CLAUSOLE VESSATORIE

Illeggibilità della clausola e tutela del contraente sottoscrittore

| 14/02/2018 15:46


Quale tutela la legge accorda al contraente che abbia sottoscritto per specifica approvazione una clausola vessatoria inserita in un testo contrattuale redatto a caratteri molto piccoli e pressoché illeggibile trattandosi di copia sbiadita?

Tale l'interrogativo al quale ha fornito puntuale risposta una recente pronuncia della Corte di cassazione (Cass. civ., Sez. VI, ordinanza 12 febbraio 2018, n. 3307, Pres. Amendola, Rel. Cirillo).

Una società commerciale evoca in giudizio la propria compagnia telefonica al fine di ottenerne la condanna al risarcimento dei danni patrimoniali causati dalla prolungata interruzione della linea ed alla conseguente perdita di numerose opportunità di lavoro ed affari. In primo grado, la domanda viene accolta con condanna del gestore telefonico anche alle spese di lite. In sede di gravame, invece, la corte d'appello accoglie il motivo relativo alla competenza addotto dalla compagnia telefonica – già scrutinato ma ritenuto infondato in primo grado – e, in totale riforma della decisione di prime cure, oltre a dichiarare l'incompetenza per territorio del giudice adito, essendo competente altro foro, condanna la società commerciale alla restituzione delle somme ricevute in esecuzione della decisione impugnata nonché alla refusione delle spese del doppio grado di merito. Tra le condizioni di contratto, infatti, pur scritte a caratteri molti piccoli e quindi effettivamente quasi illeggibili, figura anche una clausola di deroga alla competenza per territorio che, regolarmente sottoscritta dall'aderente, può di conseguenza essergli opposta.

In sede di legittimità, la Suprema Corte, prima di affrontare e risolvere la questione sollevata dall'interrogativo, ha cura di ribadire che, nella materia di contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari predisposti per disciplinare in modo uniforme determinati rapporti, come nel caso in esame, relativo ad un contratto di utenza telefonica, la clausola con cui si stabilisce una deroga della competenza territoriale, avendo natura vessatoria, deve essere, ai sensi dell'art. 1341, comma 2, cod. civ. approvata espressamente per iscritto.

Tanto premesso, secondo la Corte la circostanza che una clausola di natura vessatoria risulti effettivamente ai limiti della illeggibilità non costituisce ragione sufficiente per invocarne l'inefficacia una volta apposta la prescritta sottoscrizione. Infatti, qualora una clausola – come quella in esame – risulti scarsamente o per nulla leggibile, vuoi perchè il modello è in fotocopia, vuoi perchè i caratteri grafici sono eccessivamente piccoli, il contraente debole può esigere dalla controparte che gli venga fornito un modello contrattuale leggibile.

Qualora tuttavia ometta di avanzare tale pretesa, egli non può, al fine di paralizzarne l'efficacia, lamentare in sede giudiziale di non aver rettamente compreso la portata della suddetta clausola. L'eventuale illeggibilità di una o più clausole, osserva la Cassazione, non esonera il contraente debole dall'onere di vigilare affinché non vengano apposte firme "..ad occhi chiusi..". L'art. 1341, comma 1, cod. civ., infatti, sancendo l'efficacia non solo delle clausole conosciute, ma anche di quelle che il contraente "..avrebbe dovuto conoscere usando l'ordinaria diligenza.." impedisce a quest'ultimo di addurre, come ha fatto nel caso di specie la società commerciale, "..il fatto che la clausola in questione non fosse chiaramente comprensibile e decifrabile..".

In definitiva, conclude la Corte, la scarsa conoscenza della quale il contraente aderente si lamenta e si duole non è riconducibile all'effettiva impossibilità di fermare l'attenzione sul contenuto della clausola, ma ad una sostanziale disattenzione del contraente che firma senza leggere o, in alternativa, non si è preoccupato di farsi consegnare un documento pienamente leggibile.

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