Tax credit fino al 2020 per le PMI che si quotano in Borsa

26/03/2018 08:13

Commento a cura di Angelo Paletta, docente di management

La Legge di Bilancio 2018 ha previsto delle agevolazioni fiscali per le piccole e medie imprese (PMI) che realizzano la propria Initial Public Offering (IPO) quotandosi sui sistemi multilaterali di negoziazione o sui mercati finanziari (art. 1, comma 89, Legge 27 dicembre 2017, n. 205).

Il Parlamento ha riservato alle IPO effettuate dalle PMI un credito d'imposta pari al 50% dei costi di consulenza sostenuti fino al 31 dicembre 2020 fino ad un importo massimo complessivo di 500.000 euro ad azienda.


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Limiti di utilizzo del credito d'imposta dal 2018 al 2021 per le IPO delle PMI


Il Parlamento ha stabilito che il credito d'imposta massimo di 500.000 euro per ogni IPO è utilizzabile nel limite complessivo di 20 milioni di euro per l'anno 2019. Lo stanziamento previsto sale a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Il tax credit è utilizzabile «esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui è stata ottenuta la quotazione e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l'utilizzo» (art. 1, comma 90, Legge 27 dicembre 2017, n. 205).

Lo stesso legislatore nella Legge di Bilancio 2018 ha specificato che il credito d'imposta non concorre né alla formazione del reddito, né della base imponibile dell'IRAP, e non rileva ai fini del rapporto degli interessi passivi e le spese e gli altri componenti negativi deducibili in base al TUIR (articoli 61 e 109, comma 5, del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917). Al tax credit il Parlamento ha scelto di non applicare i limiti fissati dall'art. 1, comma 53, della Legge Finanziaria 2008 e dall'art. 34 della Legge Finanziaria 2001.


Limiti comunitari e decreto interministeriale per il credito d'imposta per le IPO


Il Parlamento nella Legge di Bilancio 2018 ha incaricato il Ministro dello Sviluppo Economico (MiSE) di decretare con il concerto del Ministro dell'Economia e delle Finanze (MEF) per stabilire le procedure che daranno accesso al beneficio del tax credit. Lo stesso decreto ministeriale dovrà disciplinare i casi di esclusione, le procedure di concessione e di utilizzo del beneficio fiscale, nonché elencare la documentazione richiesta.

Non per ultimo, il MiSE d'intesa con il MEF dovranno predisporre i controlli e le modalità di revoca delle agevolazioni fiscali al fine di assicurare il rispetto del limite massimo di spesa pari a 500.000 euro (art. 1, comma 91, Legge 27 dicembre 2017, n. 205).

L'incentivo è concesso nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Regolamento UE n. 651/2014 emanato il 17 giugno 2014 dalla Commissione. Il provvedimento comunitario disciplina gli aiuti alle PMI per servizi di consulenza. Il dispositivo dichiara che sono lecite alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, e in particolare dall'articolo 18 del medesimo regolamento. Agli adempimenti europei, nonché a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il Ministero dello Sviluppo Economico (art. 1, comma 92, Legge 27 dicembre 2017, n. 205).

Sistemi multilaterali di negoziazione (MTF) dove negoziare i titoli delle PMI quotate
L'AIM Italia, il segmento di mercato di Borsa Italiana riservato alle PMI quotate a Piazza degli Affari, sul piano giuridico e organizzativo è un Multilateral Trading Facilities (MTF), dicitura inglese di sistema multilaterale di negoziazione.

La vigente normativa italiana novellata la scorsa estate stabilisce che «ciascun sistema multilaterale per la negoziazione di strumenti finanziari opera come mercato regolamentato, sistema multilaterale di negoziazione o sistema organizzato di negoziazione, nel rispetto delle relative disposizioni della presente parte» (art. 63 "Sistemi multilaterali per la negoziazione di strumenti finanziari", Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, così come modificato dall'art. 10, comma 2, Decreto Legislativo 3 agosto 2017, n. 129).

Questi sistemi multilaterali di negoziazione sono sistemi di contrattazione privati autorizzati dalla CONSOB, tramite i quali è possibile negoziare strumenti finanziari quotati presso una Borsa valori, senza obblighi regolamentari di ammissione e di informativa.


Mercati finanziari e prodotti finanziari dopo la riforma del 2017


I mercati degli strumenti finanziari, o più semplicemente i mercati finanziari, sono luoghi sempre più telematici e meno fisici dove vengono negoziati gli strumenti finanziari.Questi vengono scambiati attraverso l'incontro della domanda e dell'offerta di strumenti finanziari tramite l'immissione di ordini di acquisto e di vendita nel sistema telematico.

L'art. 1, comma 1 lettera u) del Testo Unico della Finanza chiarisce cosa sono i "prodotti finanziari": «Gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria; non costituiscono prodotti finanziari i depositi bancari o postali non rappresentati da strumenti finanziari».

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