Fideiussione bancaria nulla. Nuove tutele per i garanti.

10/10/2018 12:27


Commento a cura dell'avv. Guido De Domenico

Con la pronuncia n. 29810 del 12 dicembre scorso la Cassazione ha sancito la nullità delle fideiussioni bancarie redatte secondo il modello predisposto nel 2003 dall'ABI (Associazione delle Banche Italiane).

A distanza di quasi un anno, quali sono gli orientamenti dei Tribunali italiani?

I termini della questione

L'ABI predisponeva nel 2003 un modello generale di fideiussione bancaria. Alcuni articoli venivano criticati da Banca d'Italia che, con provvedimento del 2 maggio 2005, rilevava la contrarietà all'art. 2, comma 2, lett. A), legge n. 287 del 1990 (c.d. legge Antitrust) perché espressione di un'intesa restrittiva della concorrenza.

La Cassazione, di conseguenza, con l'ordinanza citata sanciva la nullità dei contratti (fideiussioni bancarie) che costituiscono l'applicazione di intese restrittive della concorrenza (il modello ABI) vietate dall'art. 2 della legge Antitrust. Specificava anche che tale nullità travolge tutti i contratti in parola anche se stipulati precedentemente all'accertamento dell'intesa anticoncorrenziale (quindi anche antecedenti al 2005).

Così sinteticamente chiarita la tematica si comprende l'importanza della contestazione proponibile dal garante alla banca sia in sede contenziosa che precontenziosa.

L'orientamento dei Giudici
Ad oggi possiamo constatare che la Giurisprudenza, con un'unica eccezione, ha ribadito la tutela al garante/cliente.
Il Tribunale di Padova ad es., con sentenza del 5 giugno 2018, ha affermato che "la decisione della Cassazione che sancisce la nullità delle fideiussioni omnibus, quando dalla loro conformità al modello ABI ne deriva una violazione della normativa antitrust, costituisce circostanza idonea per l'accoglimento della richiesta di sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto in relazione alla posizione dei fideiussori".

Nello stesso senso, la Corte di Appello di Firenze che, con ordinanza del 18 luglio 2018, ha disposto la sospensione della esecutività della sentenza di primo grado (che aveva condannato anche il fideiussore), sino all'esito della decisione in grado di appello. Scelta dettata proprio dalla necessità espressa dai Giudici di approfondire l'ordinanza della Cassazione citata.
L'unica decisione difforme è rappresentata dalla sentenza del Tribunale di Treviso del 30 luglio 2018. Il Tribunale in quell'occasione ha infatti affermato la validità delle fideiussioni, non solo escludendo che le intese anticoncorrenziali (modello ABI) costituiscono negozi funzionalmente collegati con le fideiussioni in parola, ma specificando anche che non sussistono nullità per illiceità della causa e per contrarietà a norme imperative. Tale tesi è ad oggi ancora un unicum.
Successivamente è stata ribadita la tesi favorevole al cliente/garante con le sentenze del Tribunale di Salerno del 23 agosto e l'ordinanza del Tribunale di Fermo del 24 settembre. Con la prima sentenza il Tribunale, dopo aver ribadito il nesso fra modello ABI anticoncorrenziale e singole fideiussioni, ha affermato, a tutela del garante, che la nullità delle singole clausole anticoncorrenziali si propaga all'intera fideiussione.
La decisione del Tribunale di Fermo ha nuovamente testimoniato la sensibilità alla tematica tant'che il Giudice ha sospeso la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto in attesa di approfondire la tesi della Cassazione.

Conclusioni
Tirando le fila del discorso possiamo concludere che il principio affermato dalla Suprema Corte è stato recepito dalla giurisprudenza maggioritaria che è dunque oggi orientata a rilevare la nullità delle fideiussioni bancarie predisposte secondo il modello ABI del 2003.
Il dibattito fra banca e cliente e si è quindi arricchito di un ulteriore argomento a tutela di quest'ultimo sia in sede giudiziale che stragiudiziale.

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