L'acquisizione allo Stato delle opere inamovibili è al termine del rapporto e non alla scadenza del titolo

10/11/2017 10:48

Commento a cura dell'avv. Morena Luchetti

TAR MARCHE SEZ.I 8 NOVEMBRE 2017 N. 842


Il tribunale amministrativo marchigiano, nella pronuncia in commento, si allinea al consolidato orientamento giurisprudenziale secondo il quale non è alla scadenza del titolo concessorio ma alla cessazione del rapporto che opera, e trova applicazione, l'art. 49 del codice della navigazione in merito alla devoluzione allo Stato delle opere inamovibili.


Alcune precisazioni, di rilievo, sono però evidenziate dai giudici nei termini che seguono.
La mancata cessazione del rapporto, per essere stato, lo stesso, oggetto di rinnovo al tempo dell'avvio della procedura di incameramento, è portato dalla ricorrente a motivo dell'illegittimità del "Testimoniale di Stato" con cui l'amministrazione ha poi provveduto ad acquisire una parte della struttura. Ebbene, dinanzi a tale censura, il tribunale sottolinea che, pur essendo il rinnovo un atto formalmente nuovo (e difatti l'amministrazione rilascia la "licenza di rinnovo" della concessione demaniale precedente), la funzione dallo stesso esplicata è quella di permettere la continuità del rapporto amministrazione-concessionario senza soluzione di continuità. Funzione che accomuna tale atto alla proroga, al di là del nome iuris.


Lo scrutinio deve però svolgersi attentamente con riguardo ai titoli rilasciati. Nel caso di specie, la ricorrente subentra in un primo momento al precedente concessionario per poi ottenere il rinnovo (licenza di rinnovo) in virtù del compendio normativo costituito dall'art. 1 comma 2 D.L. n. 400/1993 come convertito nella L. 494/1993, poi sostituito dall'art. 10 L. n. 88/2001 ed infine modificato dall'art. 13 L. 172/2003.

Nell'atto di subentro, come pure in quello di rinnovo, è sempre riportata la seguente clausola "Nel primo giorno della scadenza il concessionario dovrà sgomberare a proprie spese l'area occupata, asportando i manufatti, e quindi riconsegnandola nel pristino stato all'Amministrazione Marittima, salvo che questa non consenta di rinnovare la presente licenza ai sensi dell'art. 10 della Legge n. 88 del 2001", e dunque la devoluzione soffre un'eccezione legata, appunto, al rinnovo della concessione demaniale.

Il Tar, nel ritenere così fondato e assorbente il primo motivo del ricorso, sancisce in sentenza la violazione della norma di legge (all'epoca vigente) con conseguente annullamento del "Testimoniale" e degli atti a corredo.

In motivazione è ulteriormente rafforzato l'approdo giurisprudenziale (anche recentemente, vedi CdS Sez. VI 17 febbraio 2017 n. 729) secondo il quale essendo la devoluzione atto fortemente penalizzante per il diritto dei superficiari e per gli investimenti effettuati, l'art. 49 deve ritenersi norma di stretta e rigorosa interpretazione, da collegarsi all'effettiva cessazione del rapporto concessorio e non alla mera scadenza del titolo.