Slot machines

Gli ammortamenti delle slot machines: ancora in attesa della combinazione vincente

| 14/12/2018 09:18

Sembra proprio una partita difficile quella tra l'Agenzia delle Entrate e i gestori degli apparecchi da divertimento e intrattenimento. Già, perché in attesa di capire- quanto ad ammortamento- se assimilare le schede da gioco per New Slot ad un semplice bene materiale o, piuttosto, ad un vero e proprio software, il Fisco potrebbe perdere a colpi di autogol con il super-ammortamento.

Il settore del gioco lecito, si sa, ha sempre fatto discutere. Questa volta, però, le polemiche non sono di carattere morale. Ad essere in dubbio, infatti, è il modo in cui gli apparecchi da intrattenimento che distribuiscono vincite in denaro- per intenderci le slot machines- devono essere ammortizzati. A ritardare l'individuazione della combinazione vincente sembra essere la particolare natura di tali beni, a metà tra semplici macchine e più sofisticati software.

Si tratta, nello specifico, dei congegni di cui all'articolo 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), comma 6 A, le cosidette Awp o New Slot, che si affiancano alle videolottery o Vlt, di cui al comma 6 B dello stesso articolo. A differenza di queste ultime, che trasmettono il gioco da remoto tramite un collegamento, in tempo reale, al server centrale presente nella sala in cui sono installate, le Awp sono congegni elettronici composti da una cabinet e da una scheda di gioco. Ed è proprio la scheda installata al loro interno che, interagendo con il sistema del Concessionario attraverso un "punto di accesso" (PDA), consente di riprodurre il gioco dal relativo videoterminale. Al di là, quindi, della componente fisica rappresentata dall'involucro metallico, la scheda consiste per lo più in un software, che ne rappresenta la componente determinante.

Ebbene, in barba ai numeri da capogiro che registra il settore del gioco lecito, non è ancora dato capire con quale percentuale si possa procedere all'ammortamento dei suddetti apparecchi. Nonostante, infatti, i dati ufficiali pubblicati nel 2018 dall'Agenzia dei Monopoli e delle Dogane riferiscano, per il 2017, un ricavato della filiera del gioco d'azzardo pari a 20,5 miliardi di euro, di cui oltre la metà relativa alle sole slot machine e Videolottery con un correlato incasso erariale pari al 46% del totale, non è stato elaborato uno specifico coefficiente di ammortamento da utilizzare nell'attività di gestione dei predetti apparecchi da intrattenimento. (De)Merito della mancata revisione delle tabelle di cui al D.M. 31 dicembre 1988 che, nonostante la dead line del 31 dicembre 2009 fissata per l'aggiornamento dal D. L. n.78/2009, continua a farsi attendere.

Nelle more, quindi, di una riforma mai attuata, gli operatori hanno cercato di arrangiarsi e, vista la totale incertezza normativa, si sono dovuti affidare a fantasiose astrazioni e colleganze con altre categorie di beni o gruppi ritenuti assimilabili. Per tale via, quindi, quanto alla classe di appartenenza della tipologia di attività, i gestori di apparecchi da gioco hanno optato alternativamente per il Gruppo 19 "Alberghi, ristoranti, bar e attività affini", o per il Gruppo 20 "Servizi culturali, sportivi e ricreativi"- Specie 1 che comprendono le case da giuoco. Quanto, invece, alle quote di ammortamento, alcuni sono giunti ad utilizzare, per le Awp, in analogia con le macchine d'ufficio elettromeccaniche ed elettroniche, come pc e sistemi telefonici elettronici, quella del 20%. Altri ancora, in virtù della presenza preponderante nelle slot del software, hanno rivendicato l'applicabilità dell'art. 103 T.u.i.r. in materia di beni immateriali, deducendo così le quote di ammortamento in misura maggiore, nel limite del 50 % del relativo costo.

Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate – pur nel perdurante silenzio sulle richieste di chiarimento presentate dai gestori degli apparecchi da intrattenimento- non ha mancato di contestare la bontà delle predette assimilazioni e, qualificando le schede elettroniche delle slot come beni materiali, le ha spesso fatte rientrare nella parte residuale della tabella ministeriale "Altre attività non precedentemente specificate" alla categoria "Macchinari, apparecchi e attrezzature varie" con quota di ammortamento pari al 15%.

Eppure, assimilare le slot ad attrezzature varie potrebbe non convenire al Fisco. Innanzitutto perchè la scheda elettronica delle slot, a differenza del videoterminale che la contiene, è soggetta ad una più rapida obsolescenza tecnica e commerciale, tanto da richiedere una sostituzione o un aggiornamento a cadenza più o meno bimestrale. Con la conseguenza che sarebbe comunque necessario applicare- ai fini fiscali oltre che civili- l'art. 102 T.U.I.R, secondo cui i coefficienti fissati con decreto del Mef per la deduzione delle quote di ammortamento devono essere "stabiliti per categorie di beni omogenei in base al normale periodo di deperimento e consumo nei vari settori produttivi", nonché il 102-bis, comma 2, che pur si riferisce alla "durata delle vite utili" dei beni strumentali stessi.

In secondo luogo, se le Aws fossero davvero assimilabili ai beni materiali, rientrerebbero a pieno titolo nella misura del super-ammortamento, introdotta dalla Legge di Bilancio 2016 per incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi, con una maggiorazione del costo di acquisto degli stessi del 30% o 40%, poi confermata al 30% per il 2018. Vero è che la Legge di Bilancio 2019 non ha previsto alcuna proroga del super- ammortamento ma, d'altra parte, l'agevolazione fiscale è ancora applicabile, riguardando gli investimenti effettuati per tutto il corso del 2018, con la possibilità, pur a precise condizioni, di completare l'investimento entro il 31 dicembre 2019.

In realtà, considerando gli innumerevoli interpelli rivolti, in questi anni, all'Agenzia delle Entrate dagli operatori di settore - che attendono ancora una risposta- non c'è da stupirsi se a risolvere definitivamente il problema per il futuro sarà, piuttosto, il ritiro delle attuali Awp. Pare, infatti, che dal 1° gennaio 2019 le slot machine- così come le intendiamo oggi- in virtù di alcune direttive di matrice europea, verranno rimpiazzate da quelle di ultima generazione, collegabili da remoto, dotate di nuove componenti hardware e software per garantire il riconoscimento dell'età del giocatore ed il pagamento mediante moneta elettronica. Di sicuro, quindi, l'Amministrazione dovrà attrezzarsi con una normativa finalmente al passo con i tempi. Che sia la volta buona?