CONTRATTO DI AGENZIA: il diritto di esclusiva

08/11/2017 12:00

Commento a cura dell'avv. Maria Rosaria Pace

La giurisprudenza è unanime nel considerare il diritto di esclusiva di cui all'art. 1743 c.c. elemento naturale, non già essenziale, del contratto di agenzia, con la conseguenza che tale diritto sussiste anche qualora non sia espressamente pattuito; le parti, tuttavia, sono libere di derogarvi, sia in maniera espressa che mediante facta concludentia.

L'art. . 1743 c.c. cita: " il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo di attività, né l'Agente può assumere l'incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro".

La disposizione è volta, chiaramente, alla tutela dell'Agente. Se, nella medesima zona, il preponente potesse utilizzare più agenti, questi vedrebbero ridotte in modo significativo le proprie prospettive di guadagno.

Gli agenti si troverebbero in concorrenza l'uno con l'altro e le provvigioni spettanti per gli affari conclusi da uno di essi non potrebbero essere riconosciute agli altri.

Il diritto di esclusiva consiste da una parte nell'obbligo in capo a Casa Mandante di non conferire contemporaneamente a più Agenti l'incarico di trattare i propri prodotti in una determinata zona, e dall'altra nell'impegno per l'Agente di non trattare nella zona prodotti in concorrenza.

Sottolineiamo come la zona di riferimento coincida con una determinata area geografica ma può, altresì, essere classificata con criteri differenti, che prendano in considerazione non soltanto suddivisioni di carattere geografico ma anche riferimenti a gruppi di clienti, di potenziali clienti e di canali di distribuzione; ciò potrebbe comportare, per le suddette fattispecie, la presenza su una stessa zona di più agenti.