L'estratto conto non prova la stipulazione della polizza

25/06/2018 14:10


Tribunale di Roma 27 febbraio 2018


Commento a cura degli avv.ti Bonaventura Minutolo e Francesco Torniamenti, Studio Trifirò

L'estratto conto della polizza assicurativo non è di per sé, idoneo a provare, la stipulazione del contratto assicurativo e, pertanto, non è opponibile all'assicuratore.

Così ha statuito il Tribunale di Roma, con la sentenza in epigrafe, all'esito di un giudizio promosso dall'assicuratore in opposizione ad un decreto ingiuntivo notificatogli dall'assicurato che ingiungeva il pagamento del valore di riscatto di una polizza vita arrivata a scadenza.
In particolare, la compagnia si è opposta al decreto eccependo la carenza di prova del credito in quanto l'attore non aveva prodotto il contratto assicurativo né aveva documentato il pagamento dei premi limitandosi a produrre un estratto conto della polizza scevro di ogni valore probatorio in quanto non sottoscritto dalla compagnia e, comunque, idoneo solamente a dimostrare l'entità degli importi che spetterebbero all'assicurato in caso di riscatto della polizza ove ne ricorressero le condizioni.

Il Tribunale, in accoglimento alle tesi difensive della compagnia, ha revocato il decreto ingiuntivo precisando che l'estratto conto non può certo costituire, da solo, valida prova del vincolo contrattuale in assenza di documentazione che attesti la stipulazione della polizza e della prova circa il versamento del premio di perfezionamento.

Il contratto di assicurazione, infatti, deve per legge essere provato per iscritto ai sensi dell'art. 1888 c.c., e tale prova, quindi, non può essere presunta.