Trasporto pubblico

Dagli ispettori delle aziende del trasporto pubblico multe solo sulle corsie riservate ai mezzi pubblici ed aree in concessione

| 27/03/2018 08:41

Il personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone è legittimato ad esercitare le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta limitatamente alle "corsie riservate al trasporto pubblico" nonché alle "aree oggetto di concessione" con esclusione, quindi, dell'esercizio di tali funzioni relativamente ad ogni altra area del territorio cittadino. È quanto emerge dalla sentenza n. 1722/2018, pubblicata in data 27 febbraio 2018 dalla IV sezione civile del Giudice di Pace di Milano (avv. Milenca Saldarelli), che interviene sulla nota questione circa la legittimità e la portata dei poteri di accertamento delle contravvenzioni da parte del suddetto personale ispettivo.

La normativa
È l'art. 17, commi 132 e 133, della l. n. 127/1997 a fissare espressamente i limiti dei poteri di elevare contravvenzioni da parte del personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone. In particolare il Giudice di Pace di Milano, con la sentenza in esame, ritiene che la legittimazione del suddetto personale ispettivo sia limitata alle aree urbane in concessione, dovendosi estendere ad essi la locuzione "limitatamente alle aree oggetto di concessione" di cui al comma 132, e che ad essi sono inoltre conferite, ai sensi del comma 133, "le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico", pur non essendo dette corsie oggetto di concessione.

La fattispecie
Il caso riguardava due contravvenzioni elevate dal personale ispettivo delle aziende del trasporto pubblico di Milano (ossia, i c.d. "accertatori ispettori ATM") per violazione dell'art. 7, comma 14, del codice della strada, rispettivamente, per "sosta riservata ad altri veicoli" e per "sosta senza autorizzazione nell'area per residenti" e, quindi, non riguardanti né le "aree oggetto di concessione" né le "corsie riservate al trasporto pubblico". L'automobilista, a seguito del rigetto del ricorso da parte del prefetto, decideva di ricorrere al Giudice di Pace di Milano rilevando, tra l'altro, la carenza di legittimazione del suddetto personale ispettivo ad elevare le contravvenzioni in oggetto.

Le motivazioni della sentenza
Il Giudice di Pace di Milano accoglie la domanda del ricorrente, ritenendo che l'art. 17, commi 132 e 133, della l. n. 127/1997, in presenza della previsione dell'art. 12 del codice della strada che indica i soggetti legittimati a rilevare le violazioni, costituisca norma di stretta interpretazione ponendosi, quindi, come "un'eccezione alla regola, dettata per far fronte a specifiche necessità delle grandi aree urbane di ausilio nel controllo della sosta". In particolare, il Giudice giunge a questa conclusione richiamando la parte motiva della sentenza della Corte di Cassazione, sez. II, 13 gennaio 2009, n. 551, la quale ha avuto modo di precisare che: "(…) gli ausiliari del traffico, dell'una e dell'altra categoria, in tanto sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del codice della strada, in quanto dette violazioni concernano disposizioni in materia strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa - di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico delle persone - dalla quale dipendono ove l'ordinato e corretto esercizio di tale attività impediscano od in qualsiasi modo ostacolino o limitino. Laddove, invece, le violazioni consistano in condotte diverse - quale, nella specie, il posteggio su di un marciapiedi non funzionale al posteggio od alla manovra in un'area in concessione e neppure alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici - l'accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti di cui all'articolo 12 C.d.S. e non anche dagli ausiliari del traffico, di cui alla Legge n. 127 del 1997, articolo 17, comma 132 e, per quanto più interessa, comma 133".
Il Giudice sottolinea, inoltre, che la suddetta interpretazione è avvalorata già da quanto previsto dallo stesso art. 12, comma 3, del codice della strada, laddove, alle lettere c), d), e) ed f), "nell'ampliare il novero dei soggetti legittimati alla rilevazione delle violazioni, immediatamente ne limita la sfera e l'ambito di competenza".
Nel caso di specie, quindi, non può essere il suddetto personale ispettivo ad elevare le due contravvenzioni in oggetto in quanto entrambe non connesse né ad aree in concessione né a corsie riservate al trasporto pubblico. Ne consegue, quindi, che i relativi accertamenti potevano essere compiuti esclusivamente dagli agenti di cui all'art. 12 del codice della strada. Dalla carenza di legittimazione degli ispettori ATM ne deriva, dunque, l'accoglimento del ricorso ed il conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati. La peculiarità della fattispecie ha comunque indotto il Giudice a disporre la compensazione delle spese di lite.

Osservazioni
Preliminarmente si segnala che l'interpretazione della normativa in esame fornita dal giudicante appare assolutamente condivisibile, non trovando riscontro nello stesso tenore della legge la diversa conclusione (fornita peraltro anche da sentenze della Corte di Cassazione; v., tra le altre, la n. 21268 del 2014), secondo cui i poteri del personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone sarebbero estesi all'intero territorio comunale.
Al riguardo, va comunque precisato che il suddetto difforme orientamento giurisprudenziale riguardava dei casi in cui le contravvenzioni venivano rilevate dalla diversa figura dell'ausiliare del traffico, disciplinata dal solo comma 132 della normativa in esame e, quindi, da ritenersi abilitata al rilievo delle infrazioni "limitatamente alle aree oggetto di concessione".

Sul punto, infatti, come correttamente rilevato dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 2973 del 16 febbraio 2016: "(…) va evidenziato che la stessa [n.d.r. la sentenza della Corte di Cassazione n. 551 del 2009 richiamata, come si è visto, anche dal Giudice di Pace di Milano nella suddetta pronuncia], rispetto agli altri precedenti contrari citati è l'unica ad essersi effettivamente occupata dell'ipotesi della contravvenzione rilevata da un appartenente al personale ispettivo dell'azienda di trasporti cittadina, laddove nelle altre pronunce sono contenute ricostruzioni di carattere generale, ma funzionali però alla decisione circa la legittimità di una violazione contestata da un ausiliario del traffico".

Appare comunque opportuno segnalare che, contrariamente a quanto precisato dal Giudice di Pace di Milano nella suddetta sentenza, la giurisprudenza di legittimità più recente è concorde nel ritenere che al personale ispettivo in oggetto siano state conferite le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta limitatamente alle "corsie riservate al trasporto pubblico" con esclusione, quindi, delle "aree oggetto di concessione", applicando di conseguenza al predetto personale solamente il comma 133 della normativa in esame.

Al riguardo si segnala la sentenza della Corte di Cassazione, sez. II, 16 febbraio 2016, n. 2956 la quale (conformemente alla suddetta sentenza n. 2973 del 2016) ha avuto modo di precisare che: "Dalla richiamata normativa [n.d.r. la medesima normativa in esame e, quindi, art. 17, commi 132 e 133, della l. n. 127/1997] emerge che il legislatore ha inteso conferire agli ispettori delle aziende di trasporto pubblico urbano il potere di controllo della sosta e della circolazione sulle corsie riservate ai mezzi pubblici, e pertanto non sussiste alcuna limitazione all'esercizio delle funzioni di prevenzione ed accertamento, anche con riferimento alle modalità di rilievo delle contestazioni, stante l'equiparazione - nella materia della circolazione nell'ambito delle corsie riservate al trasporto pubblico - dei dipendenti della concessionaria ATM alla Polizia stradale".

Pertanto, da quanto sopra emerge come le uniche sentenze della Corte di Cassazione che si siano effettivamente occupate della legittimità e della portata dei poteri di accertamento delle contravvenzioni da parte del personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone siano la n. 551 del 13 gennaio 2009 e le n. 2956 e 2976 entrambe del 16 febbraio 2016, le quali hanno tutte pacificamente ritenuto che il predetto personale ispettivo debba ritenersi abilitato solamente al rilievo delle infrazioni che possano pregiudicare il funzionamento del servizio di trasporto pubblico affidato alla società di cui sono dipendenti, non potendo, invece, multare chi non ha parcheggiato sulle corsie riservate al trasporto pubblico.

Giudice di Pace di Milano, sez. IV, 27 febbraio 2018, n. 1722