Santa Sede: l'APSA gestisce, la Segreteria per l'Economia controlla

| 14/07/2016 15:24

di Angelo Paletta, docente di management


Papa Francesco ha reso pubblica la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio intitolata "I beni temporali", con la quale ha precisato le competenze giuridiche, organizzative, economiche e finanziarie dell'APSA e della Segreteria per l'Economia.
L'intervento papale giunge a distanza di un anno e mezzo dall'approvazione "ad experimentum" degli Statuti del Consiglio per l'Economia, della Segreteria per l'Economia e dell'Ufficio del Revisore Generale (22 febbraio 2015), precedentemente istituiti con il Motu Proprio "Fidelis dispensator et prudens" (24 febbraio 2014).
Con tali disposizioni di riordino della governance nella Santa Sede, il cardinale australiano George Pell, prefetto della Segreteria per l'Economia, avrà con la sua struttura un ruolo di indirizzo e controllo, mentre il cardinale italiano Domenico Calcagno, presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), dovrà guidare la propria istituzione ad un compito di diretta gestione dei beni mobili e immobili.
Il Papa "felicemente regnante" nella sua Lettera Apostolica confida nella «reciproca collaborazione dei Superiori dei due Dicasteri interessati» ed attribuisce ad un proprio Delegato il potere di effettuare i necessari chiarimenti qualora insorgessero delle diatribe interpretative.
Il Santo Padre, inoltre, ha precisato che «i beni temporali che la Chiesa possiede sono destinati a conseguire i suoi fini e cioè il culto divino, l'onesto sostentamento del clero, l'apostolato e le opere di carità, specialmente a servizio dei poveri». Questo pronunciamento richiama il § 2 del canone 1254 del Codice di diritto canonico, mentre al § 1 viene utile ricordare che è stabilito che «la Chiesa cattolica ha il diritto nativo, indipendentemente dal potere civile, di acquistare, possedere, amministrare ed alienare beni temporali per conseguire i fini che le sono propri». Per tali motivi, Papa Francesco, che ha orientato il suo Magistero verso una «Chiesa povera», innalza la massima attenzione verso l'amministrazione dei beni ecclesiastici, affinché il loro utilizzo sia funzionale alle finalità proprie della Chiesa.

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