Investor Visa: emanato il regolamento di attuazione del nuovo art. 26 bis TUI

1° sett. 2017


Nota a cura degli avv.ti Francesco Dagnino, Maria Teresa Vanacore - LEXIA Avvocati

Il Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Interno e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha emanato con decreto del 21 luglio 2017 il regolamento di attuazione dell'articolo 26-bis del Testo Unico Immigrazione introdotto dall'art. 1, comma 148 della legge di bilancio 2017, che consente agli stranieri che intendono effettuare investimenti o donazioni in Italia, l'ingresso ed il soggiorno nel nostro Paese al di fuori delle quote annuali stabilite dal Governo. Lo scopo di tale misura è attrarre investimenti diretti stranieri in Italia.

Le disposizioni attuative chiariscono che il rilascio del visto e del relativo permesso di soggiorno, sono subordinati alla verifica della realizzazione di un investimento:

a) in titoli di Stato italiani per almeno 2 milioni di euro; ovvero
b) nel capitale di una "società costituita ed operante in Italia" per almeno un milione di euro; ovvero
c) in una start-up innovativa per almeno 500 mila euro,
fermo restando l'impegno nei predetti casi a mantenere il relativo investimento per almeno 2 anni.

Inoltre, hanno diritto all'Investor VISA, gli stranieri che effettuano una donazione filantropica in un settore d'interesse per l'economia italiana (cultura, beni paesaggistici, istruzione, gestione dell'immigrazione, ricerca scientifica), per un importo non inferiore a 1 milione di euro.

L'Investor VISA è rilasciato per il periodo di due anni, rinnovabile per ulteriori tre anni, previa verifica del mantenimento dell'investimento in Italia. Il rilascio e la validità dell'Investor VISA sono subordinati alla verifica in merito alla provenienza da fonti lecite dell'investimento.

La normativa di attuazione attribuisce la competenza per il rilascio dell'Investor VISA, nonché per la trasmissione alla rappresentanza diplomatica o consolare competente per territorio del relativo In particolare, ha un apposito Comitato interministeriale. Le deliberazioni di tale organo verranno approvate a maggioranza dei componenti, tranne quelle riguardanti il rilascio del nulla osta all'ingresso che saranno approvate in assenza di voti contrari.

Lo straniero richiedente dovrà presentare:

• documentazione comprovante la titolarità o di essere beneficiario effettivo degli importi da destinare agli investimenti e che tali importi sono disponibili e trasferibili in Italia;
• certificazione sulla provenienza lecita dei fondi costituita dalla dichiarazione del soggetto a tale riguardo, dalla certificazione di insussistenza di condanne e penali e carichi pendenti nei 10 anni precedenti alla candidatura;
• dichiarazione in cui il richiedente si impegna a utilizzare entro 3 mesi dall'ingresso in Italia i fondi destinati all'investimento o alla donazione e a mantenere la loro destinazione per almeno due anni. La dichiarazione è corredata da una descrizione delle caratteristiche e dei destinatari dell'investimento o della donazione.

Il nulla osta del comitato deve essere rilasciato nel termine di 30 giorni dalla richiesta. Il destinatario del visto investitori dovrà trasmettere alla segreteria del Comitato la documentazione comprovante l'effettuazione dell'investimento o della donazione entro tre mesi dall'ingresso in Italia.

Per l'effettiva operatività della procedura, è necessaria l'adozione da parte del Comitato – nella sua prima adunanza - di un manuale operativo e. Si resta, infine, in attesa della creazione in tempi celeri della piattaforma web dedicata alla trasmissione delle richieste per il rilascio del visto investitori, nonché della modulistica.