Tutte le questioni intorno al concordato preventivo diventano improcedibili se la società fallisce

14/04/2017 13:29

di Laura Biarella, Sistema Società 14.4.2017 - Plus Plus 24 Diritto

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza 10 aprile 2017, n. 9146

La massima - Nell'ipotesi ove sopravvenga la dichiarazione di fallimento della società il cui concordato preventivo risulti già omologato, le impugnazioni autonomamente proponibili contro il diniego di omologazione del concordato preventivo divengono inammissibili e il separato giudizio di omologazione improcedibile. Ciò in quanto l'eventuale giudizio di reclamo, formulato ai sensi dell'art. 18 della legge fallimentare, assorbe tutte le controversie afferenti la crisi dell'impresa, nonché il giudicato sul fallimento preclude il concordato. (Massima non ufficiale).
La vicenda
L'Inps formulava reclamo sulla proposta di concordato avanzata da una s.r.l. La Corte d'appello si pronunciava con decreto e, pertanto, la s.r.l. proponeva ricorso per cassazione. In particolare tale decreto, accogliendo il reclamo avanzato dall'Inps, rigettava la domanda di omologazione del concordato preventivo già approvato dalla maggioranza dei creditori. Dopo appena due mesi dall'emanazione di tale decreto veniva dichiarato il fallimento della s.r.l.

La questione rimessa alle Sezioni Unite
Il ricorso veniva assegnato alla I sezione civile che, con ordinanza n. 18558 del 22 settembre 2016, chiedeva la rimessione alle Sezioni Unite, evidenziando che la s.r.l. ricorrente era stata, medio tempore, dichiarata fallita e, pertanto, ritenendo necessari chiarimenti in merito alla relazione tra il giudizio di impugnazione del diniego di ammissione, ovvero di omologazione del concordato, rispetto al giudizio di impugnazione della dichiarazione di fallimento.

La decisione
Le Sezioni Unite cassano senza rinvio il decreto impugnato, ai sensi dell'art. 382, comma 3, del codice di rito, in quanto il giudizio di omologazione del concordato preventivo risultava essere divenuto improcedibile, col conseguente trasferimento della relativa controversia nell'ambito dell'eventuale giudizio di impugnazione della sentenza di fallimento. Compensano le spese, in considerazione delle incertezze giurisprudenziali emerse nel procedimento. Infine, tenendo conto dell'orientamento espresso dalle stesse (Cass., Sez. Un., 21 maggio 2015, n. 10453) in ordine alla novità del principio di diritto ivi enunciato, hanno riconosciuto il diritto delle parti alla rimessione nel termine al fine di riproporre, nei pendenti giudizi di reclamo ex art. 18 legge fall., le difese già spiegate nei giudizi di omologazione di concordato preventivo dichiarati improcedibili.

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