spese extra - assegno di mantenimento

Linee Guida nella Corte di Appello di Milano per le spese extra assegno di mantenimento per figli minori e figli maggiorenni non economicamente indipendenti

| 11/12/2017


Il 14 novembre 2017 la Corte di Appello di Milano, il Tribunale di Milano, il Consiglio dell'Ordine Milano e l'Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano hanno sottoscritto le "Linee Guida per le spese extra assegno di mantenimento per figli minori e figli maggiorenni non economicamente indipendenti" con il precipuo intento, nel prioritario interesse dei figli, di individuare una prassi condivisa fra magistrati ed avvocati volta "a risolvere o quantomeno limitare le ragioni del conflitto nel momento della crisi familiare"
Come è notorio, dopo la separazione dei genitori, i figli hanno diritto ad un mantenimento tale da garantire loro un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia ed analogo, per quanto possibile, a quello goduto in precedenza perché anche dopo la rottura della relazione continua a trovare applicazione l'art. 316 bis c.c. che impone ai genitori di "adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo". Il dovere di mantenere, istruire ed educare la prole obbliga dunque i genitori a far fronte ad una molteplicità di esigenze dei figli, non riconducibili al solo obbligo alimentare "ma estese all'aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all'assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione - fino a quando la loro età lo richieda - di una stabile organizzazione domestica, adeguata a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione" . [1]
Nel contesto di vita attuale la rottura della relazione familiare tra i genitori determina sempre più frequentemente anche un impoverimento delle risorse disponibili: il tema della quantificazione del contributo economico per il mantenimento dei figli minori e maggiorenni se non economicamente indipendenti è quindi spesso fonte di conflitto ed a volte appare di insanabile soluzione se non attraverso il ricorso dell'autorità giudiziaria.
Le recenti statistiche evidenziano inoltre come nel corso degli ultimi anni sia avvenuto un costante e continuo aumento di richieste di separazione, spesso da parte di coppie sempre più giovani, con il corollario di un contenzioso sull'affidamento che coinvolge minori anche in tenerissima età e che, di conseguenza, può perdurare negli anni.
Uno dei problemi che crea maggior conflittualità tra le parti è quello di individuare esattamente quali sono le spese caratterizzate dall'ordinarietà e dalla frequenza (e come tali rientranti nell'assegno mensile di mantenimento) e quali invece sono le spese cosiddette ‘‘straordinarie'' ovvero le spese necessarie per far fronte ad eventi imprevedibili o addirittura eccezionali, ad esigenze non rientranti nelle normali consuetudini di vita dei figli fino a quel momento, o comunque spese non quantificabili e determinabili in anticipo o di non lieve entità rispetto alla situazione economica dei genitori.
Le definizioni fornite dalla giurisprudenza non risolvono però nella pratica il problema: avviene infatti spesso che allorquando il genitore collocatario, dopo aver sostenuto spese di carattere straordinario, richiede all'altro genitore il rimborso della parte ad esso spettante, si veda rispondere che non si tratta di ‘‘spese straordinarie'' bensì ‘‘ordinarie'' e che come tali vanno ricomprese nell'assegno periodico. Tale obiezione spesso si associa alla contestazione che la spesa effettuata non è stata decisa concordemente ma, al contrario, assunta in modo unilaterale ed arbitrario, cosicché nulla potrà essergli addebitato.
In assenza di preventiva individuazione, quando sorgono contrasti tra i genitori, il giudice dovrà dunque individuare quali spese vanno ascritte all'una o all'altra categoria e ciò produce inevitabilmente il perdurare della conflittualità a danno di una serena crescita dei loro figli. [2]
Va ricordato che nell'ottica del mutamento culturale avvenuto in questi ultimi anni e sulla spinta della normativa internazionale [3] da tempo il baricentro dei processi in materia di famiglia si è spostato a favore dell'interesse preminente del minore con il conseguente corollario che, per un' effettiva promozione dei suoi diritti, si debba necessariamente passare dal concetto di "tutela" a quello di "responsabilità": responsabilità genitoriale nell'ambito familiare, responsabilità sociale per le professioni che si occupano di minori.[4]
A ciò si aggiunga che l'art. 7 della Convenzione di Strasburgo (ratificata con la L.77/2003), nei procedimenti che interessano un minore, stabilisce per le Autorità Giudiziarie l'obbligo di agire prontamente per evitare "ogni inutile ritardo": correlativamente è obbligo delle parti e dei loro difensori abbassare i toni del conflitto, cooperare e collaborare nell'accertamento dei fatti rilevanti ai fini della decisione (in ordine alle esigenze personali ed economiche dei figli, all'esatta determinazione dell' effettiva capacità reddituale e patrimoniale dei genitori ) e ciò in applicazione del principio di responsabilità genitoriale e di tutela del superiore interesse del minore.
Per trovare una soluzione "preventiva" a queste controversie e per facilitare l'individuazione delle categorie di spesa molti uffici giudiziari, in collaborazione con i consigli dell'ordine degli avvocati e delle associazioni specialistiche, hanno inserito nei protocolli sui procedimenti di famiglia l'elenco delle spese che si devono considerare straordinarie e danno indicazioni sulle modalità della relativa ripartizione.
La novità delle Linee Guida che qui si commentano riguarda l'applicazione all'intera Corte di Appello di Milano e dunque non territorialmente limitata ad un singolo Tribunale come negli altri protocolli già esistenti. [5]
Nella premessa viene specificato, con il precipuo intento di sollecitare la capacità di cooperazione, vale a dire la disponibilità di entrambi i genitori a condividere le decisioni di maggiore interesse dei figli che le scelte di istruzione, educazione e salute relative al minore devono essere sempre concordate dai genitori, salvo che ci sia un affido super esclusivo e che in caso di figlio divenuto maggiorenne tali scelte devono essere necessariamente concordate anche dal figlio con ambedue i genitori.

Si precisa inoltre che:

(i) l'assegno di mantenimento periodico è destinato a coprire tutti i costi connessi alle esigenze ordinarie di vita del minore e, pertanto, devono ritenersi nello stesso incluse, a titolo esemplificativo le seguenti spese: il vitto, la mensa scolastica, il concorso alle spese di casa (canone di locazione, utenze, consumi), l'abbigliamento ordinario inclusi i cambi di stagione, le spese di cancelleria scolastica ricorrenti nell'anno, i medicinali da banco;

(ii) gli assegni familiari devono essere corrisposti al genitore collocatario (o affidatario) dei figli e rappresentano una voce aggiuntiva rispetto all'assegno di mantenimento, anche se erogati dal datore di lavoro dell'altro genitore, salvi diversi accordi fra le parti o diversa indicazione giudiziale.
Al di fuori di queste voci di spesa correnti (ovvero quelle sinora definite ordinarie) si precisa che per spese straordinarie (extra assegno) si intendono quelle che presentano almeno uno dei seguenti requisiti: occasionalità o sporadicità (requisito temporale), la gravosità (requisito quantitativo) o la voluttuarietà (funzionale).
Oltre all'individuazione dei predetti principi generali le Linee Guida entrano nel dettaglio indicando le singole voci di spesa e distinguendo, all'interno delle stesse, tra quelle che vanno previamente concordate tra i genitori e quelle che non necessitano, al contrario, di tale preventivo accordo secondo il seguente schema:


- spese mediche (da documentare) che non richiedono il preventivo accordo:

a) visite specialistiche prescritte dal pediatra o medico curante;

b) cure dentistiche presso strutture pubbliche;

c) trattamenti sanitari prescritti dal medico di base/ specialista ed erogati dal Servizio Sanitario Nazionale;

d) tickets sanitari;

e) occhiali o lenti a contatto per uso non cosmetico se prescritte dallo specialista; f) farmaci prescritti dal medico curante/ pediatra di base o dallo specialista anche se non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale;


- spese mediche (da documentare) che richiedono il preventivo accordo:

a) cure dentistiche, ortodontiche e oculistiche presso strutture private;

b) cure termali e fisioterapiche;

c) trattamenti sanitari non erogati dal Servizio Sanitario Nazionale, ovvero previsti dal Servizio Sanitario Nazionale ma effettuati privatamente;

d) farmaci omeopatici;

- spese scolastiche (da documentare) che non richiedono il preventivo accordo:

a) tasse scolastiche e universitarie per la frequentazione di istituti pubblici;

b) libri di testo;

c) materiale di corredo scolastico di inizio anno comprensivo anche della dotazione richiesta dalla scuola per attività sportiva rientrante nella ordinaria programmazione didattica;

d) dotazione informatica ( pc/ tablet) imposta dalla scuola ovvero connessa al programma di studio differenziato (BES); e) assicurazione scolastica;

f) fondo cassa richiesto dalla scuola;

g) gite scolastiche senza pernottamento;

h) spese per mezzi di trasporto pubblico (bus/treno) dal luogo di residenza all'istituto scolastico;

- spese scolastiche (da documentare) che richiedono il preventivo accordo:

a) tasse scolastiche e universitarie per la frequentazione di istituti privati;

b) gite scolastiche con pernottamento;

c) corsi di recupero e lezioni private;

d) corsi di specializzazione/ master e corsi post universitari in Italia e all'estero;

e) alloggio presso la sede universitaria;

- spese extrascolastiche (da documentare) che non richiedono il preventivo accordo:

a) tempo prolungato, pre-scuola e dopo-scuola;

b) centro ricreativo estivo (oratorio, grest, campus organizzati da scuole pubbliche o da enti territoriali);

- spese extrascolastiche (da documentare) che richiedono il preventivo accordo:

a) corsi di lingue;

b) corsi di musica e strumenti musicali;

c) attività sportive e pertinente abbigliamento e attrezzature (comprese le spese per iscrizioni a gare e tornei);

d) spese per attività ludiche e ricreative (pittura, teatro, boy- scout)

e) baby sitter;

f) viaggi studio in Italia e all'estero, stage sportivi e vacanze senza i genitori;

g) spese per conseguimento delle patente di guida (corso e lezioni);

h) acquisto e manutenzione (comprensivo di bollo e assicurazione) per il mezzo di trasporto dei figli.
In ordine alle spese straordinarie da concordare viene infine specificato quale debba essere la modalità per il rimborso della quota al genitore anticipatario precisando che :

(i) il genitore, a fronte di una richiesta scritta dell'altro, dovrà manifestare un motivato dissenso per iscritto nell'immediatezza della richiesta (massimo 10 gg.) e che, in difetto, il silenzio sarà inteso come consenso alla richiesta.;

(ii) il genitore anticipatario delle spese dovrà inviare (a mezzo raccomandata o mail con prova di avvenuta ricezione) all'altro genitore la documentazione comprovante l'esborso sostenuto entro 30 giorni dall'effettuazione della spesa e correlativamente il rimborso dovrà avvenire entro i 15 giorni successivi alla richiesta.

La concreta attuazione degli obiettivi perseguiti dalle Linee Guida dipenderà ovviamente dalla recezione di esse negli atti e nei provvedimenti giudiziari.
Con l'auspicio che la diffusione di questa prassi virtuosa avvenga effettivamente non solo per ridurre il contenzioso, ma per consentire un reale mutamento culturale necessario per la realizzazione effettiva dell'interesse dei figli.

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Note

[1] Cass. n. 17089 del 10/07/2013;

[2] La Cassazione ha recentemente affermato che "Il giudice ha facoltà di estendere l'obbligo di preventiva concertazione a tutte le spese straordinarie, ivi comprese quelle mediche e scolastiche, allorché tale disposizione sia prevista garanzia di entrambi i genitori ed al fine di evitare eventuali fonti di contenzioso tra le parti" (sez. VI, 23/10/2017, n. 25055 ).

[3] Convenzione di New York sui diritti del fanciullo (resa esecutiva in Italia con Legge 135/1991), Convenzione europea di Strasburgo sull'esercizio dei diritti dei bambini (resa esecutiva con Legge 77/2003), Regolamento CE n. 2201/2003 del Consiglio dell'Unione Europea (Bruxells II bis)

[4] L'art. 24 della Carta Nizza specifica che in presenza di figli minori ogni intervento giurisdizionale deve essere assunto avendo come riferimento l'interesse preminente (anzi migliore: il testo inglese utilizza infatti il temine "best") "alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere", attraverso "relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo ciò sia contrario al suo interesse"; nel preambolo della Convenzione europea di Strasburgo (ratificata dall'Italia con la Legge 77 del 2003) è contenuto l'invito alle famiglie a raggiungere accordi abbassando i conflitti, ricorrendo ai giudici e alle autorità amministrative competenti in tema di custodia e tutela del minore solo quando non vi sono altre soluzioni e comunque con ricorsi il più possibile consensuali; quando il conflitto genitoriale è troppo alto, l'intervento istituzionale è comunque considerato una modalità che non contribuisce alla serena crescita del minore.

[5] La giurisprudenza dà indicazioni spesso differenti ed eterogenei, a volte addirittura all'interno della medesima autorità giudiziaria

Si veda anche:

Linee guida assegno di mantenimento figli e spese extra assegno

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSELinee guida per la regolamentazione delle modalità di mantenimento dei figli nelle cause di diritto familiare