OSSERVATORIO CRISI D'IMPRESA

CODICE DELLA CRISI D'IMPRESA: ulteriore differimento dell'obbligatorietà della segnalazione all'OCRI

| 21/05/2020 09:01

L'Osservatorio è curato dall'Avv. Rossana Mininno del Foro di Milano

Le procedure di allerta.
Con il decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, recante il "Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155" (in seguito "Codice della crisi d'impresa"), il legislatore ha proceduto al riordino delle procedure concorsuali, nonché all'introduzione, anche in considerazione di quanto previsto dalla raccomandazione della Commissione del 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all'insolvenza (in seguito "Raccomandazione"), delle procedure di allerta e di composizione assistita della crisi.
Obiettivo della Raccomandazione è «garantire alle imprese sane in difficoltà finanziaria, ovunque siano stabilite nell'Unione, l'accesso a un quadro nazionale in materia di insolvenza che permetta loro di ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l'insolvenza, massimizzandone pertanto il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l'economia in generale» (primo considerando).
Le possibilità di salvaguardare il valore aziendale di un'impresa in difficoltà dipendono, essenzialmente, dalla tempestività nell'attuazione dell'intervento risanatore: il ritardo nella percezione dei segnali di una crisi può comportare la degenerazione della crisi stessa in stato di insolvenza.
Il Codice della crisi d'impresa, allo scopo di scongiurare la progressiva dispersione del valore aziendale, nonché di salvaguardarlo per i creditori, i dipendenti e i proprietari e, in un'ottica più generale, per l'economia, ha introdotto il sistema dell'allerta, consistente nell'imposizione, a carico di determinati soggetti, di obblighi di segnalazione «finalizzati, unitamente agli obblighi organizzativi posti a carico dell'imprenditore dal codice civile, alla tempestiva rilevazione degli indizi di crisi dell'impresa ed alla sollecita adozione delle misure più idonee alla sua composizione» (articolo 12, primo comma).
Al fine precipuo di agevolare la «rilevazione degli indizi di crisi» il Codice della crisi d'impresa ha individuato appositi «indicatori», consistenti in squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario rapportati alle specifiche caratteristiche dell'impresa e dell'attività imprenditoriale svolta dal debitore, ritenuti sintomatici di una probabilità di futura insolvenza dell'impresa: gli «indicatori di crisi» sono rilevabili attraverso determinati «indici» che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per un arco temporale prestabilito, nonché delle prospettive di continuità aziendale per l'esercizio in corso; «indici» significativi sono quelli che misurano la sostenibilità degli oneri di indebitamento con i flussi di cassa che l'impresa è in grado di generare, nonché l'adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli dei terzi (dotati di particolare significatività, ai detti fini, sono i reiterati ritardi nei pagamenti).
La segnalazione comporta l'attivazione della procedura di allerta, all'esito della quale («o anche prima della sua attivazione») il debitore «può accedere al procedimento di composizione assistita della crisi, che si svolge in modo riservato e confidenziale dinanzi all'OCRI» ovvero all'Organismo di composizione della crisi d'impresa (articolo 12, secondo comma).
Il Codice della crisi d'impresa dedica agli obblighi di segnalazione due disposizioni: l'articolo 14, rubricato "Obbligo di segnalazione degli organi di controllo societari" e l'articolo 15, rubricato "Obbligo di segnalazione di creditori pubblici qualificati".


La procedura di allerta c.d. interna.
L'articolo 14 individua, in ambito endosocietario, una serie di soggetti (segnatamente, gli organi di controllo societari, il revisore contabile e la società di revisione) a carico dei quali pone determinati obblighi: «verificare che l'organo amministrativo valuti costantemente, assumendo le conseguenti idonee iniziative, se l'assetto organizzativo dell'impresa è adeguato, se sussiste l'equilibrio economico finanziario e quale è il prevedibile andamento della gestione» e «segnalare immediatamente allo stesso organo amministrativo l'esistenza di fondati indizi della crisi» (primo comma).
La segnalazione «deve essere motivata, fatta per iscritto, a mezzo posta elettronica certificata o comunque con mezzi che assicurino la prova dell'avvenuta ricezione», nonché «contenere la fissazione di un congruo termine, non superiore a trenta giorni» (articolo 14, secondo comma): entro il termine fissato nella segnalazione l'organo amministrativo «deve riferire in ordine alle soluzioni individuate e alle iniziative intraprese» (articolo 14, secondo comma).
L'obbligo di segnalazione all'OCRI sorge nel caso di omessa o inadeguata risposta da parte dell'organo amministrativo, ovvero di mancata adozione delle misure ritenute necessarie per superare lo stato di crisi: al verificarsi di tali ipotesi i soggetti tenuti alla segnalazione «informano senza indugio l'OCRI, fornendo ogni elemento utile per le relative determinazioni, anche in deroga al disposto dell'articolo 2407, primo comma, del codice civile quanto all'obbligo di segretezza» (articolo 14, secondo comma).
La tempestiva segnalazione all'organo amministrativo costituisce «causa di esonero dalla responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli delle omissioni o azioni successivamente poste in essere dal predetto organo, che non siano conseguenza diretta di decisioni assunte prima della segnalazione» (articolo 14, terzo comma).


La procedura di allerta c.d. esterna.
L'articolo 15 pone a carico dei creditori pubblici qualificati (segnatamente, l'Agenzia delle entrate, l'Istituto nazionale della previdenza sociale e l'agente della riscossione) l'obbligo di segnalazione del debitore che abbia manifestato segni sintomatici di disequilibrio economico-finanziario.
L'inosservanza dell'obbligo è sanzionata in maniera diversificata: per l'Agenzia delle entrate e l'Istituto nazionale della previdenza sociale l'inosservanza comporta la «inefficacia del titolo di prelazione spettante sui crediti dei quali sono titolari», mentre per l'Agente della riscossione la «inopponibilità del credito per spese ed oneri di riscossione».


L'operatività delle procedure di allerta.
In virtù dell'originaria formulazione dell'articolo 389 del decreto legislativo n. 14 del 2019 il Codice della crisi d'impresa sarebbe dovuto entrare in vigore in data 15 agosto 2020, fatta eccezione per alcune disposizioni in vigore già dal 16 marzo 2019 (nello specifico: articoli 27, comma 1, 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388).
Lo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 ha indotto il Governo a un duplice intervento sull'operatività del Codice della crisi d'impresa.
Con il decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante "Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", il Governo ha differito al 15 febbraio 2021 la data di entrata in vigore del secondo comma dell'articolo 14, nonché dell'articolo 15 del decreto legislativo n. 14 del 2019 (cfr. articolo 11), ferma restando la data del 15 agosto 2020 per l'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa.
Il differimento è stato disposto al fine di consentire un graduale adeguamento nell'avvio del sistema delle segnalazioni e nella connessa dotazione degli strumenti necessari per rilevare i sintomi della crisi e per mettere in atto le azioni indispensabili per arginarla.
Successivamente, il Governo ha adottato il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante "Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali", mediante il quale ha differito dal 15 agosto 2020 al 1 settembre 2021 la data di entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa (cfr. articolo 5), ferma restando l'applicabilità delle disposizioni in vigore già dal 16 marzo 2019.
Medio tempore è stata emanata la legge 24 aprile 2020, n. 27, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l'adozione di decreti legislativi", la quale ha disposto l'abrogazione, tra gli altri, del decreto-legge n. 9 del 2020 (cfr. articolo 1).
Alla luce del quadro normativo sinteticamente descritto è da intendersi differita al 1 settembre 2021 anche l'obbligatorietà delle segnalazioni all'OCRI previste dal secondo comma dell'articolo 14 e dall'articolo 15 del Codice della crisi d'impresa.
Tuttavia, trattandosi di differimento disposto in sede di decretazione d'urgenza, il medesimo dovrà essere confermato con la legge di conversione del decreto-legge n. 23 del 2020.
Peraltro, l'esigenza di uniformità nella tempistica relativa all'entrata in vigore delle varie disposizioni del Codice della crisi d'impresa è stata opportunamente evidenziata anche dalla Sezione Consultiva per gli Atti Normativi del Consiglio di Stato in sede di parere sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al Codice della crisi d'impresa (cfr. parere n. 811 del 24 aprile 2020 ).

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