CORTE DI CASSAZIONE - Obbligo della presenza personale in mediazione o, in mancanza, procura notarile

02/04/2019 12:32

Commento a cura di Giovanni Giangreco Marotta, Avvocato in Roma e Presidente ASS.I.O.M.

La Corte di Cassazione, sez. III Civile, con sentenza del 27 marzo 2019, n. 8473, si è pronunciata sulla vexata quaestio della obbligatorietà della presenza personale delle parti in mediazione, nonché sulla questione che individua il momento in cui può dirsi assolta la condizione di procedibilità di cui all'art. 5 del d.lgs. n. 28/2010.


INSUFFICIENTE LA SEMPLICE PROCURA ALL'AVVOCATO IN MEDIAZIONE


La giurisprudenza di merito (Tribunali di Vasto, Firenze ed altri) si era espressa escludendo la possibilità che l'avvocato potesse sostituirsi al cliente, affermando la obbligatorietà della presenza personale delle parti in mediazione, ritenendo, come peraltro riporta testualmente anche la sentenza in esame, che "il successo dell'attività di mediazione è riposto nel contatto diretto tra le parti e il mediatore professionale il quale può, grazie alla interlocuzione diretta ed informale con esse, aiutarle a ricostruire i loro rapporti pregressi, ed aiutarle a trovare una soluzione che, al di là delle soluzioni in diritto della eventuale controversia, consenta loro di evitare l'acuirsi della conflittualità e definire amichevolmente una vicenda potenzialmente oppositiva con reciproca soddisfazione, favorendo al contempo la prosecuzione dei rapporti commerciali".


Con la citata sentenza, tuttavia, la Suprema Corte ribalta detto orientamento e ritiene che nella comparizione obbligatoria davanti al mediatore la parte possa anche farsi sostituire da un proprio rappresentante sostanziale, eventualmente anche nella persona dello stesso difensore che l'assiste nel procedimento di mediazione, purché dotato di apposita procura speciale sostanziale.


La procura, infatti, deve riportare lo specifico oggetto della mediazione e conferire ad un rappresentante a conoscenza dei fatti il potere di disporre espressamente dei diritti sostanziali che sono oggetto della mediazione.


Tale procura, continua la S.C., non può essere autenticata dallo stesso avvocato "perché il conferimento del potere di partecipare in sua sostituzione alla mediazione, non fa parte dei possibili contenuti della procura alle liti autenticabili direttamente dal difensore".


CHI DEVE AUTENTICARE LA PROCURA SPECIALE?


Alla luce delle considerazioni della Cassazione edella Corte d'Appello di Trieste (sentenza n. 2010/2017) che si è pronunciata in materia, "sarànecessaria una procura speciale notarile".
Da oggi, quindi, chi sostituisce la parte in mediazione dovrà produrre unicamente una procura speciale notarile che riporti "lo specifico oggetto della partecipazione alla mediazione e il conferimento del potere di disporre dei diritti sostanziali che ne sono oggetto".

Sta ora a tutti gli organismi di mediazione civile rispettare e far osservarerigorosamente tale nuova disposizione.


ASSOLVIMENTO DELLA CONDIZIONE DI PROCEDIBILITÀ


Altra vexata quaestio affrontata dalla S.C.nella sentenza in esame, riguarda l'effettività del tentativo di mediazione civile ai fini dell'assolvimento della condizione di procedibilità.


Quando si può ritenere soddisfatta detta condizione?


È sufficiente che le parti compaiano, assistite dai loro avvocati, per il primo incontro davanti al mediatore o è necessario che si dia effettivo corso alla mediazione?


Secondo la Cassazione, l'onere della parte che intenda agire in giudizio di dar corso alla mediazione obbligatoria si ritiene adempiuto con l'avvio della procedura di mediazione e con la comparizione al primo incontro davanti al mediatore, ben potendo solola parte istante manifestare liberamente un parere negativo sulla possibilità di utilmente iniziare la procedura di mediazione.

Il format della procura speciale è disponibile sul sito di ASS.I.O.M. nella sezione Attività e Documenti.