regolamento di giurisdizione

Giurisdizione in caso di prodotti ordinati e non ritirati da committente comunitario

| 22/03/2018


Nel caso di prodotti ordinati a fornitore italiano e non ritirati dal committente estero, in mancanza di scelta espressa delle parti in merito alla giurisdizione competente a decidere sulla controversia e di impossibilità di identificare in modo univoco il luogo di consegna pattuito, se la domanda giudiziale comprende tanto il pagamento del prezzo quanto il risacimento a titolo extracontrattuale, soccorre il criterio della trattazione unitaria prsso il giudice preventivamente adito.

Decisione: Sentenza n. 4219/2017 Cassazione Civile - Sezioni Unite
Una società italiana conveniva in giudizio una società tedesca per irichiedere il risarcimento dei danni in relazione al mancato ritiro di motori ordinati.
La società tedesca si costituiva eccependo il difetto di giurisdizione del giudice italiano, in virtù di una clausola contenuta nell'accordo di sviluppo sottoscritto dalle parti che prevedeva la scelta del foro di Monaco di Baviera; l'attrice italiana eccepiva che il foro non risultava essere pattuito in via esclusiva, e che, in ogni caso, on si trattava di sindacare l'accordo e le relative obbligazioni, ma la domanda risarcitoria per il mancato ritiro dei motori ordinati.
Il Tribunale rigettava l'eccezione di carenza di giurisdizione italiana sollevata dalla convenuta tedesca, e disponeva consulenza tecnica d'ufficio relativamente ai danni.
Mentre la causa veniva trattenuta in decisione, la società tedesca proponeva regolamento preventivo di giurisdizione avanti le Sezioni Unite della Cassazione, e nel frattempo la società italiana falliva, ma successivamente il fallimento veniva revocato.
Esaminata la questione, le Sezioni Unite hanno dichiarato la giurisdizione del giudice italiano.

La decisione.
Le Sezioni Unite hanno dapprima affrontato una questione proceduale relativamente alla esperibilità del regolamento preventivo di giurisdizione nel caso in cui il giudice, prima di pronunciarsi sulla giurisdizione, non abbia previamente invitato le parti a precisare le conclusioni: il Consesso ribadisce che il provvedimento del giudice non è preclusivo del regolamento di giurisdizione.
Entrando nel merito, il Consesso ritiene il ricorso infondato, e affronta la questione in quattro passaggi ben definiti.
Per iniziare, rileva che l'indicazione del foro di Monaco di Baviera può essere considerata espressa in via esclusiva, e sarebbe idonea per indicare la giurisdizione tedesca; «Tra le parti risulta stipulato un "Development Agreement" la cui clausola 10.4 prevede espressamente che" this agreement and the obligations related to this agreement shall be govemed by german law, Court of Munich" ( questo accordo e le relative obbligazioni saranno disciplinate dal diritto tedesco, Corte di Monaco) . Questa clausola astrattamente risulta essere attributiva della giurisdizione al giudice tedesco. L'art 23,comma primo, del regolamento UE 44/01 , applicabile al caso di specie, espressamente prevede che "Qualora le parti, di cui almeno una domiciliata nel territorio di uno Stato membro, abbiano attribuito la competenza di un giudice o dei giudici di uno Stato membro a conoscere delle controversie, presenti o future, nate da un determinato rapporto giuridico, la competenza esclusiva spetta a questo giudice o ai giudici di questo Stato membro. Detta competenza è esclusiva salvo diverso accordo tra le parti..". Alla luce di detta norma deve ritenersi che l'indicazione della Corte di Monaco costituisca indicazione della volontà delle parti di attribuire la giurisdizione al giudice tedesco da ritenersi ,alla luce della norma citata, a carattere esclusivo. In particolare, si osserva che il citato articolo 23 ritiene sufficiente ,al fine di radicare la giurisdizione, anche la sola indicazione di uno dei giudici di uno Stato membro , per cui l'indicazione della Corte di Monaco sarebbe a tal fine sufficiente per indicare l'opzione per la giurisdizione tedesca.»
Ma non ritiene questo punto rilevante nella fattispecie poiché l'oggetto di tale accordo era differente: «Tuttavia il punto è che nel caso di specie non appare che il Development Agreement sia applicabile ai rapporti contrattuali per cui è causa. Il predetto accordo ha infatti per oggetto l'attività di ricerca e predisposizioni di un prototipo di motore nautico mentre la clausola 9 dello stesso prevede che, successivamente alla realizzazione del prototipo, tra le parti doveva essere stipulato un contratto di fornitura del prodotto. Nel caso di specie, la domanda della Benelli riguarda proprio il pagamento relativo alla avvenuta fornitura di motori. A prescindere dunque dalla circostanza che non risulta un nuovo contratto stipulato in un unico documento in forma scritta tra le parti, non appare sostanzialmente contestato che comunque le forniture di motori siano state effettuate .Ciò deve ritenersi abbia comunque dato luogo alla stipula di un accordo contrattuale tra le parti che deve necessariamente ritenersi non rientrante nel Development agreement che, come detto, si riferiva esclusivamente alla creazione del prototipo di motore e che espressamente prevedeva che il rapporto di fornitura successivo doveva essere regolato da un nuovo e diverso contratto.»
Una volta precisato che vi è altro accordo relativo alla fornitura dei motori, occorre identificare la giurisdizione in merito a tale separato accordo, e a questo fine il Consesso esamina le disposizioni del Regolamento UE n. 44/2001 (applicabile per la fattispecie, poi sostituito dal reg. 1215/2012 attualemente in vigore) sulla competenza giurisdizionale: «Ciò posto, occorre valutare quale sia il giudice avente giurisdizione nel caso di specie in base alla normativa comunitaria e, in particolare, all'articolo 5 del regolamento 44/2001 che prevede che, nel caso di compravendita di beni, la giurisdizione si determina in base al luogo in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto. Come si è già rilevato, nel caso di specie non vi è stato un contratto apposito stipulato in forma scritta e la documentazione cui fanno riferimento le parti risulta contraddittoria in quanto secondo alcuni call of order l'indirizzo di consegna sarebbe la sede della B. GMBH in Vienna , mentre altre fatture e documenti di trasporto recano la dicitura "Franco Fabbrica" e quindi la sede di Pesaro. Non vi sono dunque elementi univoci per affermare con certezza la giurisdizione in base al luogo di consegna.»
Da ultimo, le Sezioni Unite affrontano l'aspetto legato al titolo risarcitorio, rilevando che la domanda di risarcimento a titolo extra contrattuale, in aggiunta a quella di pagamento delle forniture, consente una trattazione unitaria ai sensi del reg. UE: «Occorre a questo punto considerare che la Benelli ha altresì proposto domanda di risarcimento del danno di carattere extra contrattuale. Invero la ricorrente lamenta l'inammissibilità di tale domanda sotto il profilo della sua genericità.
Tale prospettazione non è però suscettibile di valutazione in questa sede di regolamento di giurisdizione poiché la definizione di quest'ultimo deve avvenire sulla base delle domande e delle prospettazioni delle parti senza che sia possibile entrare in una valutazione della ammissibilità o della fondatezza delle stesse. Posta quindi la sussistenza di una domanda di risarcimento danno extra contrattuale che si aggiunge a quella di pagamento del prezzo delle forniture, ricorre tra le due domande una ipotesi di connessione che richiede una trattazione unitaria delle stesse ai sensi dell'art 28 del regolamento 44/2001 che prevede che, in caso di domande connesse pendenti innanzi a giudici diversi, le stesse sono suscettibili di essere decise unitariamente dal giudice preventivamente adito. Da ciò necessariamente discende che, essendo state le due domande già cumulativamente proposte innanzi al giudice italiano , di cui quella di risarcimento del danno certamente rientrante nella sua giurisdizione, anche a volere ,in via di ipotesi, ritenere che la domanda di pagamento del prezzo della compravendita sia di competenza del giudice austriaco, in ogni caso ,essendo stato comunque il giudice italiano preventivamente adito, ad esso spetterebbe comunque la giurisdizione su entrambe le cause.»
Infine, la Corte dichiara la giurisdizione del giudice italiano.

Osservazioni.
Le Sezioni Unite hanno affrontato la questione relativa alla giurisdizione sulla base del Reg. UE n. 44/2001, applicabile ratione temporis alla vicenda (ad oggi sostituito dal reg. UE n. 1215/2012).
L'art. 5 del Reg. 44/01 dapprima verifica se sia possibile utilizzare quale criterio di collegamento previsto dalla lettera b) nel caso della compravendita di beni, cioè il luogo, situato in uno Stato membro, in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto. Possibilità esclusa dalla mancanza di un contratto formale e dalla ambiguità delle indicazioni relative all'indirizzo di consegna sulla documentazione relativa agli ordini.
É da osservare che il recente orientamento giurisprudenziale della Cassazione va nella direzione di richiedere (ai fini del criterio di collegamento in questione e in mancanza di una scelta espressa delle parti) una pattuizione espressa del luogo di consegna, da intendersi - in linea con le pronuncie della Corte di Giustizia UE - quale luogo di disponibilità fisica dei beni da parte dell'acquirente.
In ogni caso, va rimarcato anche l'aspetto relativo alla qualificazione della domanda di risarcimento dei danni a titolo extracontrattuale: se le Sezioni unite dapprima affermano che "non risulta un nuovo contratto stipulato in un unico documento in forma scritta tra le parti, non appare sostanzialmente contestato che comunque le forniture di motori siano state effettuate", riconoscendo quindi che un accordo si sia comunque formato anche se per scambio di corrispondenza o per fatti concludenti, il titolo risarcitorio avrebbe dovuto più propriamente essere riconducibile (per lo meno anche) alla responsabilità contrattuale.

Giurisprudenza rilevante
• Cass. 25798/2009

Codice di procedura civile

Art. 41- Regolamento di giurisdizione

Regolamento (CE) n. 44/2001
del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale

Articolo 5

Articolo 28

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