CASO PRATICO - accertamento fiscale

Il mondo del gaming e l'Agenzia delle Entrate: il contenzioso continua

| 12/06/2019


LA QUESTIONE
Come interviene il fisco sul comparto dei giochi? Quali sono le più frequenti ipotesi di contenzioso tributario nel settore?

LA RISPOSTA IN SINTESI
Non accenna ad allentare la morsa del Fisco sul comparto dei giochi. Già, perché dopo gli aumenti delle imposte previste per il settore del gaming dal D.L. n. 50/2017 e dal Decreto Dignità, la Legge di Bilancio 2019, modificata dal D.L n. 4 del 2010, rincara la dose, con un deciso aumento del prelievo fiscale. Nel mirino, in particolare, i cd. amusement with prizes (AWP o new slot) e le videolottery (VLT) di cui all'art. 110, comma 6, lett. a) e b) del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, cd. T.U.L.P.S.). Dal rilascio dei nulla osta di distribuzione ai produttori e agli importatori degli AWP dietro versamento di un corrispettivo una tantum di 100 euro per ogni singolo apparecchio all'annunciato incremento del Prelievo Unico Erariale rispettivamente di 2 e di 1,25 punti percentuali, tutto sembra deporre nel senso di un nuovo tentativo per rimpinguare, ancora una volta, le casse statali. Per il Fisco le cifre sono da capogiro: basti pensare ai circa 1500 milioni di euro che si pronosticano per il prossimo biennio. Decisamente meno rosee, invece, le prospettive per gli operatori del settore, pronti ad assistere ad un vertiginoso calo del loro margine di guadagno. Un duro colpo, insomma, sferrato in particolare ai gestori della filiera del gioco che, per restare competitivi su un mercato verosimilmente destinato all'oligopolio, si attrezzano in ogni modo e rilanciano tramite allettanti politiche commerciali e contrattuali agli esercenti. Dai biglietti omaggio agli anticipi su futuri ricavi, si cerca ogni strumento utile per sopravvivere agli aumenti del prelievo erariale. Tuttavia, dopo le più classiche controversie con gli Uffici per il corretto ammortamento degli apparecchi da intrattenimento e per la non imponibilità ai fini IVA dei proventi derivanti dalla raccolta delle giocate, il rischio di una nuova stagione di contenziosi con l'Amministrazione finanziaria è dietro l'angolo.

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