DOMANDE & RISPOSTE, la firma digitale nel PCT

| 10/02/2020 11:47


Dossier febbraio 2020 a cura della Redazione Diritto


Il Dossier di questo mese è dedicato alla firma digitale, ovvero, quel particolare tipo di firma elettronica avanzata basata su un certificato qualificato e su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l'integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici. (art. 1, decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) (art. 2, DM 44/2011).


Oltre alla PEC un altro strumento di fondamentale importanza per il PCT è la firma digitale, disciplinata sul piano normativo dal D.lgs. 82/2005 (CAD) che individua tre tipologie di firma elettronica e una di firma digitale, fornendone le definizioni all'art. 1.


Il DM 44/2011 all'art. 2 fornisce una definizione più sintetica della firma digitale, richiamando quanto previsto dal CAD, quale norma di rango primario.


La definizione di firma digitale è la seguente (art. 1 CAD): "un particolare tipo di firma elettronica avanzata basata su un certificato qualificato e su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l'integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici".


Al di là della definizione, il CAD disciplina la firma digitale con l'art. 24, di cui è importante proporre il comma 1, secondo il quale: "La firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto ed al documento o all'insieme di documenti cui è apposta o associata".


BUONA LETTURA

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