presentato prevedeva anche l'installazione di panelli fotovoltaici sulla copertura dell'abitazione.
Poiché l'area ricadeva in zona soggetta a vincolo paesaggistico, sul relativo progetto era stata chiamata a pronunciarsi per i profili estetici la competente Soprintendenza, la quale aveva sì espresso parere favorevole, ma a condizione che non venissero installati i pannelli, in quanto «stridenti» con il paesaggio per loro intrinseca conformazione; il Comune si era adeguato, apponendo al permesso di costruire rilasciato tale specifica condizione negativa.
L'interessato aveva allora impugnato innanzi al TAR del Veneto il permesso di costruire e il parere della Soprintendenza, limitatamente alla parte in cui imponevano di non installare i pannelli fotovoltaici.
La soluzione fornita dal TAR Veneto e i precedenti giurisprudenziali
Nel decidere la controversia il TAR ha ritenuto nella sostanza non condivisibile l'idea che i pannelli rappresentino sempre e comunque un fattore di disturbo visivo nel contesto del paesaggio; in altre parole, ha ritenuto scorretta la presunzione assoluta che i pannelli fotovoltaici si pongano di per sé in contrasto con l'estetica del paesaggio.
Anzi, secondo il giudice deve valere una presunzione esattamente opposta: i pannelli foto-voltaici rappresentano un'evoluzione dello stile costruttivo, accettata tanto dall'ordinamento quanto dalla sensibilità collettiva: a questa stregua, i pannelli divengono «elementi normali del paesaggio» (un po' come accaduto a suo tempo, agli albori della diffusione del mezzo radiotelevisivo con le antenne sulle abitazioni).
Si tratta tuttavia di una presunzione relativa, poiché il TAR non esclude affatto che una specifica installazione di pannelli possa porsi in contrasto con il paesaggio e, come tale, non essere autorizzata: una conclusione di tal fatta si deve però basare sull'esame delle caratteristiche specifiche del progetto (estensione, scelta dei colori e delle forme dei pannelli ecc.), nonché sull'individuazione dei profili di contrasto con i valori paesaggistici tutelati; non può essere invece fondata sul ‘pregiudizio' che opere del genere siano esteticamente incompatibili con il paesaggio, a prescindere dalle loro caratteristiche specifiche.
In questo senso va letta l'affermazione critica del TAR secondo la quale la Soprintendenza non può ‘bocciare' l'installazione progettata senza alcun «riferimento alla metratura o al posizionamento dell'impianto» ed altresì senza «l'individuazione e la menzione di un elemento del paesaggio e dell'ambiente circostante che, in quanto tale, risulterebbe deturpato, o quanto meno pregiudicato, dalla realizzazione dell'impianto» fotovoltaico.
Si tratta peraltro di una soluzione in linea con precedenti dello stesso giudice (TAR Veneto, sez. II, 13 settembre 2013, n. 1104) e di altri TAR (TAR Campania, Salerno, sez. II, 28 gennaio 2013, n. 23; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, 4 ottobre 2010, n. 3726 e 15 aprile 2009, n. 859).
Le conseguenze dell'impostazione seguita dal TAR
Il ragionamento del TAR Veneto (e più in generale, della giurisprudenza) si traduce, sul piano dei rapporti fra cittadino ed amministrazione, in termini di ripartizione dell'onere della prova in caso di realizzazione di un impianto fotovoltaico in un'area vincolata: non deve essere il cittadino a dimostrare che il suo impianto fotovoltaico non compromette in alcun modo il paesaggio, ma l'amministrazione a valutare le caratteristiche specifiche dell'impianto progettato e i profili di suo potenziale contrasto con i valori paesaggistici tutelati nel caso di specie. Muta, di riflesso, anche l'onere della motivazione dell'eventuale diniego sul progetto: non basta l'affermazione in astratto che i panelli fotovoltaici deturpano il paesaggio, ma è necessario che l'amministrazione spieghi concretamente le ragioni di una simile conclusione. Detto altrimenti, non è ammissibile «una valuta-zione astratta e generica non supportata da un'effettiva dimostrazione dell'incompatibilità paesaggistica dell'impianto».
Fino a questo punto il ragionamento del TAR appare ineccepibile, in quanto la previsione di un regime vincolistico su una determinata area non costituisce ragione sufficiente per vietare l'installazione dei pannelli fotovoltaici: escludendo presunzioni di incompatibilità, si prevengono quindi sbrigative ‘bocciature' di progetti di impianti, magari giustificate con clausole di stile o co-munque con motivazioni seriali e non riferite alla peculiarità dei singoli casi.
Meno condivisibile è l'affermazione successiva, secondo la quale l'amministrazione deve di norma considerare i pannelli fotovoltaici come una normale evoluzione del paesaggio, con la con-seguenza che la loro installazione può essere vietata solo se si dimostri specificamente che il progetto esula da tale normalità: è necessaria dunque una sorta di motivazione ‘rafforzata', in grado di superare la presunzione di base, affermata anche dal TAR Veneto, di coerenza dei pannelli con il paesaggio circostante.
A questa stregua, come si intuisce, il rischio è quello di generare un problema uguale ed opposto rispetto a quello che si è voluto risolvere: invece dei dinieghi rischiano di diventare seriali, oltre che giustificati con clausole di stile, gli atti che autorizzano le installazioni, senza un'adeguata considerazione di valori paesaggistici che pure risultano ampiamente condivisi.
Le presunzioni create dalla giurisprudenza celano sempre una certa sfiducia nella capacità dell'amministrazione di assumere decisioni ragionevoli caso per caso; che questo assunto sia o meno corretto, vi è comunque da chiedersi se esse rappresentino davvero una risposta soddisfa-cente al problema, soprattutto quando non abbiamo un preciso ed incontestabile fondamento normativo.

Strumenti e servizi

CERCA UN AVVOCATO
   
Vetrina