DOSSIER PLUS PLUS 24 DIRITTO

Impugnazione delle delibere assembleari

15/01/2018 11:32



Dossier a cura della redazione Plus Plus 24 Diritto, agg. dicembre 2017 - Premessa a cura dell'avv. Federico Ciaccafava

Le deliberazioni prese dall'assemblea dei condomini a norma di legge sono obbligatorie per tutti i condomini.

Il principio, scolpito espressamente nell'art. 1137, primo comma,c.c., è poi indirettamente confermato da altre disposizioni del codic edettate in materia condominiale: l'art. 1130, primo comma,n. 1, c.c., norma che prevede, trai diversi obblighi posti a carico dell'amministratore, anche quello di "eseguire le deliberazioni dell'assemblea dei condomini"; l 'art. 1133 c.c., il quale dispone che i provvedimenti presi dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini.

Tanto premesso, contro le deliberazioni contrarie alla legge oal regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l'autorità giudiziaria chiedendone l'annullament onel termine perentorio di trenta giorni.

Tale termine inizia a decorrere: dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti; dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.

L'azione di annullamento nonsospende l'esecuzione della deliberazione,salvo che la sospensionesia ordinata dall'autorità giudiziaria;l'istanza per ottenere lasospensione proposta prima dell'iniziodella causa di merito nonsospende nè interrompe il termineper la proposizione dell'impugnazionedella deliberazione (art.1137 cod. civ.).La legittimazione passiva inun'azione di impugnazione diuna delibera assembleare fa capo all'amministratore di ondominio: concorrente con la legittimazionedell'amministratore è quelladi tutti i condomini. La disciplina contenuta nell'art. 1137 c.c. riveste carattere cogente non potendoessere derogata dal regolamento condominiale stante l'espresso divieto sancito dall'ultimo comma dell'art. 1138 c.c.

La disciplina esposta in sintesi è quella attualmente in vigore a seguito della novella del 2012 (cfr., legge 11dicembre 2012, n. 212) che ha riformatola materia condominiale.

Si è appena visto come l'art. 1137,secondo comma, c.c. accordi ai condomini dissenzienti o assenti, tramite ricorso da presentare all'autorità giudiziaria, la facoltàdi impugnare le delibere assembleari ritenute contrarie alla legge o al regolamento condominiale.

In difetto di più precise indicazioni da parte del legislatore, è spettato ai giudici il delicato compito di individuare e classificare le diverse ipotesi fattuali di invalidità delle delibere assembleari condominiali.

In tale ambito, sono state evocatele tradizionali categorie della nullità e dell'annullabilità, con tutti gli effetti di natura sostanziale e processuale collegati all'opzione in favore dell'uno o dell'altro regime.

La questione dell'invalidità delle deliberazioni assembleari assunte nel condominio degli edifici- tematica da sempre ritenuta particolarmente delicata nell'ambito del diritto condominiale - è stata portata all'esame delle SezioniUnite della Corte di Cassazione, le quali, in una nota pronuncia (Cass.S.U. n. 4806/2005), hanno tracciato i confini tra le due forme di invalidità, annullabilità da una parte,e nullità dall'altra. La Suprema Corte, anche riportandosi alla categoria della nullità dettata in materia contrattuale (art. 1421 c.c.), e prendendo in considerazione molteplici ipotesi concrete, ha specificato i criteri identificativi dei vizidi nullità o annullabilità inficianti i deliberati condominiali. Sotto tale profilo, si è affermato che devono ritenersi nulle le delibere:

(i) prive degli elementi essenziali;

(ii) con oggetto impossibile o illecito (contrario all'ordine pubblico, alla moraleo al buon costume);

(iii) con oggetto eccedente la competenza assembleare;

(iv) incidenti sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini;

(v)comunque invalide in relazione all'oggetto

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