Forum dell'Osservatorio Nazionale sul diritto di Famiglia

Minori e processo. Il Forum dell'Osservatorio Nazionale sul diritto di Famiglia l'11 e il 12 ottobre 2019 a Matera, città della Cultura 2019

18/09/2019 13:26



di Valeria Cianciolo – Avvocato del Foro di Bologna


L'11 e il 12 ottobre 2019 si terrà a Matera l'annuale Forum organizzato dall'Osservatorio Nazionale sul diritto di Famiglia, associazione di avvocati e operatori del diritto di famiglia accreditata e riconosciuta presso il Consiglio Nazionale Forense come associazione specialistica maggiormente rappresentativa e associazione forense maggiormente rappresentativa, strutturata in 87 sezioni territoriali e con oltre 2500 associati.

L'incontro organizzato dal Presidente Prof. Claudio Cecchella, ordinario dell'Università di Pisa e con il patrocinio del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e del Comune di Matera, dell'European Association for Family and Succession Law, presieduto dal Prof. Salvatore Patti e della Giuffrè Francis Lefebvre, coinvolge la partecipazione di illustri professori italiani e stranieri sullo spinoso tema del minore e il processo.

L'intento è quello di richiamare in primo luogo, il cammino, più impervio di quanto apparirebbe a prima vista, tracciato dalle Corti Supreme e internazionali per giungere all'affermazione del minore come soggetto di diritti, dando attuazione a plurime fonti internazionali e pattizie.
La sessione mattutina dell'11 ottobre che aprirà il Forum, si misurerà con il tema dell'adozione e dell'adozione in casi particolari che negli ultimi anni tengono banco nella materia familiarista.

Materia delicata che si interseca con il piano internazionale e con le unioni same sex. E' ormai un dato scontato che la relazione affettiva tra due persone dello stesso sesso, che si riconoscano, attraverso la condivisione dei frammenti di vita quotidiana, come parti di un medesimo progetto di vita, con desideri e sogni comuni per il futuro, è a tutti gli effetti una "famiglia", dove è possibile la crescita di un minore, senza che il fattore "omoaffettività" possa rappresentare ostacolo formale.

La sessione pomeridiana del Forum affronterà la grande domanda che gli operatori si pongono: quale tutela giudiziaria l'ordinamento offra al minore per l'esercizio concreto dei suoi diritti nei diversi procedimenti che lo riguardano (in particolare, quelli di adottabilità, di decadenza dalla responsabilità genitoriale, di impugnazione del riconoscimento, di status, di separazione e divorzio), indicando le due modalità di partecipazione al processo, alternative tra loro ovvero congiunte: l'ascolto e la costituzione formale in giudizio. Tutto ruota intorno alla necessità per il minore di costituirsi in giudizio tramite un curatore speciale: occorre dunque, comprendere se tale nomina presupponga un conflitto tra il minore e il suo rappresentante (concreto, potenziale, in re ipsa?) ovvero se la nomina sia comunque sempre necessaria, oltre che fondamentale, per l'incapacità processuale del minore e ritenuto, quindi, a priori il conflitto.

La giurisprudenza ritiene il minore parte fondamentale del processo. Ma se è vero che il minore è parte sostanziale, vi è da dire che i poteri e i doveri della parte nel processo si atteggiano diversamente a seconda di come il rito li configura. Tali procedimenti non prevedono come costante modalità la nomina di un curatore speciale; anzi, la loro non omogeneità giustifica modelli alternativi, quale il suo ascolto, (argomento quest'ultimo che verrà specificamente trattato nel corso della sessione), istituto questo che sembrava aver trovato un formale ed effettivo riconoscimento attraverso l'art. 315 bis, comma 2, c. c., aveva configurato un vero e proprio diritto del minore ad essere sentito nei giudizi in cui devono adottarsi provvedimenti che lo riguardano.

La sessione mattutina di sabato 12 ottobre si apre ad un confronto con i nostri vicini d'Oltralpe: i profili successori che coinvolgono il minore, ma anche la maternità surrogata (grande scoglio con il quale il nostro Paese si confronta posto il divieto di tale tecnica riproduttiva sancito dall'art. 12 della L. 40 del 2004 in tema di PMA) e l'intersessualità del minore, argomento affascinante e di nicchia che vedrà come Relatore il Prof. Konrad Duden del Max Planck Institute for comparative and international Private Law, Amburgo.

L'intersessualità nell'immaginario richiama il mito di Ermafrodite, il dio nato da Ermes e Afrodite che aveva caratteri maschili e femminili. Talvolta, accade che un bimbo possa presentare alla nascita queste caratteristiche. Cosa devono fare i genitori? Come dichiararlo? Maschio o femmina?

A differenza di quanto previsto in alcuni sistemi giuridici stranieri, come quello francese, la legge italiana in materia di stato civile non consente di apporre nell'atto di nascita un'indicazione del sesso neutra o, quantomeno, provvisoria: nei casi di incertezza è obbligatorio optare per il sesso che si pensa essere «dominante» tra quello maschile e quello femminile. E questo di solito avviene all'esito di un accertamento sommario e, di conseguenza, potenzialmente erroneo.
Non sappiamo verso quale famiglia stiamo andando. Una risposta la si può trovare facendosi delle domande. E non è detto che le risposte alle domande siano corrette. Ma certamente è un buon passo.

Il programma e l'iscrizione al Forum è rinvenibile sul sito dell'Osservatorio.

la locandina

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