BIOTESTAMENTO

Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (DAT)

| 12/02/2018


LA QUESTIONE

In che modo possono essere espresse le dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario? Quali sono i limiti di forma e contenuto? Quali saranno presumibilmente i compiti dei giuristi in questo ambito?


Il 14 dicembre 2017 rappresenta per la cultura giuridica italiana una data storica, in quanto è stata approvata in via definitiva la cosiddetta legge sul testamento biologico, rubricata "Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari". la Legge n. 219 del 22 dicembre 2017 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018.

Composta da soli otto articoli, introduce principi del tutto inconsueti all'interno dell'ordinamento italiano, quale ad esempio il diritto all'interruzione delle terapie, che fino ad allora doveva essere filtrato dai tribunali nonché il diritto a decidere per sé nel caso ove a un certo punto della vita si divenga impossibilitati a farlo. Al primo articolo viene statuito che la legge «tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona», stabilendo inoltre che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito senza il consenso «libero e informato» dell'individuo interessata.

In previsione di una futura incapacità a decidere ovvero a comunicare, la nuova legge consente anche di stabilire in anticipo, mediante le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), a quali esami, opzioni terapeutiche, ovvero singoli trattamenti sanitari, assegnare o meno il proprio consenso. Ulteriore novità risiede nella circostanza che le disposizioni in questione considerano trattamenti sanitari sia la nutrizione artificiale che l'idratazione artificiale. Si evidenzia che «nei casi di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili ovvero sproporzionati.

Le disposizioni anticipate di trattamento possono essere redatte attraverso differenti forme: a. come atto pubblico o scrittura privata autenticata; b. come scrittura privata, consegnata dal dichiarante all'ufficio dello stato civile del Comune di residenza, o alle strutture sanitarie, se la Regione ha adottato modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico o comunque altre modalità di gestione dei dati dei singoli iscritti al Servizio sanitario nazionale. Nella specifica ipotesi di scrittura privata semplice, il disponente può utilizzare un modello di biotestamento già messo liberamente a disposizione da alcune associazioni.

La nuova legge sul "testamento biologico" prevede un consenso «libero e informato» dell'interessato, con ciò intendendo che il professionista incaricato di stendere l'atto dovrà in primo luogo verificare che il dichiarante sia effettivamente edotto in merito a cure e trattamenti ai quali intende rinunciare, e sugli effetti di siffatte scelte. Il fiduciario può anche decidere, d'accordo con il medico, di non seguire le indicazioni delle disposizioni anticipate, ad esempio se medio tempore sono intercorse nuove terapie, che non erano disponibili al momento della firma del biotestamento.

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