Codice della navigazione

La proroga ex art. 1 comma 547 Legge n. 228/2012 (nautica da diporto, punti di ormeggio) vale sino al 2020

13/10/2017 10:41


Commento a cura dell'avv. Morena Luchetti

(clicca qui per il testo della sentenza in commento)

Il Tribunale Amministrativo marchigiano, chiamato a pronunciarsi sulla legittimità degli atti relativi alla proroga della concessione destinata a nautica da diporto nonostante un "primo" avvio della procedura competitiva, discerne la questione sottoposta al suo esame tenuto conto che:

- la ricorrente è società operante nell'attività di rimessaggio, manutenzione e assistenza delle imbarcazioni sino a metri 25 di lunghezza;

- la concessione "oggetto del contendere" è quella attualmente in capo alla società controinteressata la quale riceve dall'Autorità Portuale la proroga sino al 31 dicembre 2020 in applicazione dell'art. 1 comma 547 L. 228/2012; la proroga viene assentita in data 6 aprile 2016, previa comunicazione dell'Autorità del 9 febbraio 2016;

- in precedenza, l'Autorità aveva provveduto a pubblicare l'avviso ex art. 18 Reg. Cod. Nav. in data 4 dicembre 2015, avviso poi "ratificato" e confermato dal Comitato Portuale il 25 gennaio 2016 circa la volontà di procedere con il confronto competitivo della concessione in parola;

- la suindicata disposizione ex art. 1 comma 547 ha esteso, rispetto all'ambito applicativo di cui all'art. 1 L. 194/2009, il beneficio della proroga anche alle concessioni destinate a porti turistici, approdi e punti di ormeggio; pur beneficiando di tale più ampia durata essendo la concessione al tempo esistente, l'Autorità ha ritenuto, in prima battuta, preferibile l'avvio di un confronto concorrenziale tra più operatori, mediante indizione della gara con la pubblicazione del relativo avviso previsto all'art. 18 Reg. Cod. Nav.;

- è censurato il comportamento della P.A. in quanto, agli "occhi" della ricorrente, il mutare intendimento, passando dalla volontà di assegnare il titolo sulla base di un procedimento "aperto" a quella di mantenerlo in capo al medesimo concessionario usufruendo del meccanismo della proroga, inficia l'azione sotto il profilo dell'eccesso di potere e della contraddittorietà;

- è ulteriore motivo di censura il sollevato contrasto tra "diritto interno" e "diritto comunitario", già vagliato dalla CGUE nella pronuncia del 14 luglio 2016, relativamente alla illegittimità della proroga dapprima prevista dall'1 comma 18 L. 194/2009, poi "ripetuta" con l'art. 34 duodecies D.L. 179/2012; riguardo tale ultima disposizione la ricorrente ne asserisce l'illegittimità costituzionale per violazione dell'art. 117 comma 1 della Costituzione, intesa quale "re-introduzione" di una preferenza per il concessionario uscente invero eliminata con l'abrogazione dell'art. 37 secondo comma Cod. Nav..


E' fatta salva, pertanto, la proroga in concreto prevista nell'ordinamento interno per effetto dell'art. 1 comma 547 della Legge n. 228 del 2012. Nessuna "incisione" ad opera della sentenza della CGUE.

Tanto più che il TAR, in quest'occasione, chiaramente sottolinea che, rispetto all'art. 1 comma 18 l. 194/2009 (proroga delle concessioni turistico-ricreative), la suindicata disposizione "dedicata" alla nautica da diporto mantiene una sua autonomia, non costituendo un'interpretazione autentica del summenzionato art. 1 comma 18.


Rispetto al profilo della contraddittorietà, il Tribunale non ravvisa elementi atti a suffragare il vizio, interpretandosi il cambio d'opinione come un mero errore di valutazione al quale la P.A. corre prontamente ai ripari, senza lasciar trascorrere nemmeno quel tempo minimo per l'insorgenza in capo alla ricorrente di un affidamento tutelabile.

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