status e capacità

L'amministrazione di sostegno

| 15 luglio 2014


L'amministrazione di sostegno è un istituto che festeggia quest'anno dieci anni dalla nascita.
L'Istituto vede la sua introduzione, dopo un lungo iter parlamentare, con la Legge 9 gennaio 2004 n.6 ed è stato salutato come una delle più grandi novità normative degli ultimi anni in un ambito che non è estraneo alle polemiche quando si tratta di introdurre novità "rivoluzionarie".
La portata di questo intervento normativo sta infatti nel porre al centro degli interessi tutelati la protezione delle persone deboli : l'amministrazione di sostegno è finalizzata alla cura, alle esigenze personali della vita quotidiana e a tutte quelle che sono le necessità personali proprie delle persone "fragili" che in tutto o anche solo in parte non sono o non sono più in grado di avere una propria autonomia.
E' innegabile che, soprattutto nelle grandi città, i nostri Tribunali abbiamo visto un aumento significativo dei ricorsi per la nomina dell'amministratore di sostegno, dovuto a vari fattori quali la aumentata longevità, non sempre purtroppo accompagnata da lucidità intellettiva, il decadimento delle facoltà sia intellettive che volitive e la mancanza sempre più diffusa di una rete familiare che possa farsi carico in toto delle mutate esigenze. Realtà che si vanno ad aggiungere alle patologie ed ai disturbi delle facoltà psichiche congenite o sopravvenute.
Affiancandosi alle preesistenti misure codicistiche dell'inabilitazione e dell'interdizione, la nuova disciplina permette di adeguare il livello di tutela alle reali esigenze del beneficiario "con la minore limitazione possibile della capacità di agire" e, di fatto, è volta a rendere residuale l'applicazione dei vecchi istituti. Residualità che, in tema di interdizione è stata ribadita dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 4866 dell'1 marzo 2010 nella quale, ancora una volta, si sottolinea che l'ambito di applicazione dell'amministrazione di sostegno va individuato nella maggiore idoneità di tale strumento ad adeguarsi alle esigenze del soggetto fragile e non sulla base del più o meno intenso grado di infermità dello stesso soggetto. Viene altresì ribadito che la valutazione della conformità di tale misura appartiene all'apprezzamento del giudice di merito.
L'articolo 404 cc indica quali siano i soggetti che possono ricorrere all'istituto in oggetto:" La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio."
Naturalmente, come ben si può immaginare, la casistica ricompresa nelle definizioni di "infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica" è molto varia e non sempre di univoca interpretazione. Il dibattito è stato molto acceso soprattutto in merito alla menomazione fisica.
La Cassazione n. 13197 del 2/8/2012 ha recentemente affermato che: "L'amministrazione di sostegno non presuppone necessariamente l'accertamento di una condizione di infermità mentale, ma contempla anche l'ipotesi che sia riscontrata una menomazione fisica o psichica della persona sottoposta ad esame, la quale determini, pur se temporaneamente o parzialmente, un'incapacità nella cura dei propri interessi."

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