Impianti da fonti rinnovabili:
nuovo regime sanzionatorio introdotto dalla legge di bilancio 2018

05/02/2018 15:03


Commento a cura di Counsel Ashurst Elena Giuffrè esperta in diritto amministrativo


La nuova Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205), al comma 960 dell'art. 1, ha introdotto all'art. 42 D.Lgs. 28/2011 una nuova disciplina sulle sanzioni applicabili dal GSE agli impianti da fonte rinnovabile nel caso di violazioni rilevanti ai fini dell'irrogazione degli incentivi.
Al fine di salvaguardare gli impianti che già percepiscono gli incentivi, l'accertamento di violazioni rilevanti ai fini dell'erogazione dell'incentivo non comporterà più la revoca dell'incentivo, ma solo una sua decurtazione in misura variabile fra il 20 e l'80, oltre un'ulteriore decurtazione di un terzo se denunciate spontaneamente dal soggetto responsabile prima dell'inizio della verifica da parte del GSE.
In particolare, con la nuova disciplina il GSE:
•nel caso di violazioni rilevate in sede di procedimento di verifica e controllo, dispone la decurtazione dell'incentivo in misura ricompresa fra il 20 e l'80 per cento in ragione dell'entità della violazione;
•nel caso in cui le violazioni siano spontaneamente denunciate dal soggetto responsabile al di fuori di un procedimento di verifica e controllo, applica la decurtazione ulteriormente ridotta di un terzo.
Dalla formulazione della norma (in particolare dalla nuova lettera c-bis del comma 5 del citato articolo 42) sembra che per l'applicazione effettiva di tale disciplina si debba attendere l'adozione di un decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico, che integri il già emanato Decreto Ministeriale 31 gennaio 2014 (c.d. Decreto Controlli), che, nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia e proporzionalità, stabilisca quali siano le violazioni che daranno luogo alla decurtazione dell'incentivo.
Fino ad oggi il sistema sanzionatorio disciplinato dall'art. 42 del D.lgs. 28/2011 e dal Decreto Controlli prevedeva la decadenza dagli incentivi, con l'integrale recupero delle somme già erogate, nel caso di accertamento da parte del GSE di una serie di violazioni qualificate come "rilevanti" ai fini dell'attribuzione degli incentivi, specificamente elencate nell'allegato 1 al Decreto Controlli, quali ad esempio:
•presentazione al GSE di dati non veritieri o documenti falsi in merito alla richiesta di incentivo o mancata presentazione di documenti indispensabili per l'ammissione all'incentivo;
•manomissione degli strumenti di misurazione dell'energia;
•alterazione della configurazione dell'impianto, non comunicata al GSE, finalizzata ad ottenere un incremento dell'energia incentivata;
•inefficacia del titolo autorizzativo per la costruzione ed esercizio dell'impianto;
•comportamento omissivo o ostativo durante l'ispezione del GSE;
•indisponibilità della documentazione d'impianto nel caso se ne fosse già accertata l'assenza nell'ambito di una precedente ispezione.
Al di fuori delle ipotesi elencate nel citato allegato 1 il GSE può disporre il rigetto dell'istanza o la decadenza dall'incentivo qualora rilevi violazioni, elusioni o inadempimenti da cui derivi l'indebito accesso agli incentivi. A titolo esemplificativo, in occasione di controlli ed ispezioni svolte negli ultimi anni, il GSE ha incluso in quest'ultima casistica le seguenti violazioni:
(a)titolo autorizzativo non intestato al Soggetto Responsabile dell'impianto;
(b)mancata iscrizione dell'impianto al Registro;
(c)mancata presentazione di documentazione idonea ad attestare la verifica in sito del Gestore di Rete finalizzata all'entrata in esercizio dell'impianto (art. 10.10 bis del TICA).
Fuori dai casi sopra descritti, qualora vengano accertate violazioni o inadempimenti che incidono sulla esatta quantificazione dell'incentivo o dei premi spettanti, il GSE ridetermina l'incentivo (riducendolo o assegnando la tariffa di un altro Conto Energia) in base alle caratteristiche rilevate a seguito del controllo.
Di seguito alcuni esempi di violazioni che hanno condotto alla rideterminazione dell'incentivo da parte del GSE:
•mancata presentazione della fine lavori all'Amministrazione competente al rilascio del titolo autorizzativo entro il termine del 31 dicembre 2010 (nel caso di Salva Alcoa);
•applicazione delle limitazioni anti-frazionamento (art. 12, comma 5 del DM 5 maggio 2011);
•tardiva voltura del titolo autorizzativo;
•titolo autorizzativo divenuto efficace successivamente all'entrata in esercizio dell'impianto;
•violazione del termine per l'entrata in esercizio;
•carenza dei requisiti per la classificazione del manufatto quale serra fotovoltaica;
•potenza dell'impianto diversa da quella dichiarata ai fini del riconoscimento degli incentivi.
Cosa cambia con il nuovo regime sanzionatorio
Rispetto al passato il nuovo sistema sanzionatorio, eliminando potenzialmente per un gran numero di violazioni il rischio di revoca integrale degli incentivi, darà maggiore spiraglio alle operazioni di M&A e di financing nel caso di impianti risultanti, in sede di due diligence, affetti da irregolarità, che potranno essere gestite contrattualmente. A tal fine ci auspichiamo che il Ministero specifichi quanto prima le tipologie di violazioni soggette a decurtazione fornendo anche il criterio per l'applicazione della percentuale di decurtazione, così da ridurre al minimo l'incertezza sulla quantificazione delle sanzioni.

Vetrina