contratti servizio energia

Servizi di efficientamento energetico: no alla proroga indiscriminata

11/06/2019 08:24

Nota a Cons. Stato, Sez. III, 4 giugno 2019 n. 3761

a cura dell' avv. Nicolò F. Boscarini


Tramite la sentenza in commento, il Consiglio di Stato è tornato a pronunciarsi sulla compatibilità della proroga dei cd. "contratti servizio energia" con il principio di evidenza pubblica. Invero, mentre quest'ultimo impone al committente di rivolgersi al libero confronto concorrenziale al termine del contratto, l'istituto in parola prevede che "qualora nel corso di vigenza di un contratto di servizio energia, le parti concordino l'esecuzione di nuove e/o ulteriori prestazioni ed attività conformi e corrispondenti ai requisiti del presente decreto, la durata del contratto potrà essere prorogata nel rispetto delle modalità definite dal presente decreto" (art. 6, c. 2, lett. b), All. II d.lgs. 115/2008).

Nel caso di specie, un'azienda del Sistema Sanitario Nazionale aveva aderito alla proposta di rinegoziazione di un contratto multiservizi formulata dal gestore uscente pochi giorni prima della data di scadenza, prorogando il rapporto in essere per una durata pari quasi al doppio di quella originaria. Sennonché, nel frattempo la centrale di committenza regionale aveva aggiudicato una convenzione quadro per la fornitura dei medesimi servizi ad un altro operatore economico, il quale pertanto insorgeva avverso l'anzidetta determinazione dell'azienda sanitaria.

In esito al giudizio di primo grado, il T.A.R. Campania ha ritenuto che siffatta proroga del precedente contratto trovasse valido fondamento nel menzionato art. 6 All. II d.lgs. 115/2008.

Diverso avviso è stato manifestato in sede di appello dall'Alto Consesso della giustizia amministrativa, il quale, pur dichiarando di condividere le argomentazioni del Collegio campano circa l'astratta applicabilità della norma, nondimeno nel caso concreto ha bocciato la scelta della stazione appaltante per un triplice ordine di ragioni:

(i) in primis, perché detta disposizione deve ritenersi di stretta interpretazione a mente dell'art. 14 Preleggi, trattandosi di eccezione alla regola generale della messa a gara;

(ii) in secondo luogo, poiché la rinegoziazione ivi prevista deve avvenire "nel corso della vigenza" del contratto, e non invece in prossimità della scadenza, circostanza di per sé impeditiva di un'adeguata ponderazione della proposta;

(iii) infine, in ragione del fatto che la Legge di Stabilità 2016 impone agli enti del SSN di approvvigionarsi in via esclusiva attraverso Consip S.p.A. o le centrali regionali di committenza, con espresso divieto di prorogare rapporti concernenti categorie merceologiche già convenzionate.

Di qui è dato ricavare la massima per cui, se pure la facoltà di proroga ai sensi dell'art. 6 All. II d.lgs. 115/2008 può ritenersi tuttora ammissibile nei rapporti tra privati e P.A., tuttavia il ricorso alla stessa deve essere congruamente motivato e comunque limitato a casi eccezionali, a maggior ragione laddove la prestazione così acquisita coincida anche solo parzialmente con l'oggetto di contratti quadro aggiudicati da soggetti aggregatori.

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