Contratti bancari

Il punto su: il credito della banca può essere riconosciuto anche in assenza di estratti conto completi

| 15/05/2019 13:12

Avv. Vittorio Provera, Studio Trifirò & Partners


Qualora la Banca non abbia la possibilità di produrre integralmente in giudizio gli estratti di conto corrente a partire dall'avvio del rapporto, l'andamento del conto e l'eventuale credito della Banca potrà essere ricostruito e accertato avvalendosi di altri strumenti e/o prove idonee a dimostrare le intercorse movimentazioni. Questo principio è stato affermato dalla Suprema Corte con la sentenza n. 11543 del 3 maggio 2019.

La vicenda prende avvio da giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo promosso avanti al Tribunale di Bari da due clienti di istituti di credito, nei confronti dei quali quest'ultimo aveva chiesto e ottenuto il provvedimento monitorio per un importo corrispondente ai saldi debitori dei conti correnti. Il Tribunale aveva parzialmente accolto l'opposizione; in secondo grado la Corte di Appello di Bari aveva respinto le pretese creditorie della Banca anche dichiarando la nullità delle clausole concernenti la pattuizione di interessi ulteriori legali, la capitalizzazione degli interessi debitori e le commissioni di massimo scoperto.

Con successiva sentenza definitiva la Corte aveva poi rideterminato il saldo di uno dei conti correnti. Le pronunce erano impugnate dalla Banca avanti la Corte di Cassazione sotto il profilo della violazione falsa applicazione delle norme del codice riguardanti l'onere della prova (art. 2697 c.c.). In particolare si è evidenziato che la mancata produzione degli estratti conto relativi ai primi mesi del rapporto di conto corrente non è preclusivo della possibilità di ricostruire l'andamento del medesimo nei successivi 10 anni, per i quali sono stati peraltro allegati detti estratti conto. Inoltre la parziale mancanza di tali documenti avrebbe dovuto comunque consentire di procedere all'azzeramento del saldo debitore, portato dal primo estratto conto prodotto e, quindi, effettuare da quel momento la ricostruzione per gli anni successivi.

Su tale censura la Suprema Corte - pur riaffermando che la produzione ininterrotta dell'intera serie di estratti consente di fornire precisa evidenza dell'andamento del rapporto e giustifica la condanna del correntista al pagamento del saldo debitore (decurtato da eventuali importi illegittimamente addebiti) - ha precisato che ciò non costituisce l'unico mezzo di prova per ricostruire le movimentazioni. In via esemplificativa, l'andamento del conto può essere accertato anche valorizzando contabili bancarie riferite a singole operazioni e/o le risultanze di scritture contabili e/o le dichiarazioni rese dal Cliente anche in causa; con possibilità altresì di disporre di consulenza tecnica. In altre parole, se attraverso l'uso di tali elementi di prova è possibile escludere che il correntista (nel periodo non coperto dagli estratti conto) abbia maturato un credito verso la Banca, sarà legittimo procedere alla rielaborazione dei conteggi (per il periodo successivo documentato dai predetti estratti conto) considerando pari a zero il saldo iniziale del primo degli estratti conto acquisiti.

Nel caso di specie la Corte ha valorizzato la condotta processuale del cliente, il quale ha negato che, per il periodo non coperto da estratti conto, fosse maturato ( anche per effetto dello storno di interessi non dovuti) un proprio credito. A fronte di ciò si è potuto procedere alla "neutralizzazione" del saldo riportato nel primo degli estratti conto prodotto in atti, in modo che i "conteggi" sono stati rielaborati considerando pari a zero detto saldo iniziale ivi esposto; con successiva rideterminazione delle posizioni debitorie del cliente per il periodo coperto dagli estratti conto (sempre depurato dalle pattuizioni nulle).

Applicando tali principi è stata cassata con rinvio la pronuncia della Corte d'Appello di Bari. Per inciso, la Suprema Corte ha affermato che lo stesso obbligo di rispetto dell'onere della prova, in questo caso a carico del correntista, deve essere applicato qualora quest'ultimo promuova una causa per accertare l'effettivo saldo del proprio conto per ottenere la ripetizione di somme indebitamente riscosse dall'istituto di credito. Dalla pronuncia dei giudici di legittimità, quindi, si evince il principio della necessità che gli attori (sia Banche o Clienti) forniscano ogni più ampio elemento dimostrativo della movimentazione dei loro rapporti, soprattutto se gli stessi si sono protratti per diversi anni, fornendo alcune significative linee guida per la corretta interpretazione ed adempimento dell' onere probatorio allorchè non siano disponibili integralmente i citati documenti ( circostanza non così remota, anche considerando che l'obbligo di conservazione scritture contabili è decennale, ma ciò non fa venire meno quello di fornire idonea dimostrazione del proprio diritto).