DECRETO SBLOCCA CANTIERI

Il "Decreto sblocca cantieri" -
Nuova disciplina sulla nomina degli organi di controllo nelle srl

10/07/2019 12:51



di Ilaria Antonella Belluco e Matteo Marciano, CBA

Il c.d. "Decreto Sblocca Cantieri" (d.l. n. 32/2019, conv in l.n. 55/2019, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 2019) ha introdotto una rilevante modifica alle soglie per l'obbligo di nomina degli organi di controllo nelle società a responsabilità limitata, incidendo sull'art. 379 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14), e riformando, quindi, nuovamente il comma 3 dell'art. 2477 c.c.

L'excursus normativo

Il decreto in esame conclude un iter legislativo piuttosto articolato.
In base alla disciplina in vigore fino alla data del 15 marzo 2019, le S.r.l. avevano l'obbligo di nominare l'organo di controllo solamente qualora per due esercizi consecutivi la società avesse superato due dei seguenti limiti: un totale dell'attivo dello stato patrimoniale superiore a 4,4 milioni di Euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni superiori a 8,8 milioni di Euro; e dipendenti occupati in media durante l'esercizio superiori alle 50 unità.

In seguito, con l'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa, a partire dal 16 marzo 2019, vi è stata una forte riduzione dei parametri non solo dal punto di vista "dimensionale", ma altresì quantitativo, essendo divenuto sufficiente, ai fini dell'obbligatorietà della nomina, il superamento di uno soltanto (e non più due) dei seguenti limiti: un totale dell'attivo dello stato patrimoniale superiore a 2 milioni di Euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni superiori a 2 milioni di Euro; e dipendenti occupati in media durante l'esercizio superiori alle 10 unità.

Con il Decreto Sblocca Cantieri, infine, sono stati nuovamente aumentati i requisiti dimensionali. La nomina dell'organo di controllo, nella versione attuale, diviene obbligatoria al superamento per due esercizi consecutivi di almeno uno dei seguenti requisiti: un totale dell'attivo dello stato patrimoniale superiore a 4 milioni di Euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni superiori a 4 milioni di Euro; dipendenti occupati in media durante l'esercizio superiori alle 20 unità.

La ratio della modifica

Come sottolineato dal Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti ed esperti contabili Massimo Miani, il Decreto Sblocca Cantieri è riuscito a declinare il giusto compromesso tra l'esigenza di controllo - che veniva attuata con parametri fin troppo bassi - e lo snellimento della gestione amministrativa aziendale, raggiungendo in maniera più equilibrata l'obiettivo del D.lgs 14/2019, ovvero utilizzare lo strumento dell'allerta – che ha nell'attività del collegio sindacale il suo elemento centrale – per anticipare la crisi e tentare il salvataggio dell'azienda.

L'emendamento in esame ha un evidente duplice vantaggio: evitare che le società di dimensioni ridotte debbano sostenere i costi relativi alla nomina dell'organo di controllo e al contempo contenere il rischio che quest'ultimo debba confrontarsi con realtà imprenditoriali non sufficientemente strutturate.

Le prime stime circa l'impatto delle nuove soglie consentono di intravvedere come l'obbligatorietà della nomina del collegio sindacale dovrebbe interessare circa 80.000 S.r.l. contro le 140.000 che sarebbero state, invece, coinvolte applicando i precedenti parametri.
In ogni caso, nonostante l'aumento delle soglie per l'adozione dell'organo di controllo nelle S.r.l. e la conseguente riduzione del numero delle società obbligate, è stato osservato (A.I.Baratta e O.Lauri, Attività del collegio sindacale alla luce della crisi del codice della crisi e dell'insolvenza, il Fallimentarista, 2019) come i suddetti limiti non siano comunque idonei ad esonerare numerose realtà imprenditoriali ad oggi dotate di una struttura amministrativa molto ridotta e non adeguata a supportare, come necessario, l'organo sindacale.

Basti pensare, ad esempio, che molte delle società ancora interessate dall'obbligo di nomina ricorrono all'esternalizzazione della gestione della contabilità; pratica che spesso comporta che la documentazione necessaria al rispetto delle scadenze fiscali sia aggiornata in maniera pressoché immediata, con il rinvio ad un momento successivo della redazione dei documenti obbligatori ai fini civilistici. Documenti, questi ultimi, che sono però essenziali per l'effettuazione dei controlli dovuti al revisore.

Stante quanto sopra, appare assolutamente opportuna un'attenta valutazione da parte del professionista in sede di accettazione dell'incarico, che tenga in debito conto l'assetto organizzativo dell'impresa al fine di valutarne l'adeguatezza rispetto alle dimensioni della stessa e del mercato in cui questa si trova ad operare.

Adempimento dell'obbligo: risvolti applicativi

Resta immutato il termine precedentemente stabilito per l'adeguamento alla normativa in esame e la conseguente nomina dell'organo di controllo, che deve avvenire entro i nove mesi successivi alla scadenza del trentesimo giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (i.e. entro la mezzanotte del 16 dicembre 2019). La verifica del superamento dei limiti di cui al comma 3 dell'art. 2477 c.c. dev'essere effettuata avendo riguardo ai due esercizi antecedenti la scadenza sopra indicata: ciò significa che il rilievo, in presenza di società il cui esercizio coincida con l'anno solare, dovrà concentrarsi negli esercizi 2017 e 2018.

Entro il prossimo 16 dicembre 2019, i soggetti interessati dovranno quindi modificare/adeguare il proprio statuto, ove necessario, e nominare il nuovo organo di controllo.

Quanto alle modalità operative, nel caso in cui l'atto costitutivo o lo statuto includa una clausola che stabilisca, in contrasto con quanto previsto dalla nuova disciplina, l'obbligo della nomina dell'organo di controllo o del revisore, ricorrendone i presupposti, occorre modificare lo statuto entro il termine del 16 dicembre 2019. Pertanto, fino a tale data gli statuti difformi rispetto alla nuova disciplina continueranno ad essere pienamente vigenti anche se contenenti previsioni in conflitto con la nuova disciplina.

Se nell'atto costitutivo o nello statuto è prevista una clausola che preveda un richiamo generico all'articolo 2477 c.c. o alle disposizioni del codice civile o alle "norme di legge", non è necessaria alcuna modifica per "adeguare" o "uniformare" le regole organizzative della società. Il richiamo all'articolo 2477 c.c. deve intendersi come rinvio alla disciplina di volta in volta vigente, con applicazione, quindi, della nuova norma. Le società che hanno adottato statuti che non contengono norme da modificare, pertanto, sono soggette alle nuove norme sin dal 16 marzo 2019, fermo il termine del 16 dicembre 2019 per l'obbligo di nomina dell'organo di controllo.

L'obbligo verrà meno nel caso in cui per tre esercizi consecutivi non venga superato nessuno dei sopra indicati nuovi limiti.

Ad ogni modo, alla luce dell'intervenuto emendamento, le imprese che avevano già provveduto a nominare l'organo di controllo e per cui, in virtù dell'innalzamento dei parametri, sia ora venuto meno l'obbligo, potranno immediatamente procedere con la revoca.