sentenza C.T.P. di Bari

Decadenza del potere accertativo: Il deposito dell'atto di accertamento non salva l'Ente impositore

19/11/2018 15:16

Commento a cura del Dott. Vincenzo Ficarella e dell'Avv. Stefania Cabibbo


La sentenza 1887/01/18 della C.T.P. di Bari ( Presidente Estensore - Bortone) ha sanzionato il ritardo, con il quale l'Ente locale portava a conoscenza il contribuente del procedimento impositivo.

La vicenda traeva origine da un avviso di accertamento, per parziale pagamento ICI per l'anno 2011, consegnato all'ufficio postale il 27 dicembre 2016 e notificato al contribuente in data 12 gennaio 2017.

In sede di ricorso, il ricorrente contestava, tra le altre eccezioni, la violazione dell'art.1 della legge 296/2006 con conseguente nullità dell'accertamento per sopravvenuta decadenza del potere accertativo.

Occorre premettere che la decadenza è un istituto di carattere eccezionale e quindi deve essere previsto espressamente dalla legge. Essa è legata ad una potestà di azione da esercitare per potere acquisire un diritto; azione che deve essere indicata nella legge.

Per quanto riguarda gli avvisi di accertamento, il comma 161 dell'art.1 della legge 296/2006 introduce, per la notifica, il termine del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento è stato o doveva essere effettuato. Questo termine, si legge nella norma, è a pena di decadenza.

Avvalorando tale tesi, i Giudici hanno rilevato che non è sufficiente che l'Ente impositore abbia adottato l'atto di sua competenza e di conseguenza depositandolo presso l'Ufficio di spedizione, ma è necessario che l'abbia anche notificato al destinatario nei prescritti termini, attesa la natura ricettizia degli atti impositivi dell'Amministrazione.

La natura ricettizia deve ritenersi determinante nella dinamica impositiva, non potendosi attribuire il ritardo al soggetto che fino alla data di ricezione dell'atto nulla sapeva della conclusione del procedimento impositivo, la cui esistenza era nota solo all'Ente impositore.

Appare evidente, inoltre, il richiamo da parte dei giudici al filone giurisprudenziale sulla scissione degli effetti della notifica per il mittente e per il destinatario; la quale, si applica solo alla notifica degli atti processuali e non a quella degli atti sostanziali, quale è un avviso di accertamento.

Ovvero, per tutti gli atti processuali opera il principio di scissione; mentre, per gli atti negoziali l'applicazione in via interpretativa della scissione della notifica è impedita dall'esistenza di una norma specifica, l'articolo 1334 del codice civile, ai sensi del quale gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza della persona alla quale sono destinati. In altre parole, per gli atti negoziali unilaterali un diritto non può dirsi esercitato se l'atto non perviene a conoscenza del destinatario. Al contrario, per gli atti processuali il diritto (processuale) è esercitato con la consegna dell'atto all'ufficio notificante.