DIRITTO SOCIETARIO

Decreto Semplificazioni – Gli aumenti di capitale, La tutela delle minoranze – Parte I

| 14/09/2020 13:04


Avv. Milena Prisco - CBA Studio Legale e Tributario

Il 10 settembre la Camera ha approvato il d.d.l. di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante "Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale" ("Decreto Semplificazioni"), in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Tra le "misure" confermate vi sono le disposizioni dell'articolo 44, rubricato "a favore degli aumenti di capitale", volto a favorire la capitalizzazione (o la ricapitalizzazione) delle società italiane, quotate e non, mediante conferimenti di beni in natura e crediti.

La disposizione stabilisce che fino al 30 giugno 2021 (termine esteso rispetto al 30 aprile fissato dal Decreto Semplificazioni) in deroga agli articoli 2368, secondo comma, e 2369, terzo e settimo comma, del codice civile, "a condizione che sia rappresentata almeno la metà del capitale sociale, sono approvate con il voto favorevole della maggioranza del capitale rappresentato in assemblea, anche qualora lo statuto preveda maggioranze più elevate, le deliberazioni aventi ad oggetto: Gli aumenti di capitale sociale mediante nuovi conferimenti, ai sensi degli articoli 2368, 2440 e 2441 del codice civile".

L'articolo 44 applica la deroga alle Spa ma anche alle Srl ai sensi degli articoli 2480, 2481 e 2481bis del codice civile, applicazione che si ritiene vada esclusa, in mancanza di una specifica estensione analogica, alle Srl semplificate e quelle con un capitale sociale inferiore ad euro 10.000, per cui gli articoli 2463 e 2463 bis del codice civile stabiliscono conferimenti solo in denaro.

La previsione va nella direzione delle diverse norme speciali contenute nei provvedimenti emanati durante la pandemia, volte a "proteggere" il capitale sociale e quindi sostenere le società fortemente impattate dall'emergenza sanitaria con la esclusione temporanea dell'applicazione delle norme civilistiche in materia di riduzioni del capitale per perdite rilevanti e di scioglimento della società (cfr. art. 6 Decreto Liquidità), a favorire il rifinanziamento (disattivazione dei meccanismi di postergazione dei finanziamenti effettuati dai soci e da chi esercita attività di direzione e controllo) e le ricapitalizzazioni (con incentivi fiscali per conferimenti in danaro) nell'ottica di prevenire un eccessivo squilibrio tra patrimonio netto e indebitamento delle società.

Proprio in considerazione del difficile reperimento di liquidità da iniettare a capitale, l'articolo 44 promuove i conferimenti di beni e di crediti con delibere prese dall'assemblea a maggioranza semplice, disattivando eventuali quorum qualificati stabiliti da statuto per le operazioni sul capitale.

La norma è stata interpretata come lesiva dei diritti dei soci di minoranza sia in quanto titolari da statuto o da patti parasociali di voti di governance "protettivi" (quorum qualificati, voti determinanti, veti), sia in ogni caso quali proprietari di partecipazioni, che potrebbero ridursi in valore percentuale ove diluite dagli aumenti sottoscritti da alcuni soci o addirittura da terzi. Uno dei rischi paventati potrebbe riguardare conferimenti di beni e crediti di valore dubbio e quindi annacquanti il capitale sociale.

Pur riconoscendo una potenziale compressione dei diritti della minoranza l'eccezionalità delle misure può trovare, comunque, un bilanciamento in alcune protezioni codicistica, nonché statutarie e parasociali

Sia per Srl che per Spa il conferimento di beni in natura e crediti deve essere previsto in statuto, deve essere integralmente liberato e il valore attestato da una perizia di stima, per le Spa eseguita da un esperto designato dal tribunale del circondario dove la sede la società, mentre per le Srl da un revisore legale.

A garanzia di tutti i soci, per le Spa gli amministratori devono, entro 180 giorni dal conferimento, controllare le valutazioni contenute nella perizia, in presenza di fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima. Fino a quando le valutazioni non sono state controllate, le azioni corrispondenti ai conferimenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la società.

La disciplina delle Srl non contiene alcun riferimento al controllo a posteriori degli amministratori della stima effettuata sul conferimento. Nonostante ciò, parte della dottrina appare favorevole all'applicazione analogica del terzo comma dell'articolo 2343 del codice civile in tema di società per azioni.

L'eventuale revisione in diminuzione del valore del conferimento comporta la conseguente riduzione del capitale sociale, ma nelle Spa anche l'esercizio del diritto di recesso del socio conferente ai sensi dell'articolo (2343, ultimo comma del codice civile).

Vetrina