CASO PRATICO - tributi

Il restyling del patent box ed i contraccolpi per il made in Italy

| 12/02/2018


LA QUESTIONE

In cosa consiste il Patent box, previsto a favore dei redditi derivanti dallo sfruttamento diretto e indiretto dei beni immateriali? E' possibile applicare il predetto regime agevolativo anche nel caso in cui l'intangible utilizzato dall'imprenditore sia un marchio?


Considerando il ruolo primario assunto ormai dagli asset immateriali dell'impresa, il Legislatore italiano, in perfetta linea con quello comunitario, per rilanciare la produzione nazionale e incrementare il fenomeno di ultima frontiera della smaterializzazione ha approntato, sotto il profilo fiscale, nuovi strumenti in favore della gestione e dello sfruttamento degli intangibles. Da qui la nascita del Patent Box, opzione riservata agli imprenditori allo scopo di accedere ad un regime impositivo agevolato come originariamente pensato dalla Legge di Stabilità 2015, secondo cui non concorrono a formare il reddito complessivo, nella misura del 50% (fissata al 30% per il 2015 e al 40% per il 2016), i redditi derivanti dallo sfruttamento diretto e indiretto dei beni immateriali. Tuttavia, con la Manovra di Bilancio 2017, il Patent box ha subito una sorta di restyling: in vista di un suo adeguamento alle prescrizioni dell'OCSE che, a partire dal 30 giugno 2016, ne ha limitato l'applicazione ai brevetti, ai modelli di utilità ed al software protetto da diritto d'autore, sono stati tagliati fuori dal regime agevolativo i marchi d'impresa, anche se usati congiuntamente ad altri IP agevolabili.
Una notizia comprensibilmente preoccupante per gli operatori dei settori economici più strategici del Bel Paese, come moda e design, i quali avevano aderito con entusiasmo al nuovo sistema impositivo studiato per gli intangibles. Non a caso, il 40% circa delle istanze di accesso al Patent Box presentate nel biennio 2015-2016 riguardavano proprio i marchi d'impresa.
Da più parti, perciò, continuano a moltiplicarsi gli sforzi nel tentativo di contenere le ripercussioni, evidentemente negative, che la rivisitazione del regime agevolativo è destinata ad avere sul Made in Italy.

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