CODICE DELLA CRISI D'IMPRESA

Il procedimento unitario di regolazione della crisi e dell'insolvenza secondo il nuovo Codice

| 03/07/2019 09:44

a cura di Luciana Cipolla – Partner di La Scala Società tra Avvocati e Responsabile del Team Concorsuale


In cosa consiste il procedimento unitario di composizione della crisi e dell'insolvenza, così come viene disciplinato dal Codice? È l'argomento di cui ci occuperemo in questo articolo, analizzando il procedimento unitario che porta alla definizione della crisi stessa.

Ma procediamo con ordine.

Nel procedimento rientrano tutti gli strumenti attraverso i quali, anche in forma preventiva, si intende fare ricorso per la regolazione della crisi o dell'insolvenza. Il procedimento è quindi prodromico alla stipulazione di un accordo di ristrutturazione, alla formulazione di una proposta di concordato preventivo o all'apertura di una procedura di liquidazione giudiziale.

Lo scopo del legislatore è naturalmente quello di uniformare le regole procedurali finalizzate all'accertamento giudiziale della crisi o dell'insolvenza ed evitare il sovrapporsi e la duplicazione delle diverse procedure, ferma la necessità di un coordinamento tra le norme "generali e quelle specifiche per ciascuna tipologia di procedura.

Giurisdizione concorsuale: il COMI

Il Giudice italiano è chiamato a farsi carico di amministrare una procedura di regolazione della crisi e dell'insolvenza di un imprenditore ogni qualvolta sia situato sul territorio italiano il centro degli interessi principali del debitore, da intendersi come "il luogo in cui il debitore gestisce i suoi interessi in modo abituale e riconoscibile dai terzi" (i.e.: COMI - centre of main interests") che sostituisce il tradizionale riferimento alla sede legale dell'impresa.

L'art. 27 del Codice elenca le presunzioni sulla base delle quali si può ritenere sussistente il centro degli interessi del debitore:

- per gli imprenditori persone fisiche esso coincide con la sede risultante dal registro delle imprese o, in assenza, con la sede effettiva nella quale viene svolta abitualmente l'attività d'impresa;

- per le persone fisiche che non esercitano attività d'impresa si fa riferimento alla residenza/domicilio o, in assenza, all'ultima dimora abituale, o, ancora, in ulteriore subordine, al luogo di nascita (con la specificazione che, nel caso si tratti di soggetto nato all'estero la competenza sarà del Tribunale di Roma);

- per le persone giuridiche e gli enti, anche non imprenditori, si fa riferimento alla sede legale o, in difetto, alla sede effettiva dell'attività abituale e, in caso di impossibilità, si farà riferimento alla persona fisica del legale rappresentante.

Ai sensi dell'art. 26 l'imprenditore che abbia all'estero il proprio COMI può essere comunque assoggettato ad una procedura italiana, nel caso in cui abbia una dipendenza sul territorio nazionale. Il trasferimento all'estero del COMI non fa venire meno la giurisdizione italiana se questo si è determinato meno di un anno prima l'aperura della procedura. Del pari, ai fini della determinazione della competenza territoriale, è irrilevante il trasferimento del COMI, ove sia avvenuto sempre nell'anno anteriore all'apertura della procedura.

Cessazione dell'attività e morte del debitore

I successivi articoli da 29 a 32 del Codice disciplinano, in modo sostanzialmente analogo a quanto avviene nella legge fallimentare, tutte le questione relative all'incompetenza, ai conflitti in merito a più domande pendenti presso Tribunali diversi, alla competenza funzionale
del Tribunale per tutte le azioni che scaturiscono dalle procedure di liquidazione.

Del pari, gli artt. da 33 a 36 disciplinano, in modo analogo a quanto avviene negli artt. 10 – 12 della legge fallimentare, le c.d. vicende anomale che riguardano l'attività dell'imprenditore. In particolare:

- la cessazione dell'attività non determina automaticamente la non sottoposizione a procedura di liquidazione giudiziale, ove l'insolvenza si sia manifestata anteriormente alla cessazione dell'attività o nell'anno successivo;

- in modo analogo viene disciplinata l'ipotesi dell'imprenditore defunto, con la precisazione che l'erede potrà chiedere l'accesso alla procedura di liquidazione giudiziale a condizione che il patrimonio del debitore defunto non si sia già confuso con quello dell'erede stesso;

- con riguardo agli imprenditori cancellati dal registro delle imprese il termine annuale decorrerà dalla cancellazione; per gli imprenditori non iscritti dalla data in cui i terzi sono venuti a conoscenza della cessazione dell'attività.

La legittimazione attiva

L'art. 37 stabilisce che la domanda di accesso ad una procedura di regolazione della crisi o dell'insolvenza debba essere proposta con ricorso predisposto:

- dal debitore;
- dagli organi o autorità amministrative che hanno funzioni di controllo e vigilanza sull'impresa;
- da parte di uno o più creditori;
- dal Pubblico Ministero.

Una precisazione: il debitore può presentare domanda di accesso a tutte le procedure. Gli altri soggetti indicati nel punto che precedono possono depositare solo il ricorso per l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale.

La domanda di accesso alla procedura.

La domanda si propone con ricorso sottoscritto dal difensore, munito di procura (con la sola eccezione del ricorso per l'ammissione alla procedura giudiziale presentato dal debitore per il quale non è richiesto il patrocinio del difensore) che deve indicare:

- l'ufficio giudiziario;

- l'oggetto;

- le ragioni della domanda e le conclusioni.

Entro il giorno successivo al deposito, la domanda presentata dal debitore è comunicata, a cura della cancelleria, al registro delle imprese ai fini dell'iscrizione e al P.M.

In caso di ricorso presentato da soggetto diverso dal debitore, questo, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, dovrà essere notifica al debitore.

La notifica, a cura della cancelleria verrà effettuata all'indirizzo pec indicato nel registro delle imprese o reperito dall'indice nazionale degli indirizzi pec.

Nei casi in cui la notifica non sia possibile o abbia esito negativo per causa imputabile al destinatario la notifica si eseguirà mediante inserimento del ricorso e del decreto nell'area web riservata di cui all'art. 359 che sarà realizzata e disciplinata dal Ministero dello Sviluppo economico con decreto da adottarsi (entro il 1° marzo 2020) di concerto con il Ministero della Giustizia e sentito il Garante dei dati personali.

In ulteriore subordine si procederà con la notifica mediante deposito presso la casa comunale.
Nel caso in cui il ricorso sia presentato dal debitore, questo dovrà depositare:

- le scritture contabili e fiscali obbligatorie;

- le dichiarazioni dei redditi concernenti i tre esercizi o anni precedenti i l'intera esistenza dell'impresa, se di durata inferiore;

- i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi;

- una relazione sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria;

- uno stato particolareggiato delle sue attività;

- l'elenco nominativo dei creditori;

- l'indicazione dei rispettivi crediti e delle cause legittime di prelazione;

- l'elenco nominativo di coloro che vantano diritti reali o personali su cose in suo possesso;
-un'idonea certificazione sui debiti fiscali, contributivi e per premi assicurativi;

- una relazione analitica sugli atti di straordinari amministrazione compiuti nel quinquennio precedente.

Nel caso in cui il debitore, con il ricorso, voglia accedere ad un concordato preventivo o ad un accordo di ristrutturazione dei debiti ma il piano o l'accodo non sono stati ancora completati, egli dovrà procedere con il deposito dei soli bilanci e dell'elenco nominativo dei creditori.

L'ulteriore documentazione verrà depositata nel termine inidcato dal Tribunale

Alcuni termini processuali: il Tribunale, con decreto, convoca le parti fissando l'udienza di comparizione non oltre 45 giorni dal deposito del ricorso; tra la data di notifica del ricorso e l'udienza non potranno decorrere più di 15 giorni, salva abbreviazione dei termini disposta dal Presidente del Tribunale ove ricorrano motivi di urgenza; nel termine di 7 giorni prima dell'udienza le parti possono presentare memorie.