DURF - Appalti, questioni relative al "documento di regolarità fiscale"

| 14/02/2020 11:15

Commento a cura di Massimiliano Arlati e Luca Barbieri di ArlatiGhislandi e AG Studi e ricerche

Con Provvedimento del 6 febbraio 2020, n. 54730 e con circolare 12 febbraio 2020, n. 1, l'Agenzia delle Entrate (AdE) ha contribuito a sciogliere alcune incertezze relativamente all'articolata procedura definita in materia di appalti e subappalti dall'articolo 17-bis del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, sebbene permangano rilevanti profili critici.


Il richiamato provvedimento istituisce il certificato di sussistenza dei requisiti che, ove rilasciato, esime (temporaneamente):


a) il committente dall'esposizione al rischio di pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata all'impresa appaltatrice (ed eventualmente subappaltatrice) od affidataria per la violazione degli obblighi di corretta determinazione (e versamento) delle ritenute dovute dal sostituto d'imposta con riferimento alle retribuzioni corrisposte ai lavoratori direttamente impiegati nell'esecuzione dell'appalto (o subappalto) o, più in generale, del rapporto negoziale in essere con il committente per il compimento di un'opera o di un servizio;


b) l'appaltatore (e il subappaltatore, ove esistente) e l'affidatario dall'obbligo di trasmissione del modello ‘F24' e dell'elenco nominativo dei lavoratori di cui alla precedente lettera a) ed indicante

i) il dettaglio delle ore lavoratore,

ii) l'ammontare della retribuzione corrisposta e collegata all'attività di lavoro prestata durante le fasi di esecuzione del contratto e

iii) il dettaglio delle ritenute fiscali operate.


Il certificato, valido per 4 mesi e che dovrebbe essere esente da tributi, sarà rilasciato, almeno per il momento, in formato cartaceo da qualunque ufficio territoriale della Direzione provinciale del luogo in cui l'impresa richiedente ha il proprio domicilio fiscale (ovvero della Direzione regionale ove trattasi di grande contribuente), dopo aver raccolto le risultanze del sistema informativo dell'Anagrafe Tributaria.


Inutile evidenziare come il rilascio del certificato in formato cartaceo non possa che complicare la già intricata procedura di riscontro del committente, generando nuovi ulteriori costi di transazione - non trascurabili - imposti dal fatto che il certificato sarà rilasciato brevi manu ad un delegato dell'impresa interessata, a condizione che questi si rechi personalmente presso gli uffici.


Il provvedimento in esame prevede altresì:


1) che la durata dell'attività dell'impresa (che deve intendersi esclusa dall'ambito di applicazione del richiamato articolo 17-bis ove risulti in attività da almeno tre anni) sia verificata procedendo a ritroso di tre anni dalla richiesta;


2) che l'impresa interessata possa segnalare che siano valutati dati non considerati e procedere all'emissione di un nuovo certificato;


3) l'esclusione dell'impresa dall'ambito d'applicazione della norma quando siano stati effettuati versamenti in conto fiscale di ammontare complessivo non inferiore al 10% dei ricavi o compensi riportati nelle dichiarazioni dell'ultimo triennio;


4) ai fini dell'accertamento dell'assenza di debiti non soddisfatti di cui all'articolo 17-bis, comma 5, lettera b), che siano computati i soli debiti riferiti ad imposte, ritenute e contributi previdenziali, escludendo i) interessi, ii) sanzioni e iii) oneri diversi;


5) che la certificazione in commento non produce effetti in relazione all'articolo 14 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 in tema di responsabilità solidale del cessionario di azienda.


Fermo restando quanto sopra, può avere senso chiedersi altresì se l'esclusione (temporanea) dall'ambito di applicazione del citato articolo 17-bis del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 determinata dal rilascio del certificato da parte della Direzione regionale o provinciale dell'AdE competente per territorio continui ad operare anche quando, ad esempio, sia accertata - da un organismo di vigilanza in sede d'ispezione o autonomamente dal committente stesso - la presenza di un lavoratore irregolare impiegato nell'esecuzione di un appalto.


Poiché non sono previste ipotesi di perdita d'efficacia della certificazione, si dovrebbe assumere – paradossalmente – che anche per una così grave violazione continui ad operare il regime di temporanea esenzione, ‘disinnescando', di fatto, un dispositivo giuridico che mira proprio a contrastare tali fenomeni?

Oppure sarebbe prudente fare un'apposita segnalazione all'Agenzia delle Entrate?


Inoltre, se in una prima fase d'esecuzione del rapporto negoziale sia stato effettuato il riscontro dal quale è stato possibile appurare che le retribuzioni corrisposte sono significativamente inferiori ai livelli stabiliti dal contratto collettivo nazionale di lavoro stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (o da loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero da rappresentanze sindacali unitarie), il committente sarà tenuto a segnalare all'AdE (entro 90 giorni) la ‘manifesta incongruenza' delle ritenute operate (accertata, come precisato dall'Ade solo se le ritenute siano pari o inferiori al 15 per cento della retribuzione imponibile) o il sopravvenuto rilascio della certificazione in esame libera da tale obbligo?


Sempre in tema di riscontro dell'ammontare delle ritenute operate, il committente, che è a conoscenza del dettaglio delle ritenute operate con riferimento a ciascun lavoratore direttamente impiegato nell'esecuzione del contratto, sarà chiamato a rilevare eventuali ‘manifeste incongruenze' anche con riferimento ad una non corretta applicazione:


- del regime di tassazione sostitutiva applicato all'eventuale premio di risultato corrisposto ai sensi dell'articolo 1, commi da 182 a 189 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208?


Il committente dovrà valutare i presupposti dell'applicazione del regime fiscale di favore alla luce delle interpretazioni e orientamenti espressi dall'AdE con riguardo al carattere di incrementalità dell'accordo e della sua funzione incentivante (il rinvio è riferito, da ultimo, alla risposta ad interpello del 456 del 31 ottobre 2019)?


- a far tempo dal luglio 2020, del ‘trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati' e dell'ulteriore detrazione fiscale di cui, rispettivamente, agli articoli 1 e 2 del D.L. 5 febbraio 2020, n. 3?

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