Cartolarizzazione dei crediti e mini bond

| 20/04/2016 12:28

Leonardo Angelastri, Loconte & Partners - Studio Legale e Tributario

Il legislatore italiano con il decreto legge Destinazione Italia (D.L n. 145/2013 convertito in Legge n. 9/2014) nel proseguire l'opera di incentivazione dell'utilizzo da parte delle PMI dei mini bond, quale strumento finanziario alternativo al credito bancario, ha introdotto la possibilità per le PMI di utilizzare lo strumento della cartolarizzazione dei crediti nell'ambito dell'operazione di mini bond.

Il suddetto risultato è stato raggiunto mediante l'introduzione del comma 1 bis all'art. 1 della legge disciplinante la cartolarizzazione dei crediti (L. 30.4.1999 n. 130), che ha espressamente permesso tale strumento.

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La cartolarizzazione dei crediti è un'operazione finanziaria consistente nella cessione, a titolo oneroso, di un portafoglio di crediti pecuniari, presenti e futuri, da parte del titolare dei crediti, denominato originator ad una società cessionaria, la quale reperisce le risorse necessarie per acquistare i crediti mediante l'emissione di strumenti finanziari denominati ABS (Asset Backed Securities); la società che emette l'ABS è denominata società veicolo e, in genere, coincide con la società cessionaria. L'ABS è in genere quotato sui mercati finanziari.

Considerando che nella cartolarizzazione dei crediti, l'originator cede pro soluto il proprio credito alla società veicolo, la quale a sua volta reperisce le risorse finanziare mediante l'emissione dell'ABS quotato sui mercati finanziari, di fatto si realizza una polverizzazione del rischio connesso al credito originale, dalla società titolare del credito ai sottoscrittori dell' ABS.

Un ruolo fondamentale nella cartolarizzazione dei crediti è svolto dalla società cessionaria la quale da un lato finanzia la società cedente e dall'altro provvede ad emettere i titoli di credito destinati ai sottoscrittori dello stesso.

Con la cartolarizzazione dei crediti, l'originator trasforma una ricchezza futura e probabile in una ricchezza presente e certa.

La cartolarizzazione dei crediti è disciplinata da una legge speciale (L. 30.4.1999 n.130), in quanto, rispetto alla normale operazione di cessione del credito, essa ha delle peculiarità che riguardano la semplificazione della cessione del portafoglio crediti, la protezione dei sottoscrittori degli ABS da azioni esecutive esperibili dai creditori della cessionaria e la protezione della società cessionaria dall'azione revocatoria fallimentare in riferimento ai pagamenti ricevuti dai debitori ceduti.

In riferimento alla semplificazione della cessione del credito – a differenza della cessione del credito ordinaria – nella cartolarizzazione dei crediti, l'efficacia della cessione del credito rispetto ai terzi e al debitore ceduto decorrere dalla data di pubblicazione dell'avvenuta cessione nella Gazzetta Ufficiale; pertanto, il cessionario non dovrà notificare a tutti i creditori ceduti l'avvenuta cessione del credito, ma gli sarà sufficiente la sola pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
In riferimento alla protezione dei sottoscrittori degli ABS da eventuali azioni esecutive esperibili dai creditori della società cessionaria, si rimarca che la società veicolo (cessionaria), ha l'obbligo (ex art. 3 comma 2 bis della suddetta legge) di utilizzare i flussi di cassa derivanti dai crediti acquisiti per ripagare i soggetti che hanno sottoscritto l'ABS, pertanto il cedente trasferisce al cessionario i crediti oggetto dell'operazione non a vantaggio e nell'interesse di quest'ultimo, ma affinchè questi li gestisca a vantaggio esclusivo dei sottoscrittori dei titoli da lui stesso emessi. Il portafoglio crediti oggetto della cessione, dunque, pur essendo di proprietà del cessionario, costituisce un patrimonio separato, sul quale non sono ammesse azioni da parte dei creditori diversi dai portatori dei titoli emessi per finanziare l'acquisto dei crediti stessi.

In riferimento alla protezione della società cessionaria da possibili azioni revocatorie fallimentari esperibili in suo danno a seguito del fallimento del debitore ceduto, la legge sulla cartolarizzazione all'art. 4 prevede espressamente la non applicabilità della revocatoria fallimentare ai pagamenti effettuati dai debitori ceduti alla società cessionaria.

Nella cartolarizzazione dei crediti, il cedente ottiene dei flussi finanziari a condizioni prestabilite, mentre il cessionario per incassare il credito acquisito deve eseguire una serie di operazioni che richiedono delle professionalità specifiche: incasso del credito, gestione dei fondi derivanti dall'incasso dei crediti acquisiti, in genere, nonché tutte le azioni esperibili dal titolare originale del credito in caso di inadempimento dei debitori.

L'applicazione della disciplina della cartolarizzazione dei crediti ai mini bond e, soprattutto, delle tutele ex lege previste per i sottoscrittori degli ABS e della società veicolo, è un elemento fondamentale per la diffusione dell'applicazione dei predetti strumenti finanziari.
A seguito dell'introduzione del comma 1 bis all'art. 1 della legge disciplinante la cartolarizzazione dei crediti, oggi le società veicolo contrariamente a quello che avveniva in passato, possono sottoscrivere direttamente obbligazioni.

Un'operazione finanziaria in mini bond, che utilizzi la cartolarizzazione dei crediti, vedrebbe i seguenti attori:
i) la società emittente il mini bond
ii) la società veicolo che da una lato sottoscrive il mini bond e dall'altro emette il titolo ABS
iii) gli investitori professionali che sottoscriveranno l'ABS (figura 1).

In una prima fase (figura 2) vi sarà, per il tramite della società veicolo, un flusso di risorse finanziarie dai sottoscrittori degli ABS alla società emittente il mini bond. In una seconda fase (figura 3) vi sarà, sempre per il tramite della società veicolo, un passaggio di risorse finanziare dalla società emittente il mini bond ai sottoscrittori degli ABS.

La società emittente adempirà al pagamento del mini bond mediante il flusso di cassa rinveniente dallo svolgimento della propria attività d'impresa, la società veicolo utilizzerà il denaro rinveniente dalla società emittente il mini bond per soddisfare i sottoscrittori dell'ABS.

Il vantaggio dell'utilizzo della normativa della cartolarizzazione dei crediti nell'ambito dell'emissione di mini bond è rinvenibile nella circostanza che, a differenza della tradizionale operazione di mini bond, ove un solo soggetto sottoscrive l'obbligazione assumendosi interamente il rischio dell'operazione, nel caso di specie è possibile suddividere il rischio dell'operazione fra una moltitudine di investitori che sottoscrivono gli ABS, i quali beneficeranno altresì della segregazione del patrimonio della società veicolo.

Le applicazioni pratiche sono svariate: si pensi ad una società di costruzioni edili che decida di emettere un'obbligazione finalizzata alla realizzazione di immobili da concedere in locazione a prezzo agevolato (social housing) e di utilizzare il cash flow generato dai canoni di locazione (futuri) per adempiere al mini bond emesso. La società che sottoscriverà il mini bond a sua volta utilizzerà il denaro della società emittente per soddisfare i sottoscrittori degli ABS.

In considerazione dell'insieme degli interventi legislativi messi in atto negli ultimi anni dal legislatore italiano per agevolare l'utilizzo dei mini bond, si può certamente affermare che l'Italia è un paese maturo, almeno dal punto di vista legislativo, all'utilizzo dei mini bond.

In questo momento storico tocca a vari attori del sistema economico, dagli imprenditori ai professionisti, utilizzare al meglio lo strumento dei mini bond e tentare il passaggio da un sistema economico bancocentrico ad un sistema mercatocentrico, ossia il passaggio da un sistema economico dove il soggetto finanziatore eroga le risorse finanziarie richiestegli dall'imprenditore sulla scorta delle garanzie dallo stesso rilasciabili ad un sistema in cui l'imprenditore ottiene il finanziamento del proprio progetto sulla scorta della bontà di esso.