Obbligo di trasformazione delle banche popolari in Spa oltre gli 8 mld di attivo, il si dell'avvocato UE

13/02/2020 10:17

a cura della Redazione PLUS PLUS 24 DIRITTO


Pubblicate le conclusioni favorevoli dell'avvocato avvocato generale della Corte di giustizia Europea, Gerard Hogan, dell'11 gennaio 2020 (causa C 686/18) riguardante la questione pregiudiziale promossa dal Consiglio di stato (|Ordinanza, 26 ottobre 2018, n. 6129) in merito alla compatibilità della normativa italiana (art. 29, comma 2-ter, d.lgs.n. 385 (TUB), introdotto dal D.L. n. 3/2015 nonché la circolare della Banca d'Italia sulle disposizioni di vigilanza per le banche - IX aggiornamento del 9 giugno 2015) che fissano per le banche popolari una soglia di 8 miliardi di euro di attivo o capitale e, dall'altro, consentono a tali banche, una volta convertite in società per azioni, di differire per un periodo illimitato il rimborso delle azioni detenute da un socio recedente e di limitare in tutto o in parte il relativo importo.

L'avvocato generale della Corte di giustizia europea ha espresso il suo parere favorevole circa la compatibilità della normativa bancaria italiana con il diritto dell'UE con riguardo all'art. 29 Reg (Ue) n. 575/2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento, all'art. 10 Reg. (Ue) n. 241/2014, che integra il reg (UE) n. 575/2013 per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione sui requisiti di fondi propri per gli enti, e all'articolo 6, par. 4, del reg. (UE) n. 1024/2013, che attribuisce alla BCE compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, in quanto non impongono né ostano a una legge nazionale che stabilisca una soglia patrimoniale di 8 miliardi di Euro al di sopra della quale una banca popolare deve essere trasformata in Spa, né di rinviare il rimborso per un periodo illimitato e di limitarne l'importo in tutto o in parte fino a quando e nella misura in cui siano soddisfatti i requisiti prudenziali di cui all'articolo 10, par. 3, del RegUE n. 241/2014.

Né gli artt. 49 e 63 e segg. TFUE e gli art.. 16 e 17, par. 1, della Carta ostano a una normativa nazionale che limita l'esercizio delle attività di banca cooperativa entro una determinata soglia di attivo imponendone la trasformazione oltre la soglia di attivo se il fine ultimo è la sana governance e la stabilità dell'intero settore bancario e abbia carattere di proporzionalità.

Né gli artt. 107 e segg. TFUE in materia di aiuti di Stato sono impeditivi al fatto che siano previste limitazioni al rimborso della quota del socio in caso di recesso, per evitare la possibile liquidazione della banca trasformata, qualora le risorse in questione provengano dai soci della banca in questione e siano quindi di natura privata piuttosto che pubblica.

A latere, l'avvocato ritiene, a suo parere, come il ricorso del Consiglio di stato, per la prima questione sia, nel suo complesso, irricevibile, allineandosi alle istanze della Banca d'Italia e del Governo italiano, in quanto il Consiglio di stato non si sarebbe conformato all'art 94, lettera c), del regolamento di procedura della Corte UE per non aver fornito «l'illustrazione dei motivi che "Che [lo] hanno indotto (...) a interrogarsi sull'interpretazione o sulla validità di determinate disposizioni del diritto dell'Unione" e comunque che la Corte Europea sia anche incompetente poiché la decisione di rinvio non contiene alcun elemento concreto che consenta di ritenere che le disposizioni nazionali in questione le quali stabiliscono la soglia di EUR 8 miliardi costituiscano misure di attuazione del diritto dell'Unione, ai sensi dell'articolo 51, paragrafo 1, della Carta, o presentino altri elementi di collegamento con quest'ultimo, ritengo che la Corte non sia competente a fornire l'interpretazione degli articoli 16 e 17 della Carta nell'ambito della prima parte della prima questione.


Conclusione avvocato UE del 11 ottobre 2020, causa c- 686/18
https://plusplus24diritto.ilsole24ore.com/private/default.aspx?#/showdoc/34586973

Consiglio di stato, ordinanza 26 ottobre 2018, n. 6129
https://plusplus24diritto.ilsole24ore.com/private/default.aspx?#/showdoc/32841661

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