Processo Civile Telematico

Il D.L. 90/2014 e le novità in materia di PCT

| 27 giugno 2014


È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24/6/2014 il Decreto legge 24/6/2014 n. 90, recante "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari" la cui entrata in vigore, ai sensi dell'art. 54 dello stesso decreto, è stata fissata al 25 giugno 2014.



* COMMENTO A CURA DI NICOLA FABIANO, Lex24 MODULO PROCESSO CIVILE TELEMATICO, © Lex24 - L'Esperto Legale
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Si tratta di un provvedimento atteso, soprattutto in seguito al tavolo sul PCT tecnico convocato dal Ministro e alle dichiarazioni dello stesso contenute nella lettera di ringraziamento del 10/6/2014.
Il decreto legge in questione contiene anche norme (artt. 38-43) sul processo amministrativo digitale (PAD ?), mentre, riguardo al PCT, la disciplina è nei 10 articoli dal 44 al 54.

Nonostante questo nuovo intervento legislativo, le norme di riferimento sul PCT restano quelle contenute nell'art. 16-bis del D.L. 179/2012, posto che gli interventi che sono stati effettuati hanno inciso quasi esclusivamente sulla norma appena citata. Il D.L. 90/2014 non contiene particolari interventi, posto che l'attenzione è stata riservata principalmente ad una entrata "a regime" graduale, optando per la obbligatorietà del deposito telematico dal 30 giugno 2014 unicamente per le procedure monitorie e per gli atti dei procedimenti iniziati a tale data; l'obbligo del deposito telematico per i giudizi pendenti al 30 giugno avrà decorrenza 31 dicembre.

LA DECORRENZA

Il lettore attento si sarà chiesto il perché di una decorrenza "di fine mese" sia per i giudizi nuovi (30/6/2014) sia per quelli pendenti (31/12/2014), considerato che sarebbe stato più logico stabilire il dies a quo ad inizio mese (e quindi 1/7/2014 e 1/1/2015); a tale interrogativo verrà probabilmente attribuita scarsa rilevanza, ma resta il fatto che dette importanti decorrenze influiscono anche sulla successiva obbligatorietà del deposito telematico per i giudizi innanzi alle corti di appello che è stata fissata al 30/6/2015 (art. 44, comma 2, lett. c).

Tuttavia, al di là della graduale obbligatorietà dei depositi telematici, l'intervento normativo in commento lascia non poche perplessità, posto che ci si aspettava un chiarimento sulla espressione "il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite" contenuta nel comma 1 dell'art. 16-bis D.L. 179/2012, e precisamente riguardo agli atti che fosse consentito depositare telematicamente.

Il decreto legge in esame, invece, non fornisce alcun chiarimento, lasciando pertanto il convincimento che gli atti depositabili telematicamente siano unicamente quelli successivi alla costituzione delle parti, restando precluso, quindi, il deposito telematico di qualsiasi atto introduttivo (fatta eccezione per il ricorso per decreto ingiuntivo espressamente indicato) e di quelli con i quali la parte si costituisce in giudizio (comparse di risposta o memorie difensive di costituzione).

IL SISTEMA AUTORIZZATIVO

Chiarito il regime degli atti depositabili telematicamente, il decreto in esame incide profondamente anche sul sistema autorizzativo così come stabilito dall'art. 35 del DM 44/2011 che prevede l'emanazione dei decreti dirigenziali per accertare "l'installazione e l'idoneità delle attrezzature informatiche, unitamente alla funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici nel singolo ufficio". Il DL 90/2014, infatti, sostituendo il comma 5 dell'art. 16-bis DL 179/2012 (art. 44), introduce la possibilità di anticipare la scadenza del 31/12/2014 con decreti ministeriali diversi da quelli previsti dal citato art. 35. Ci si domanda, pertanto, quale sia la rilevanza e l'efficacia dei decreti ministeriali già emessi ai sensi dell'art. 35, poiché sembrerebbe che essi siano da considerare superati e quindi inapplicabili in funzione degli emanandi decreti ai sensi del nuovo comma 5 introdotto dall'ar.t 44 DL 90/2014.

In buona sostanza, nonostante la accertata funzionalità dei servizi di comunicazione dichiarata con i decreti ex art. 35 DM 44/2011, sarà necessario un nuovo provvedimento amministrativo per ottenere la medesima dichiarazione, ma solo ai fini della anticipazione del termine fissato al 31/12/2014. A ciò si aggiunga che molti dei decreti già emessi ai sensi dell'art. 35 DM 44/2011 contengono espressa indicazione della possibilità di depositare specifici atti come comparse di risposta o (addirittura) atti di citazione. Ciò sembrava compatibile con il precedente assetto normativo nella formulazione del precedente art. 16-bis DL 179/2012 ma oggi con le modifiche intervenute lo scenario è diverso. Quid iuris?

I VERBALI DI UDIENZA

Altra novità riguarda i verbali di udienza; infatti è stato sostituito il comma 2 dell'art. 126 c.p.c. eliminando la parte che prevedeva la sottoscrizione. Non è questa la sede per le dissertazioni di natura processualcivilistica, ma restano dubbi (ed è un eufemismo) sul concreto svolgimento delle udienze con verbalizzazione digitale; il carico dei ruoli di udienza e le risorse informatiche allo stato lasciano non poche preoccupazioni sulle reali modalità di verbalizzazione digitale.

Anche la modifica dell'art. 207 c.p.c., che nella nuova formulazione – così come strutturata con una semplice soppressione di termini – non prevede la sottoscrizione delle parti e dei testimoni, disorienta soprattutto quando tale norma va coordinata con quelle sulla trascrizione.

IL DEPOSITO TELEMATICO

Sul deposito telematico, il D.L. 90/2014 modificando l'art. 16-bis D.L. 179/2012 interviene sul comma 7 (art. 51) , in particolare riguardo all'orario del deposito, precisando che non esiste un termine di orario e che è possibile superare il limite tecnico di 30 Megabyte della dimensione del messaggio effettuando più depositi telematici.

Un intervento pregevole è quello relativo alla potere di autentica degli atti del fascicolo informatico (art. 52 che introduce il comma 9-bis ll'art. 16-bis D.L. 179/2012) secondo cui "il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale" possono estrarre copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti ed attestare la conformità agli originali.

Viene anche introdotto l'art. 16-sexies al D.L. 179/2012 riguardo al domicilio digitale con ciò chiarendo alcuni aspetti che erano oggetto di dibattito.

In conclusione, è auspicabile che il D.L. 90/2012 pubblicato nella imminenza della scadenza del 30/6/2014 possa essere modificato e/o integrato per gli aspetti relativi al PCT prima della conversione in legge in modo da garantire un assetto normativo maggiormente stabile e definito in attesa di una riforma più importante e strutturata.