Obblighi di trasparenza e garanzie di privacy: l'ANAC sospende gli obblighi di pubblicazione dell'art. 14 del "decreto trasparenza" per tutti i dirigenti pubblici

20/04/2017 08:58

Commento a cura di Stefano Gazzella, Consulente Privacy&ICT


Le norme del c.d. "decreto trasparenza " (d.lgs. 33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016) hanno previsto l'estensione dell'obbligo di pubblicazione dei dati patrimoniali previsto originariamente per i soli organi di indirizzo politico anche per i titolari di incarichi dirigenziali pubblici (art. 14), ma relativamente ai dirigenti sanitari (art. 41 co. 2) la norma rinviava al solo obbligo di pubblicazione dei compensi percepiti per incarichi di collaborazione e consulenza (art. 15).

Tale disomogeneo regime di trasparenza è stato oggetto di un intervento di chiarimento da parte dell'Autorità Nazionale Anticorruzione la quale ha pubblicato le Linee guida interpretative con delibera 8 marzo 2017, n. 241 con l'intento di uniformare l'applicabilità degli obblighi di pubblicazione e trasparenza, ritenendo che il mancato esplicito richiamo all'art. 14 nell'ambito dell'art. 41 sia «un probabile refuso» il quale comporterebbe «ingiustificate disparità di trattamento tra la dirigenza del SSN, come definita dall'art. 41, co. 2, che si troverebbe assoggettata agli obblighi di pubblicazione di cui all'art. 15 del d.lgs.33/2013, e gli altri dirigenti pubblici tenuti, invece, agli obblighi più penetranti previsti dall'art. 14.».

Per l'effetto di quanto considerato, e in coerenza con il Piano Nazionale Anticorruzione (Delibera 831/2016), l'ANAC ha così ritenuto di interpretare la norma ritenendo come applicabili in capo ai soggetti previsti dall'art. 41 (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo, responsabile di dipartimento e di strutture semplici e complesse) gli obblighi di trasparenza di cui all'art. 14.

In seguito ad un ricorso presentato dai dirigenti dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali (Garante Privacy), in data 28.02.2017 è intervenuto a riguardo il TAR Lazio, sez. I-quater, con l'ordinanza sospensiva cautelare n. 1030/2017 avverso gli atti del Segretario generale del Garante privacy con cui dava attuazione all'art. 14.

L'urgenza, e il fumus boni juris, venivano accolti dal TAR in ragione della «consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme di diritto comunitario sollevate nel ricorso e valutata l'irreparabilità del danno paventato dai ricorrenti discendente dalla pubblicazione on line, anche temporanea, dei dati per cui è causa».

Con il provvedimento del 30 marzo 2017, n. 175, il Garante privacy ha inoltre esaminato il ricorso di un dirigente sanitario dell'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine il quale si era opposto al trattamento dei dati personali riguardanti il proprio stato patrimoniale.

Tali dati erano stati forniti proprio in seguito ad espressa richiesta dell'Azienda Sanitaria formulata in forza dell'assolvimento dei citati obblighi di trasparenza.

Pronunciandosi in accoglimento del ricorso, e per l'effetto ordinando all'Azienda Sanitaria di astenersi dalla diffusione dei dati patrimoniali comunicati dal ricorrente, il Garante ha inoltre ribadito la propria posizione (già espressa con nota del 16 gennaio 2017 indirizzata ad ANAC) sull'impossibilità di provvedere tramite interpretazione normativa attraverso le linee guida, rappresentando piuttosto l'esigenza di provvedere ad una modifica del testo normativo.

L'art. 19 ("Principi applicabili al trattamento di dati diversi da quelli sensibili e giudiziari") co. 3 del d.lgs. 196/03 (Codice privacy), difatti, prevede come unica condizione di liceità per la diffusione dei dati personali da parte di un soggetto pubblico l'esistenza di una norma di legge o di regolamento che autorizzi tale trattamento: in difetto di ciò, la mera adesione ad una linea guida interpretativa non può che dar luogo ad un trattamento illecito.

A ciò ha ulteriormente fatto seguito il 12 aprile 2017 la delibera ANAC n. 382 , con cui si è disposta la sospensione di efficacia della delibera n. 241/2017 "Linee guida recanti indicazioni sull'attuazione dell'art. 14 del d. lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall'art.13 del d.lgs. 97/2016 nella parte in cui è indicata l'applicazione dell'art. 14 co.1, lett. c) ed f) del d.lgs. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici, compresi quelli del SSN, in attesa della definizione nel merito del giudizio innanzi al TAR Lazio, sez. I-quater, o altrimenti un intervento legislativo come da "Atto di segnalazione al Governo ed al Parlamento" da parte dell'ANAC già il 2 febbraio 2017.

In conclusione, oltre l'attesa degli esiti del giudizio di merito o altrimenti dell'intervento correttivo da parte del legislatore, è evidente l'attualità del tema della ricerca di un equilibrio fra le contrapposte esigenze di trasparenza del soggetto pubblico e tutela della privacy dei soggetti privati.

Altrettanto evidente è che non esiste, né tantomeno si può ritenere possa esistere, uno scenario preminente (ragionando de jure condito) o preferibile (ragionando de jure condendo). Tale ricerca dunque non può che svolgersi per passaggi successivi, incontrando continui correttivi e adeguamenti in chiave applicativa e concreta, soprattutto in considerazione delle frontiere tecnologiche attuali che comportano l'incontrollabile divulgazione del dato una volta diffuso (con effetti spesso irreparabili).