Non esclusa la giurisdizione straniera per i servizi prestati nei locali dell'ente sovrano straniero in Italia

| 07/12/2018 10:10

La messa a disposizione in Italia di spazi e locali dell'ente sovrano straniero, se meramente strumentale allo svolgimento dei servizi affidati da svolgere negli stessi, non esclude la giurisdizione del giudice straniero.

Decisione: Ordinanza n. 30527/2018 Cassazione Civile - Sezioni Unite

Massima: La messa a disposizione in Italia di spazi e locali dell'ente sovrano straniero, se meramente strumentale allo svolgimento dei servizi affidati da svolgere negli stessi, non esclude la giurisdizione del giudice straniero.
La clausola attributiva di giurisdizione non va intesa in base al solo tenore letterale, essendo sufficiente che la clausola "individui gli elementi oggettivi su cui le parti si sono accordate per scegliere il giudice o i giudici ai quali esse intendono sottoporre le loro controversie presenti e future", costituendo tale interpretazione il portato del riconoscimento dell'autonomia negoziale in materia di attribuzione della competenza giurisdizionale.
Osservazioni.
Il caso nasceva perché l'Académie de France à Rome proponeva regolamento preventivo di giurisdizione in relazione al giudizio introdotto da una SRL, dinanzi al Tribunale, avente ad oggetto contratto in forza del quale l'Accademia aveva affidato alla controparte alcuni locali per svolgervi il servizio di caffetteria e ristorazione.
La ricorrente aveva dichiarato essere intervenuta la risoluzione per le inadempienze dell'altra parte, ragione per la quale la società conduttrice aveva chiesto l'accertamento negativo della suddetta risoluzione, e l'Académie nel costituirsi aveva eccepito, in via pregiudiziale, il difetto di giurisdizione in favore dell'Autorità giudiziaria francese del foro di Parigi ai sensi della clausola di cui all'art. 17 del contratto e/o in forza del principio di diritto internazionale consuetudinario che riconoscerebbe all'Ente straniero sovrano l'immunità dalla giurisdizione italiana.
Nel contratto era presente una clausola che indicava in modo chiaro la scelta per la competenza giurisdizionale francese, e tale clausola costituiva una forma di proroga della giurisdizione, cioè di devoluzione alla giurisdizione del giudice straniero.
La questione riguardava la validità di detta clausola in relazione agli artt. 24 e 25 del regolamento UE n. 1215/2012 in quanto l'art. 24 prevede, al primo comma, la competenza esclusiva dell'Autorità giurisdizionale dello Stato membro in cui è situato l'immobile in materia di diritti reali immobiliari e di contratti di locazione di immobili, prevedendo al successivo comma la competenza concorrente dell'Autorità giudiziaria del domicilio del convenuto in ipotesi di locazioni particolari, del tutto estranee alla controversia.
Il Consesso ha dunque dovuto accertare la natura del contratto, ritenendo che «la messa a disposizione dell'odierna controricorrente di spazi e di locali di Villa Medici meramente strumentale all'esercizio dei servizi affidati alla SRL, ed anche in ipotesi di definizione della vicenda come di contratto misto, che richiama sia il modello legale della locazione sia dell'appalto di servizi, viene data prevalenza causale, alla luce della complessiva disciplina negoziale e degli interessi perseguiti dai ricorrenti, al secondo negozio, il che esclude l'applicabilità dell'art. 24, comma 1 n. 1 Regolamento UE n. 1225/2012.»
Le Sezioni Unite dichiarano quindi il difetto di giurisdizione del giudice italiano in favore di quello francese.

Giurisprudenza rilevante.
• Cass. SS.UU. 9283/2017
• Cass. 17073/2013
• Cass. SS.UU. 12704/1998

Disposizioni rilevanti.
REGOLAMENTO (UE) N. 1215/2012 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 12 dicembre 2012

Articolo 24

Articolo 25