Procedure competitive e garanzie nel concordato preventivo

| 04/11/2019 13:51

Commento a cura dell' Avv. Elisa Castagnoli, Avv. Lorenzo Rossi - Elexia avvocati & commercialisti

Il Tribunale di Monza, con decreto emesso in data 16 ottobre 2019, ha omologato un piano di concordato preventivo con continuità aziendale c.d. indiretta, basato sul trasferimento dell'azienda in capo ad un assuntore.


Tale pronuncia, nel confermare l'impostazione già adottata in sede di delibazione sull'ammissibilità del piano e della proposta – oggetto di commento da parte dell'avv. Elisa Castagnoli ne "Il concordato preventivo con assuntore e l'inapplicabilità delle disposizioni di cui all'art. 163 bis L.F.", in www.diritto24.ilsole24ore.com – , consolida l'orientamento formatosi nella giurisprudenza di merito (cfr. Tribunale di Milano 15 giugno 2017) che esclude l'applicabilità della norma contenuta nell'art. 163 bis l. fall., che regola l'obbligatorietà delle procedure competitive per la vendita di beni aziendali, in presenza di assunzione in capo ad un soggetto terzo di tutte le attività e le passività dell'impresa in concordato.


A parere del Tribunale di Monza, infatti, l'obbligo di indizione di procedure competitive per la ricerca di interessati nell'ipotesi di piano di concordato strutturato su offerte da parte di soggetti individuati per il trasferimento di specifici beni, non può trovare applicazione nel concordato in continuità c.d. indiretta con assuntore, dal momento che, in tale caso, ciò che è oggetto di trasferimento non è un bene determinato ma la complessiva posizione dell'imprenditore, comprensiva di attività e di passività.


Di talché, l'ontologica differenza che sussiste tra una successione a titolo particolare e una successione a titolo universale – con oggetto tutte le attività e passività – impedisce l'applicabilità dell'art. 163 bis l. fall. al concordato con assuntore, il quale, in ogni caso, resta sottoposto alle prescrizioni di cui all'art. 163, commi 4 – 7, l. fall., che, come noto, disciplina le proposte di concordato concorrenti depositate da creditori qualificati.


La pronuncia in commento, peraltro, si segnala anche per la presa di posizione su un ulteriore profilo di interesse per gli operatori del settore.


Il decreto del Tribunale di Monza, infatti, si pronuncia anche sul rilievo delle garanzie previste dalla proposta concordataria, specificando che queste attengono non al profilo della fattibilità giuridica bensì a quello della fattibilità economica, con la conseguenza che il sindacato del tribunale in sede di ammissibilità della proposta non può in alcun modo estendersi ad esse, rimanendo di esclusiva competenza del ceto creditorio.

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